Dopo il Senato, la piazza: gli statali contro la Finanziaria di Prodi

Uno degli striscioni esposti durante la manifestazione dei dipendenti pubblici
La pioggia non ferma la protesta degli statali contro il governo.
Ci si mettono anche loro a scuotere le già agitate giornate di Romano Prodi: i dipendenti pubblici, che oggi incrociano le braccia per otto ore, si sono dati appuntamento a Roma per sfilare lungo le vie della capitale. Il corteo di Roma si snoda tra Piazza della Repubblica e Piazza San Giovanni, dove sono previsti i comizi dei segretari generali delle tre confederazioni, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Così le fibrillazioni della maggioranza del Governo di centrosinistra trovano un corrispettivo nello sciopero nazionale dei lavoratori statali, un comparto di circa 2 milioni di persone. “Lo sciopero di oggi è contro la legge Finanziaria che penalizza fortemente il settore e contro la linea di Tommaso Padoa-Schioppa largamente condivisa nel Governo e neanche contrastata efficacemente dalla sinistra”, spiega il segretario nazionale della Funzione pubblica FP-Cgil, Mauro Beschi, in una piazza bagnata dove stanno affluendo lentamente le persone.
Che protestano per il mancato stanziamento delle risorse necessarie al rinnovo dei contratti 2008-2009 e per “la diffusione della precarietà”.
In un tripudio di bandiere Cgil, Cisl e Uil, gli slogan servono per dire a Prodi: “Il contratto di lavoro è un diritto e un optional”. E viene facile quindi fare il confronto la manifestazione di sabato 20 ottobre della sinistra radicale, proprio contro il precariato: “Il nostro sciopero generale non è una spallata al Governo Prodi: seguiamo attentamente giorno per giorno quello che succede ma oggi da questa piazza diciamo il sindacato indica a Prodi e al suo Governo cosa deve fare correttamente per andare avanti”, dice il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Gli stessi “suggerimenti” inviati all’esecutivo sabato scorso dalla sinistra radicale…
Gli scioperi non si fermano però qui. Sabato 27 toccherà alla scuola (a eccezione della materna, che, in quanto comunale, è in sciopero oggi), anche in questo caso rivendicando le risorse per il rinnovo del contratto di lavoro del biennio 2008-2009. Lunedì 29, infine, sarà la volta di Università e Ricerca che organizzeranno un presidio davanti al ministero della Funzione Pubblica.

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