Per la guida di Alitalia, una poltrona per cinque. I francesi in pole position

Alitalia sotto i riflettori
Riparte la seconda volata per la vendita Alitalia. La prima, lanciata esattamente dieci mesi fa è finita come tutti sanno: un mortificante nulla di fatto mentre le condizioni della compagnia aera continuavano a peggiorare a rotta di collo. Questa operazione bis dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Oggi il presidente dell’azienda, Maurizio Prato, illustra al consiglio di amministrazione l’esito del primo giro di consultazioni effettuato dall’advisor Citi per la privatizzazione; la short list, elaborata anche con la consulenza di Roland Berger, comprende i nomi già circolati alla vigilia.
AIR FRANCE - KLM Secondo gli addetti ai lavori sarebbe la soluzione migliore. Alitalia con i francesi ha stretto già da tempo una solida alleanza commerciale, consolidata anche da uno scambio azionario intorno al 2 per cento e corroborata in passato addirittura da uno scambio di posti nei rispettivi consigli di amministrazione.
Vantaggi: l’aerolinea francese è la più grande del mondo per fatturato e quindi Alitalia entrando nell’orbita di questo colosso stipulerebbe una specie di polizza di sopravvivenza. Per i clienti italiani si amplierebbe il network di destinazioni, sia quelle raggiunte direttamente dai transalpini sia quelle garantite dall’alleanza mondiale SkyTeam all’interno della quale i francesi esercitano un ruolo di guida. Il nuovo modello francese comporterebbe un miglioramento del servizio e una maggiore efficienza.
Svantaggi: la preoccupazione condivisa da molti politici è la perdita di sovranità della compagnia italiana che potrebbe essere mitigati se a fianco dei francesi scendesse un soggetto economico italiano. Alitalia finirebbe comunque per diventare, di fatto, una controllata di Air France e la sua missione di compagnia globale dovrebbe essere rivista. Per i francesi l’azienda italiana dovrebbe svolgere un ruolo ancillare nell’area del Mediterraneo, abbandonando le ambizioni sui voli di lungo raggio che dovrebbe essere in maggioranza appannaggio di Parigi Charles De Gaulle e, in misura minore, di Amsterdam. Il nuovo network avrebbe come base Fiumicino e non Malpensa.
LUFTHANSA La scesa in campo tedesca è più motivata dal desiderio di frenare le ambizioni dei francesi che dalla reale necessità di rilevare Alitalia. Con l’acquisto di Air Dolomiti, Lufthansa ha un’ottima quota di mercato sull’area del Nordest della penisola italiana per tutti i voli di lungo raggio via Monaco di Baviera.
Vantaggi: vale il discorso fatto per Air France per quanto riguarda l’ingresso in una corazzata che ha grandi ambizioni di crescita e che quindi garantirebbe una solidità aziendale purtroppoi sconosciuta a Alitalia.
Svantaggi: i tedeschi sono interessati soprattutto all’area del Nord Italia, ma uno sviluppo di Malpensa potrebbe creare un problema di coabitazione con il vicino aeroporto di Zurigo (Lufthansa ha già rilevato Swiss). Inoltre l’uscita dall’alleanza di Alitalia da SkyTeam per entrare in Star Alliance comporterebbe il pagamento di penali. Andrebbe poi rivisto il ruolo di Air Dolomiti.
AIR ONE - Sarebbe la realizzazione di un sogno per Carlo Toto, l’uomo che dieci anni fa sfidò il monopolio Alitalia sulla Roma-Milano. La soluzione italiana piace molto in ambienti politici, in quanro preserverebbe l’identità nazionale di Alitalia. Non a caso l’operazione piace soprattutto in casa Ds e An.
Vantaggi: l’autorità Antitrust è severa nel sanzionare posizioni dominanti, che da noi vengono ritenute tali se si supera il 50 per cento del mercato domestico, mentre in Francia è normale che la prima compagnia abbia oltre il 90. Ammesso che la scure Antitrust non si abbatta sull’operazione, il matrimonio Alitalia-Air One permetterebbe al nuovo soggetto economico di ottenere più ricavi dai voli domestici, proventi che potrebbero essere utilizzati per l’apertura di nuove rotte internazionali.
Svantaggi: Air One ha una struttura patrimoniale debole e una condizione finanziaria molto esposta con le banche; fino a due anni fa la quasi totalità delle azioni della compagnia era in pegno a Capitalia. La struttura di costi dell’azienda di Toto ricalca quella di Alitalia e il leggero attivo degli ultimi suoi bilanci è dovuto più alla crisi dell’ex compagnia di bandiera, che all’efficienza di Air One. I voli di lungo raggio da poco introdotti volano quasi vuoti (gli ultimi dati pubblicati dalla Aea (Associazione europea delle compagnie aeree) rilevano come la sua sia la peggior performance di load factor).
TEXAS PACIFIC GROUP - Si tratterebbe della soluzione più rivoluzionaria perché comporterebbe la cessione di una delle aziende statali più lottizzate ad un fondo americano di investimento che punta solo all’efficienza e non si cura di sindacati e raccomandazioni.
Vantaggi: Tpg vanta un ottimo curriculum per i salvataggi di compagnie aeree. Per esempio, la blasonata Ryanair quando nacque voleva ricalcare lo stile di Aer Lingus e stava per fallire. Ad imporre il modello low cost, mutuato dall’americana Southwest, furono proprio i cervelli di Tpg. Grazie a loro, inoltre, Gordon Bethune ha potuto scrivere un best seller di management aziendale come “From worst to first”, per spiegare la rinascita di Continental Airlines, che sembrava destinata al default. Tpg dispone di grande liquidità e il suo piano per Alitalia, presentato durante la fallita asta messa su in precedenza dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa, prevedeva investimenti per 5 miliardi di euro in cinque anni. Quasi una massiccia ricapitalizzazione ogni 12 mesi.
Svantaggi: Tpg, almeno durante il bando, non ha cercato sponde italiane. Senza un partner tricolore però la nuova Alitalia, per via di regolamenti vecchiotti, perderebbe buona parte dei diritti bilaterali di traffico. Prato ha sostenuto in un’audizione al Senato che obiettivo dell’azienda è quello di cercare un’integrazione con un partner industriale, lasciando quindi intendere di non essere interessato a offerte da soggetti finanziari.
BALDASSARRE-VALORI - Al momento la proposta dell’ex ministro e dell’ex manager è la più incerta, tale da rendere impossibile la valutazione di vantaggi e svantaggi, anche se il profilo delle due personalità impegnate lascia presupporre che ci sia qualcosa di concreto. L’unica cosa trapelata al momento è quella di una partecipazione della Emirates, subito smentita dagli interessati, però. C’è da sottolineare che in questa fase le smentite devono essere prese cum grano salis dal momento che perfino Air France e Lufthansa hanno tatticamente affermato di essere fuori partita.

Commenti

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Il 8 Ottobre 2007 alle 19:55 Alitalia, sei restano in corsa. Spunta anche Aeroflot » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Ai cinque nomi che circolavano alla vigilia si aggiunge quello di Aeroflot. Controllata al 51% dallo Stato, la compagnia russa è stata fondata nel 1923 e fa parte dell’alleanza Sky Team. Copre 93 destinazioni in 47 Paesi per 302 voli al giorno. Con la sua flotta di 90 aerei, trasporta oltre 7 milioni di passeggeri l’anno. I vertici della compagnia hanno detto di essere disposti a mettere sul piatto un miliardo di dollari per Alitalia. [...]

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