Nuovo record per il petrolio, che ha superato il massimo di 98 dollari. Si fa sempre più vicina quindi la soglia dei 100 dollari al barile. I valori dell’oro nero negli scambi elettronici sui mercati asiatici si sono ulteriormente impennati fino a toccare, anche se per poco, il massimo di tutti i tempi, vale a dire 98,03 dollari.
Dalla chiusura della borsa di New York, in poche ore il prezzo si è innalzato di 1,16 dollari, passando cioè da 96,70 a 98 dollari dollari. Ad accelerare la corsa sono stati la debolezza del dollaro e la tempesta che ha costretto all’evacuazione le piattaforme petrolifere del Mare del Nord.
Il Brent a sua volta ha superato per la prima volta il limite dei 94 dollari al barile arrivando a essere scambiato a 94,48 per le consegne a dicembre.
E mentre il petrolio non arresta la sua corsa, il dollaro è sempre più in caduta libera sull’euro. Sui mercati asiatici la valuta europea ha rotto al rialzo anche la soglia di 1,46 dollari segnando un nuovo record a 1,4665.
Anche l’ oro, come il petrolio e come l’ euro, sembra non voler arrestare la sua corsa e oggi è salito all’ennesimo record da 27 anni a questa parte, con una quotazione di 826,4 dollari a New York. Il rialzo rispetto a ieri è dell’1,7%; il record assoluto per la quotazione dell’oro è a 873 dollari, raggiunto il 21 gennaio del 1980. Il prezzo dell’oro segue di pari passo quello del petrolio e dell’ euro. L’oro infatti è un investimento di rifugio, il cui prezzo è denominato in dollari.
Il VIDEO servizio:
- Mercoledì 7 Novembre 2007
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 12 Novembre 2007 alle 16:57 lebonsens ha scritto:
Le materie prime sono le vere “stelle fisse” nel firmamento dell’economia, non le monete, che si stampano nelle Banche centrali dei vari paesi del mondo. Diciamo che l’affermazione sta in piedi su questo ragionamento : l’economia tira, ed allora si crea una domanda più elevata di beni, spesso sempre più scarsi e più difficili da reperire (si pensi soprattutto alle miniere….). In caso contrario, la domanda di questi beni, e cioè delle materie prime, diminuisce (non sempre con la stessa velocità con la quale è andata precedentemente aumentando). Chi sta creando una maggior domanda di materie prime sono i paesi emergenti, come la Cina e l’India, e sono questi che ne fanno aumentare la scarsità ed i prezzi di mercato. I paesi deboli, che hanno sperperato nel passato creando un enorme debito pubblico - previdenziale e che continuano a sperperare, e che vogliono lavorare poco, restano sempre di più emarginati dalla competizione mondiale e, accedendo al mercato delle materie prime, importano inflazione esogena, che si aggiunge a quella endogena. Il vero problema per il consumatore finale è pertanto costituito dal trend di vita medio delle popolazioni con le quali è costretto a vivere. Il nostro sappiamo qual’è. In fin dei conti è giusto che, chi lavora di più, possa sopportare prezzi più elevati per il petrolio e per l’oro. Non dimentichiamo che troppi occidentali vogliono il tempo libero e gli agi senza far nulla, trasformando di fatto i salari e gli stipendi in rendite parassitarie (non di capitale, che prevede un precedente risparmio, ma di rendite e basta). Anche il riposo, in fin dei conti, è un bene di consumo, che si contrappone al lavoro ed alla fatica. Ed anche il riposo, il dolce far niente, ha un prezzo caro da pagare : la povertà, che non permette di fronteggiare i prezzi in acsesa delle materie prime. Si dice che San Martino, colpito dalla povertà di un viandante, tagliasse il suo mantello in due per fargnene dono di una metà. Poi ne trovo’ un altro, e taglio’ ancora in due il mantello, per fare ancora un regalo. Ma poi se ne ando’…… “Ad impossibilia nemo tenetur”, neanche i Santi.
Il 27 Giugno 2010 alle 17:20 leorepreziose ha scritto:
Il trend del mercato dell’oro viene spinto dalla continua crescita dei mercati asiatici con in testa la Cina e l’India che hanno aumentato sia il numero degli utilizzi industriali dell’oro sia il numero degli acquirenti di gioielli soprattutto in India la crescita del consumo di prodotti di gioielleria è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Questa effervescenza dell’oro ha naturalmente portato un aumento del numero dei contratti sia sul mercato spot che su quello dei derivati nelle principali piazze su cui l’oro viene scambiato. Come tutti i mercati in crescita anche quello dell’oro sta attraendo un numero di investitori che decidano di diversificare gli iinvestimenti a favore del metallo giallo sia per i possibili ritorni che come diversificazione del portfolio per salvarsi dalle fiammate inflazionistiche e fluttuazioni valutarie. A contribuire alla richiesta dell’oro ha contribuito anche l’interesse di alcune banche centrali ad aumentare la quantita’ di oro in riserva tra cui quella cinese, russa e quelle di altre potenze economiche emergenti.. Soprattutto la banca centrale cinese ha investito e continuerà ad investire nell’oro secondo la strategia che vuole puntare adaumentare il peso del oro tra le riserve della banca per bilanciare il peso del dollaro in declino ed il cui valore probabilmente continuerà a diminuire. In Italia dove la banca centrale pur non acquistando oro ha deciso in controtendenza con alcune direttive Europee di non intaccare le proprie riserve auree, la richiesta d’oro rimane alta e in costante crescita e tutto il comparto gode di buona salute anche se la vendita di beni di gioielleria non è cresciuta risentendo della crisi finanziaria l’aumento dell’uso dell’oro in altri settori innovativi riesce a compensare il rallentamento della gioielleria. Una buona parte dell’oro fisico viene recuperato dalle attività compro oro che ritirano generalmente dai privati per poi rivenderlo alle fonderie che provvederanno a rimetterlo sul mercato.
Il 26 Ottobre 2010 alle 1:37 leorepreziose ha scritto:
compro oro
L’oro centra l’ennesimo record e colleziona un altra giornata positiva per i metalli preziosi, ancora una volta la debolezza del dollaro ha agevolato la volata dell’oro, sul mercato Usa il metallo prezioso per eccellenza ha raggiunto il un nuovo record storico a 1.370,50 dollari. Sale anche l’argento a 23,6 dollari/oncia, tutto questo mentre la Goldman Sachs ha riveduto le proprie previsioni sul prezzo dell’oro dei prossimi mesi: arrivando a prevedere i 1.650 dollari/oncia entro un anno. La storica banca d’affari a fine luglio aveva indicato 1.300 dollari per il semestre e 1.365 per l’anno, alla luce della rincorsa che ha preso il metallo giallo negli ultimi due mesi ha prontamente riveduto le proprie quotazioni al rialzo, corsa che con una progressione tale che da fine luglio ha portato l’oro oltre il 17% del proprio valore, gli analisti di Goldman Sachs spiegano la decisione di rivedere le loro previsioni con diversi fattori, tra i quali i tassi di interesse reali degli Stati Uniti che sono destinati a rimanere a lungo bassi per favorire la crescita economica Americana.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.