
Cosa sarebbe successo se ai tempi del crack Parmalat fosse stata in vigore una norma sulle class action come quella che ha appena incassato l’ok del Senato? Gian Piero Biancolella, il legale di Calisto Tanzi, risponde secco: “Non molto. Anzi non credo che, così come è stata pensata la proposta di legge, avrebbe cambiato qualcosa. Di certo il risarcimento non sarebbe stato più breve”.
Biancolella sostiene così la posizione di Confindustria e di alcune associazioni dei consumatori che sono fermamente contrarie alla norma soprattutto per quanto riguarda la parte della tempistica. “Se da un lato - aggiunge Biancolella - l’azione collettiva facilita i consumatori perché possono agire insieme con un consistente risparmio di soldi, dall’altro costringe loro ad affidarsi comunque a un legale per avere il risarcimento”. E alla fine la class action “risulta inefficace e farraginosa”.
Per quanto riguarda gli oltre centomila risparmiatori beffati dal crack Parmalat per loro, spiega Biancolella, non è detta l’ultima parola. “Non è vero- conclude - che molti consumatori scoraggiati hanno rinunciato. Anzi la maggior parte di loro sta aspettando l’udienza del dibattimento per costituirsi”. Infine l’avvocato boccia l’ipotesi dell’introduzione del danno punitivo (”È contro ogni principio costituzionale”) e spiega la differenza fondamentale tra i risparmiatori italiani e quelli americani nel processo Parmalat. “Negli Usa, dove è stata intentata una class action, è stato chiesto il danno anche alla nuova Parmalat mentre da noi questo non è possibile. Il risarcimento può infatti derivare solo dagli attivi della vecchia Parmalat”.

Più o meno gli stessi dubbi sono stati sollevati da Carlo Rienzi, presidente del Codacons e convinto oppositore al disegno di legge sulle class action. Se per i risparmiatori danneggiati dalla Parmalat fosse in vigore questa legge, dice, “non ci sarebbe stata grande differenza. Sarebbero stati rappresentati dalle associazioni ma avrebbero comunque dovuto aspettare un’eternità per il risarcimento”. Mentre per Paolo Landi, presidente di Adiconsum, “la norma sarebbe stata utilissima e avrebbe convinto molti consumatori che invece hanno gettato la spugna”.
- Martedì 20 Novembre 2007
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Il 19 Dicembre 2008 alle 0:37 Crac Parmalat: a Tanzi dieci anni. Assolti gli altri imputati » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] 10 anni di reclusione: tanto dovrà scontare Calisto Tanzi, per il crac della Parmalat. A deciderlo la prima sezione penale del tribunale di Milano, che ha giudicato colpevole l’ex patron di Collecchio per i reati di aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e falso dei revisori. Per lui, la pubblica accusa aveva chiesto una condanna di 13 anni. Il tribunale di Milano ha assolto tutti gli altri imputati. Inoltre l’ex patron di Collecchio è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena e condannato a risarcire in via provvisionale le parti civili. È stato assolto solo per un capo di imputazione relativo al concorso in aggiotaggio con gli ex funzionari di Bank of America, che sono stati assolti. [...]
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