Alitalia a picco: tra richieste di esuberi e svalutazioni, la s-vendita slitta a fine anno

[i](Credits: Alitalia)[/i]
Archiviato il dossier Iberia, anche British Airways sarebbe di nuovo in pista per Alitalia, spalla a spalla con Tpg che ha già avuto modo di guardare da vicino i conti della compagnia di bandiera. Al momento non ci sono conferme ufficiali.

Da quel poco che trapela si intuisce tuttavia che anche l’interesse della compagnia di sua Maestà non sarebbe in grado di riportare il sereno intorno alla vendita di Alitalia su cui il mercato ha definitivamente perso la speranza che possa chiudersi entro l’anno. Non a caso i titoli della compagnia di bandiera sono andati a picco a Piazza Affari. La scadenza per la scelta del compratore con cui avviare la trattativa diretta per la vendita di Alitalia è stata di nuovo rinviata a metà dicembre ma lo slittamento è solo un modo per prendere tempo rispetto a una situazione che è chiara da tempo sia al presidente di Alitalia, Maurizio Prato, che all’advisor Citi.

E cioè che nessuna delle grandi compagnie con cui finora sono stati avviati contatti è pronta a mettere mano al portafoglio pur di avere il controllo di Alitalia. Le azioni di quest’ultima sarebbero state valutate zero e, come se non bastasse, al governo sarebbe stato chiesto di farsi carico dell’allontanamento da Alitalia di circa 5.000 dipendenti in esubero attraverso ammortizzatori sociali.

Sarebbero arrivati a questa conclusione sia i consulenti di Air France-Klm che quelli di Lufthansa che, peraltro, avrebbero chiesto in continuazione ulteriore tempo proprio per valutare il dossier Iberia su cui British Airways studiava un’opa a circa 3 euro per azione. La rinuncia del vettore inglese al dossier spagnolo spiana la strada alla Caja de Madrid che punta dritto al 23,5 di Iberia, una partecipazione che mette la compagnia al riparo da scalate ostili, e al contempo potrebbe rimettere l’acceleratore alla vendita di Alitalia. Sempre che il governo accetti i diktat di Air France e Lufthansa. Richieste da cui non dovrebbe discostarsi la compagnia inglese visto che starebbe valutando i conti di Alitalia insieme a Tpg, il fondo di private equity Usa che ha studiato il dossier Alitalia a lungo prima di farsi da parte senza però rinunciare definitivamente a tornare in pista.

Sullo sfondo resta l’offerta di Air One appoggiata da Banca Intesa, ma molto probabilmente il governo ha capito che la proposta d’acquisto può fare ben poco per il rilancio di Alitalia. Aeroflot invece si è definitivamente ritirata dalla corsa.

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Commenti

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Il 27 Novembre 2007 alle 13:02 Corrado Buccieri ha scritto:

Ma come fa a sopravvivere?
Doveva essere svenduta da tanto tempo e regge ancora, dove si nasconde il dilemma? L’Alitalia va o non va, chi risponde?

Il 27 Novembre 2007 alle 14:15 vincenzod ha scritto:

CI VORREBBE UN UOMO CON LE PALLE!
Ve lo avevo detto in decine di Post che la cosa era oscena come tutte le cose Italiane!
L’altro giorno scrissi un post delle prime 5 cose da fare, per riappropriarsi della Legalità in questo Paese: in parte condivido la critica al Capo dello Stato, di Beppe Grillo!
ECCO COME SALVARE L’ITALIA?
I) Lavoratori: Elettivo il Consiglio Sindacale per un UNICO SINDACATO. Ridimensionarlo del suo attuale ruolo Politico disastroso negli assetti societari rivedendo l’art. 40: per errori ed abusi negli scioperi, si devono pagare i danni!
II) CSM E ANM: abolirli; elettivi i Procuratori (Avvocati di Stato) e i Giudici.
III) Media e loro ruolo politico: sì, come in USA, ovvero, lobby riconosciute.
IV) Abolire passaggi ad elezioni di appartenenti nei ruoli dei tre Poteri!
V) Elettivi i Capo di Stato e Presidente del Consiglio dei Ministri

Ecco poche regole per rivedere un’Italia migliore e prosperosa!
Io trovo assurdo che un Sindacato deve impicciarsi della trasformazione di un’Azienda mettendoci il naso con minacce di sciopero. Oggi, pare che una Società Per Azioni debba chiedere per piacere come ristrutturare un’azienda al Sindacalista e rimettendoci l’azionariato, o noi cittadini se Pubblica! Così vedremo i Sindacalisti e Giudici al Parlamento benestante e la classe operaia, che non va in paradiso ma mandata all’Inferno, in questo inverno a patire il freddo davanti ai cancelli!

Il 27 Novembre 2007 alle 16:02 leonecagi ha scritto:

L’Alitalia e’ il classico caso che mostra che l’Italia ha una classe politica totalmente imbelle (di destra o di sinistra).

Invece di fare in proprio la ristrutturazione (licenziamenti, scelta di Fiumicino come hub nazionale, etc.) lo stato cerca di passare la patata bollente a dei compratori. Essi rispondono: l’azienda vale zero e quindi la paghiamo zero, ed inoltre i licenziamenti li deve fare l’azionista (lo stato) prima di vendere! Vien da ridere. Ai manager e politici soprastanti mancano le cosiddette “palle” per ristrutturare l’azienda, che quindi continua ad andare verso la bancarotta. Italiani! La vogliamo salvare la nostra compagnia di bandiera e mantenerla nelle meni dello stato? Se si, come credo che sia giusto per un grande paese, bisogna cacciare i sindacati ed operare i tagli e le dolorose ristrutturazioni in base a scelte industriali chiare e trasparenti. Punto e basta.

Il 2 Dicembre 2007 alle 10:57 byebyemxp ha scritto:

Gentili Signori,
per comprendere meglio come il sistema Italia sia da decenni in totale stato di abbandono, risulterà facile prendere il caso ALITALIA come esempio.
Nessun paese europeo con un bacino di traffico interno così ricco e un turismo in continua espansione si è mai sognato di svendere o liquidare la propria compagnia aerea di riferimento.
Guardate come la Spagna ha blindato Iberia con CAja de Madrid, cautelandosi dai predatori stranieri.
In Italia, per un vergognoso masochismo non si vede l’ora di svendere tutto a nuovi “padroni” stranieri, pronti a fare affari alle spalle della nostra traballante economia.
Da non dimenticare lo scandalo dell’aeroporto internazionale di Malpensa, mai diventato hub, e mai utilizzato dai lombardi, alimentato da un costoso feederaggio da altri scali del sud Italia o dell’est,l’inaccettabile concorrenza di Linate, gallina dalle uova d’oro per aerolinee straniere.
A L I T A L I A è stata abbandonata e saccheggiata, non ultimo il leghista Bonomi ha dato prova di alte capacità… passato alle cronache per aver sperperato capitali a favore di un suo personalissimo concorso ippico.
E che dire dell’Ing. Cimoli? Un vero inetto pagato per nulla.
Forza Signori, ammettiamolo, perdere Alitalia significa arretrare sempre di più, diventando una colonia di Francia o Germania.
Auguri Alitalia e torna a farci volare alto

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richard-branson




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