Che sia l’effetto combinato iPod-iPhone, il fascino del numero uno della Apple Steve Jobs o quel mix di innovazione e informalità che caratterizza la cultura dell’azienda californiana, il risultato è eclatante. La Apple, con un secondo posto in entrambe le classifiche sul datore di lavoro preferito stilate da 2.388 studenti dell’ultimo anno della facoltà di economia e 1.817 di ingegneria, è tra le aziende più ambite oggi in Italia. Lo afferma l’edizione 2007 dell’European student barometer preparata dal Trendence Institut für Marketing di Berlino, che tra ottobre 2006 e luglio 2007 via internet ha interrogato 40 mila studenti di 400 università in 18 paesi europei, per identificare le imprese del cuore, ma anche le attese, le speranze e i timori della futura classe dirigente europea. La ricerca più ampia sul tema e Panorama la pubblica in esclusiva per l’Italia.
I risultati? Ci sono importanti conferme: come i primi posti nelle classifiche europee dell’Oréal (in vetta dal 2002) per i laureandi in economia e dell’Ibm per i laureandi di ingegneria. O la top position della Banca d’Italia, numero uno per gli studenti italiani di economia anche nel 2006.

Le società preferite dagli studenti italiani di Economia e Ingegneria
Ma non mancano le sorprese. Per esempio, proprio nel periodo di maggior gloria, e risultati, la Fiat di Sergio Marchionne, che con il trentottesimo posto (tabella in alto nella pagina a fianco) risulta il primo gruppo italiano votato dagli studenti di ingegneria europei, in casa cede alla Microsoft di Bill Gates il massimo podio nella hit parade di ingegneria conquistato lo scorso anno, accontentandosi di piazzare la “rossa di famiglia”, la Ferrari, al settimo posto (sesto nella classifica di economia). E la stessa sorte di “fuoruscita di lusso” tocca all’Eni, che nel 2006 era quarta. A tenere alte (si fa per dire) le sorti delle imprese nazionali arriva l’Enel, decima dopo un elenco che, Ferrari a parte, è interamente ispirato oltre confine.
Se gli ingegneri hanno cambiato alcuni pezzi del puzzle che rappresenta il mondo dei datori di lavoro ideali, guardando soprattutto verso gli Stati Uniti, anche gli economici non sono stati fermi: hanno confermato nella loro hit parade Bankitalia, Banca Intesa e Vodafone, ma hanno votato “new entry” come Benetton, Luxottica, Procter & Gamble e Assicurazioni Generali, mostrando comunque una maggiore propensione per le imprese made in Italy.
Ma cosa rende particolarmente appetibile un’azienda agli occhi dei giovani laureandi a caccia di una scrivania in Italia? A detta degli intervistati (e l’opinione si conferma anche a livello di campione europeo) il livello di stipendio iniziale non conta più di tanto, anzi il fattore quattrini è relegato in fondo a un elenco di 15 voci, mentre vengono messe ai primi posti la possibilità di fare carriera rapidamente e di avere esperienze formative e di crescita. E la sicurezza del posto? Per gli italiani è quarta, a pari merito con il tasso di innovazione presente nel gruppo e l’autonomia ottenuta nel proprio incarico, mentre per il campione europeo vengono prima l’equilibrio tra lavoro e vita privata e l’ambiente di lavoro, colleghi in testa.

I posti di lavoro più attraenti per gli universitari europei di Economia e Ingegneria
Le differenze non finiscono qui. “I giovani italiani si rivelano particolarmente pessimisti sulla situazione economica del Paese e quindi sul loro futuro rispetto alla media dei colleghi europei” spiega Benjamin Daubigney, responsabile per la Trendence del mercato italiano. ” Per esempio solo il 12 per cento dichiara che non sarà difficile trovare un posto nel 2007″.
Di certo, l’immagine del cocco di mamma viziato e legato alla famiglia deve essere modificata. Aggiunge Daubigney: “Ormai i neolaureati italiani hanno sposato la mobilità. Tra il 43 e il 46 per cento degli intervistati dei due gruppi si dichiara disponibile a “trasferirsi ovunque” per seguire le necessità del lavoro e appena il 9 per cento dei futuri dottori in economia e l”11 circa degli ingegneri preferirebbe restare nella regione d”origine”. Più rigido l”atteggiamento sul fronte delle ore di lavoro attese: certo è difficile battere i tedeschi, pronti a passare alla scrivania 47,9 ore la settimana, ma con 42,1 ore gli italiani si piazzano sotto la media di 43,4 ore, anche se brillano rispetto alle 40 di olandesi e spagnoli. Per chi vuol fare carriera, comunque, il settore largo consumo per il 54 per cento del campione italiano di studenti in economia è ritenuto il trampolino più interessante, seguito da banche e istituti finanziari, mentre per gli ingegneri information technology ed elettronica restano al top.
Quanto ai soldi, la ricerca rivela un dato preoccupante: la retribuzione annua che i futuri dottori italiani si aspettano, pari a 22.655 euro, è più bassa della media europea e, come evidenzia il grafico qui sopra relativo al campione di economia, addirittura la metà di paesi del Nord Europa. Né può consolare il fatto che battiamo paesi come la Polonia (13.348 euro) o la Repubblica Ceca (11.641).
Ma quanto costa conquistarsi l”ambita poltroncina? In media gli italiani mettono in conto 23 tentativi-domande di impiego prima di trovare il posto giusto. Tanti? Solo in apparenza: in Germania la media è 25 e in Francia addirittura 36.
- Martedì 2 Ottobre 2007

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