
Metti da un lato il più grande distributore al mondo di bevande in monoconfezioni, e dall’altro un caffè italiano di prima scelta. Il risultato è un espresso freddo della Illy che potrà chiamasi “pure black”, “cappuccino” o semplicemente “macchiato”, distribuito in ogni angolo del mondo nelle lattine o nelle bottigliette Coca Cola.
“Illy guarda con entusiasmo all’alleanza con Coca Cola” dice Giuseppe Cambareri, il consulente che sta assistendo lo storico marchio triestino in questa delicata contrattazione, “ed è la prima volta che accetta di negoziare una partnership paritetica per incrementare il mercato delle vendite. Ma accetterà che il suo marchio venga apposto su questo nuovo prodotto solo se verranno rispettati tutti gli standard qualitativi di un buon caffè “Illy”: su questo il mio cliente è stato molto chiaro”.
Illy e Coca Cola stanno infatti mettendo a punto la joint venture (che dovrebbe avere sede in Italia) che andrà a produrre il caffé in piccole monoconfezioni. Il primo offrirà il know how del caffé, il secondo quello dell’imbottigliamento (o dell’inscatolamento), e della distribuzione su larga scala. Il legale fa sapere che con ogni probabilità non troveremo il caffé Illy nei McDonald’s anche perché Coca Cola con questa mossa ha voluto mostrare la sua attenzione alla fascia “preminum” del mercato e non al cosiddetto mass-market che invece ha contraddistinto la sua strategia passata. Il caffè freddo dovrebbe arrivare nei bar e nelle macchinette automatiche già dal primo semestre del 2008. Si partirà dai Paesi dove la cultura del caffè è più sviluppata (quindi la vecchia Europa, anche se in alcuni Paesi, tipo Germania e Olanda, già si pensa a una miscela di latte e caffè), poi si punterà agli Stati Uniti, fino ad arrivare all’Asia che sta scoprendo questa bevanda negli ultimi anni.
- Venerdì 19 Ottobre 2007
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