Imprese e innovazione: Lombardia e Lazio prime per export

Il direttore generale della Ferrari, Jean Todt (S) consegna il
La Brembo, con i suoi impianti frenanti montati anche sulle Ferrari, ha sede a Bergamo. Come l’Italcementi, che per prima ha brevettato l’asfalto mangia-smog. E poi ancora la CoGeSin, la Ctt, la Eurolab di Milano: aziende che hanno basato la propria mission sulla tecnologia e la ricerca. Una scelta vincente, che ingrossa pattuglia delle aziende italiane che hanno deciso di dedicarsi all’hi-tech. Fino a farla diventare un’eccellenza con grandi prospettive di sviluppo. Perché quello dell’alta tecnologia è un settore che nell’ultimo anno è cresciuto in media del 2 per cento con punte del 7, che ha messo radici al nord ma che è guardato con interesse anche nel centro-sud, che esporta medicinali, apparecchiature per le telecomunicazioni, macchinari spaziali. Conferma di questo trend di crescita anche un rapporto del ministero dell’Innovazione, che analizza il settore nelle sue varie specificità. Leggendo il documento che disegna i contorni di questa rinascita della ricerca scientifica in Italia si scopre così che in tutto il territorio nazionale sono 126mila le aziende ad alta specializzazione tecnologica. Di queste, la maggior parte è localizzata in Lombardia, Piemonte e Lazio. Nella regione amministrata da Roberto Formigoni sono oltre 27 mila le imprese votate all’high tech, tanto da registrare oltre un quinto delle presenze (21,9 per cento) totali e a posizionare il suo capoluogo in cima alla classifica nazionale. “Milano è il laboratorio italiano per innovazione – spiega Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di Commercio meneghina – grazie a elementi come il numero delle imprese e la loro concentrazione nell’economia del territorio, ma anche per l’export tecnologico. Un punto da cui partire per rafforzare il legame tra la forza del potenziale accademico dell’area milanese e le necessità del sistema produttivo”. Un sistema produttivo fatto da piccole e piccolissime imprese sempre pronte a rinnovarsi, rigettarsi nelle sfide proposte dal mercato globale. Come quelle del Lazio, ad esempio, dove il settore dell’alta specializzazione tecnologica ha fatto registrare un’impennata nelle esportazioni: entro la fine del 2007 si stima che queste supereranno abbondantemente i due miliardi di euro.
Ma quali sono questi prodotti hi-tech che nascono in Italia? Secondo lo studio del ministero il bouquet di beni è molto variegato: si va dai farmaci, che conquistano il primato italiano per l’export con una crescita del 44 per cento su base annua, ai cavi in fibra ottica, dai componenti per personal computer e cellulari fino ai veicoli spaziali. Prodotti d’eccellenza su cui sono in crescita gli investimenti e che potrebbero essere il nuovo volano dell’economia del nostro Paese.

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