Bce attendista. Monetaristi: quest’anno tassi stabili

Una immagine di archivio della sede centrale della Bce a Francoforte
La Bce attende sui tassi d’interesse. Cioè aspetta di decidere se aumentare o diminuire il costo del denaro. Su questo tono hanno titolato molti quotidiani a proposito della situazione in cui si trova l’istituto monetario europeo.
L’instabilità dei mercati, l’euro forte, i rincari del petrolio e dei generi alimentari, sono alcuni dei motivi che fanno ritardare una decisione della Banca centrale europea sul tasso d’interesse. Decisione che, secondo alcuni monetaristi, potrebbe essere presa alla fine di quest’anno o, più probabilmente, nel 2008 inoltrato.
“Questa situazione lascia la Bce tra l’incudine e il martello”, dice Marco Annunziata, di Unicredit intervistato dal sito del quotidiano australiano Daily Telegraph. Secondo Annunziata, l’istituto centrale europeo rialzerà i tassi al 4,5% dopo un rialzo intermedio al 4,25% nella seconda metà del 2008.
Da un recente sondaggio Reuters risulta che molti esperti monetaristi giudicano improbabile che la Bce segua l’esempio della Federal Reserve che ha tagliato i tassi d’interesse del dollaro.
In una dichiarazione al Frankfurter Allgemeine Zeitung, Juergen Stark, membro dell’esecutivo della Bce, ha detto: “I rischi d’inflazione (dell’Eurozona, ndr) sono cresciuti”. Le turbolenze finanziarie, ha aggiunto, avranno un impatto “limitato” sull’economia.
Due monetaristi italiani prevedono che l’istituto presieduto da Jean-Claude Trichet non prenderà decisioni sui tassi almeno per quest’anno.
Carlo Altomonte, assistent professor di macroeconomia alla Bocconi di Milano, ha detto: “Se mettiamo insieme questi tre fattori: manovra di rialzo dei tassi che non era finita, crescita europea molto vicina al potenziale, limitato valore dell’argomentazione euro forte, ne consegue che sicuramente la banca non abbasserà i tassi”.
Giovanni Verga, professore di economia monetaria presso l’università di Parma, è di un parere leggermente diverso: la Bce non ha necessità di alzare o abbassare il suo tasso perché sono mutate altre condizioni. “La mia opinione - dice - è che non fa niente anche perché non facendo niente la politica è già stata restrittiva visto che il tasso di mercato, l’Euribor, è salito per effetto del premio a rischio. Quindi è come se la Bce avesse aumentato i tassi”. Se ci sarà una decisione al rialzo o al ribasso del costo del denaro, secondo Verga, è più probabile che questo avvenga a 2008 inoltrato. “Quest’anno - dice - è difficile che la Bce abbassi i tassi. Più probabile che li alzi o li abbassi il prossimo anno ma non tanto presto. A meno che non capiti qualcosa di particolare. Qualunque cosa faccia, sia in aumento che in diminuzione, sarà un piccolo movimento. La Bce dà più peso a un mini rialzo. Ma secondo me lo fa per controbilanciare le aspettative di un mini ribasso. In realtà è più facile che non lo muova. Perché anche il picco inflazionistico c’è però è potenziale e quindi non è detto”.

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Giampiero Cantoni
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