
Migliora il mercato del lavoro nel Belpaese, anche se tra luci e ombre: nel 2006, gli occupati in Italia hanno sfiorato quota 23 milioni, un record storico sia in termini assoluti sia in termini di percentuale di crescita annuale (+2%). Da evidenziare, il tasso di disoccupazione giovanile, che subisce una flessione del 2,4 per cento rispetto al 2005.
Il lavoro dipendente a termine, nelle sue molteplici forme (contratto a tempo determinato, apprendistato, interinale) riguarda quasi 10 lavoratori su 100. Più contenuta la quota dei collaboratori (Co.co.co., a progetto, occasionali) pari complessivamente al 5,7%. Il lavoro atipico riguarda quindi tra i 3,5 e i 4,5 milioni di lavoratori.
In questo scenario, permane inoltre un profondo dualismo nel divario territoriale Nord-Sud, una persistente difficoltà all’inserimento nel mondo del lavoro per donne e per over 55, mentre aumenta lo scontento e i lavori reali si allontanano sempre di più dalle aspettative delle persone, a causa della precarietà, delle esigue retribuzioni e delle scarse possibilità di carriera. È la fotografia del Rapporto Isfol 2007, presentato questa mattina a Roma dal presidente dell’Istituto, Sergio Trevisanato.
Tra gli occupati italiani, il fattore di maggiore insoddisfazione riguarda la mancanza di prospettive di carriera (54,5%) e tale percezione è peggiorata nel tempo: nel 2006 era del 41%. In peggioramento le condizioni occupazionali della parte femminile della popolazione, il cui tasso di occupazione è del 47% (sotto l’obiettivo di Lisbona del 60% nel 2010). Quasi 10 milioni di donne in età lavorativa non lavorano, né cercano un impiego (gli uomini nella stessa condizione sono circa la metà): il 63% delle donne accede al lavoro con un contratto atipico; il 67% ritiene il proprio orario di lavoro troppo lungo per essere conciliabile con gli impegni familiari; oltre l’80% dei lavoratori part-time sono donne e, nella maggior parte dei casi, si tratta di una scelta obbligata.
Il tasso di attività dei soggetti tra i 55 e i 64 anni è del 33% in Italia (lontana dall’obiettivo di Lisbona del 50% al 2010), in lento ma progressivo aumento dal 2001. Nel 2006 gli over55 appartenenti alla popolazione attiva sono 2,3 milioni. Riguardo alla formazione, da segnalare il boom di crescita dei laureati dopo l’introduzione della laurea breve: nel 2006 a conseguire un titolo di studio universitario sono stati in 300.000, centomila in più rispetto a 4 anni prima. Seppure il tasso di diplomati sia in aumento (75,5% della popolazione giovanile), l’Italia resta al di sotto del benchmark europeo pari all’ 85%.
Quanto al tasso di occupazione femminile, nel 2006 si attesta al 46,3% contro il 70,7% maschile: un livello ancora molto distante dall’obiettivo fissato a Lisbona (raggiungimento del 60% di occupate entro il 2010). Non solo. La scarsa partecipazione delle donne alla vita lavorativa italiana ha già ampiamente disatteso anche l’obiettivo di medio termine, che proponeva di raggiungere il 57% di occupate per il 2005.
Non va meglio con la qualità dei lavori che le donne trovano: una donna su 4 è precaria e nel 2006 solo il 36,7% delle nuove occupate è stato assunto con un contratto di lavoro a tempo indeterminato (contro il 41,4% del 2005), mentre aumentano gli accessi al lavoro mediante contratti a termine, ottenuti dal 36,2% delle neo-lavoratrici nel 2006 contro il 33% di un anno prima. La maternità continua poi a essere ancora un forte ostacolo al naturale proseguimento della carriera lavorativa: nel 2006, ben una donna su nove è uscita dal mercato del lavoro dopo aver fatto un figlio.
Il VIDEO servizio:
- Martedì 20 Novembre 2007
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.