Il menù è talmente lungo e variegato che è quasi impossibile arrivare alla fine. Ce n’è per tutti i gusti: agricoltori, piccole e medie imprese, businessmen di varia natura, ricercatori, studenti, universitari, giovani laureati, organizzazioni non governative, enti pubblici e chissà quant’altro. Sul piatto, sovvenzioni comunitarie e fondi strutturali.
Un malloppo da 975 milioni di euro per il periodo che va dal 2007 al 2013. Una possibilità per chiunque abbia un buon progetto. O quasi. Addirittura anche per i soliti furbetti che negli ultimi anni hanno reso più celebri le frodi che i benefici dei finanziamenti comunitari a volte concessi con troppa leggerezza. L’importante è avere molta, molta pazienza oppure affidarsi a un esperto che superi al posto vostro i numerosi ostacoli burocratici. A pagamento, ovviamente.
Per chi sceglie la strada del fai da te, l’Unione Europea, ma anche lo Stato e le Regioni, mettono in campo numerosi strumenti. Noi siamo partiti da un piccolo volume intitolato: Nuovi fondi, regole migliori. Una guida per principianti. L’intento, spiega chiaramente Bruxelles, è proprio quello di “ridurre le formalità burocratiche”. E in effetti i primi passi sono incoraggianti. Regola numero uno: capire che tipo di finanziamento ci interessa. Sovvenzioni per finanziare progetti di varia natura o appalti pubblici per cercare uno sbocco a servizi e prodotti. Le strade poi si diversificano in base alla tipologia del richiedente. Da qui in poi Internet diventa strumento indispensabile. La stessa Unione Europea suggerisce (indicando anche i vari link) di visitare decine di siti web che si occupano di fondi e sovvenzioni. Le introduzioni sono quasi tutte in italiano ma le spiegazioni in francese o in inglese. Senza conoscere una di queste due lingue la strada è sempre più in salita. Potete sempre provare a chiamare il numero verde Europe Direct. In teoria dovrebbero riconoscere subito il Paese di provenienza e selezionare un operatore che parla la lingua giusta. In realtà lo “smistamento” viene fatto in inglese. Per cui se non si capisce la domanda: “Che lingua le interessa?” anche il centralino (i consulenti sono molto gentili) diventa perfettamente inutile. In caso contrario l’operatore saprà suggerirvi la via più breve per raggiungere l’obiettivo.
A noi hanno consigliato di chiamare la Confcommercio. Consulenza cortese e massima disponibilità. Quasi mezz’ora al telefono per poi sentenziare: “La materia è molto complicata e i siti dell’Ue di difficile accesso. Se vuole sapere che tipo di opportunità offre Bruxelles provi a digitare su Google finanziamenti europei. Qualcosa esce ma si prepari la maggior parte delle informazioni sono a pagamento”. Provare per credere.
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- Giovedì 22 Novembre 2007

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FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
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