- Tags: Acciona, bollette, Edf, elettricità, Endesa, Enel, energia, Eon, Epr, Fulvio-Conti, gas, Gaz-de-France, nucleare, Suez
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Non c’è pace per il numero uno di Enel, Fulvio Conti. Risolto finalmente il nodo francese con la firma per lo sbarco nel nucleare francese con una quota del 12,5% nel reattore di nuova generazione Epr, torna a farsi caldo il fronte spagnolo.
La partita per il controllo di Endesa, come noto, si è conclusa con successo. Invece non tutto starebbe andando per il verso giusto nei rapporti con il partner Acciona con cui è stata lanciata l’Opa da 40,16 euro per azione su Endesa e con il quale Enel condivide il controllo dell’utility di Madrid.
Dopo un tentativo di riconciliazione, la situazione sarebbe di nuovo precipitata tanto che l’amministratore delegato di Endesa, Rafael Miranda, che era alla guida di Endesa anche prima dell’Opa italo-spagnola e che Enel ha riconfermato sacrificando un uomo di sua fiducia, sarebbe a una passo dal presentare le dimissioni. Almeno secondo quando si apprende da fonti vicine al manager spagnolo.
Il motivo? I continui dissidi tra Enel e Acciona e il fatto che José Manuel Entrecanales, attuale presidente di Endesa nonché principale azionista di Acciona, starebbe operando in maniera indipendente senza coinvolgere più di tanto lo stesso Miranda i rappresentanti di Enel in cda. Il tutto assume un significato diverso se si considera che Acciona controlla appena il 25,01% di Endesa mentre a Conti fa capo addirittura il 67,05%. Le partite aperte sono tante.
A cominciare dal piano industriale di Endesa che il mercato si aspetta per inizio 2008, dagli asset da cedere alla tedesca E.on, fino alle nomine di primavera. Sarebbe rimasta al palo anche la costituzione della newco tra Enel e Acciona nella quale apportare le azioni per il controllo congiunto di Endesa fino a una quota del 50,02%.
È difficile che si prendano tutte queste decisioni senza che tra i due soci ci sia uguaglianza di vedute. Anche perché i due gruppi sono legati almeno fino al 2010, dopo di che Acciona potrà decidere di vendere tutto all’Enel. Che la gestione di Endesa potesse riservare brutte sorprese si era capito anche dal prospetto informativo per il nuovo bond Enel nella parte in cui si specifica che “nonostante il comune impegno a creare una struttura di governance bilanciata, Enel e Acciona potrebbero non raggiungere un accordo sulla gestione di Endesa, a causa, tra le altre cose, di differenti strategie perseguite o di interessi di business congliggenti. Non vi è garanzia che i problemi possano essere positivamente risolti o che la gestione congiunta di Endesa apporti i benefici attesi dall’acquisizione”.
C’è chi dice che la questione sia già in mano agli avvocati per capire se c’è modo di rivedere gli accordi. Conti, dopo avere messo le mani sull’Epr francese, non vuole correre il rischio di vedersi sfilare le centrali nucleari che fanno capo a Endesa visto che in Italia la partita sull’energia atomica non è destinata a riaprirsi.
- Venerdì 30 Novembre 2007
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