Alitalia: via Lufthansa, per Air France e Air One si apre la vera partita

Alitalia sotto i riflettori
Air France-Klm è a un passo da Alitalia. Quando si parla del destino della compagnia di bandiera c’è da aspettarsi di tutto. E anche nel giorno clou per la presentazione delle offerte non vincolanti all’advisor Citi il mercato è rimasto spiazzato di fronte al ritiro inaspettato di Lufthansa, compagnia data per favorita nelle ultime settimane. Non fosse altro per l’intenzione del vettore tedesco, qualora il board avesse dato il via libera all’acquisizione, di rilanciare Malpensa. Una mossa che spiana la strada ad Air France anche se il tempo a disposizione per la scelta dell’acquirente con cui avviare la trattativa diretta per Alitalia (metà dicembre) lascia spazio a possibili aggregazioni. Finora hanno risposto all’appello la compagnia francese e Air One assistita da un pool di banche guidate da Intesa Sanpaolo, ma ad alzare il velo sul numero reale delle proposte sarà il cda di Alitalia che si riunirà nel tardo pomeriggio. Oltre all’offerta di Air France e a quella dell’imprenditore abruzzese Carlo Toto, potrebbe arrivarne una terza. Potrebbe essere, secondo quanto risulta a Panorama.it, quella di British Airways. Il vettore inglese, dopo avere abbandonato l’ipotesi di lanciare un’offerta di acquisto su Iberia insieme a Tpg, si è messo a studiare a capofitto il dossier Alitalia per valutare le possibili sinergie soprattutto nei collegamenti con il Sudamerica. Sulla possibile manifestazione di interesse pesa però il fatto di non avere avuto molto a tempo a disposizione per mettere nero su bianco un piano industriale esaustivo. A prescindere dall’offerta degli inglesi, anche con le proposte di Air France e Air One ci sono tutti i presupposti affinché la privatizzazione di Alitalia vada finalmente in porto. Il vettore guidato da Jean-Cyril Spinetta, con l’ausilio dell’ex ad di Alitalia, Francesco Mengozzi passato ora a Lehman Brothers, ha migliorato di molto la proposta che sarebbe più solida di quella di Air One. Quest’ultima però continua a essere la favorita dai politici e dai sindacati italiani che non vogliono rinunciare a una compagnia con i colori della bandiera. Due estremi che però potrebbero toccarsi. Secondo indiscrezioni, alla fine il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, potrebbe infatti avviare la trattativa con tutti e due i partner. In che modo? Con un’operazione in due tempi. Air One acquista subito Alitalia con l’impegno di fare in poco tempo una grande alleanza con Air France. C’è chi giura che proprio di questo si sia parlato nel recente vertice di Nizza tra il premier, Romano Prodi, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy.

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Commenti

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Il 6 Dicembre 2007 alle 14:58 vincenzod ha scritto:

Io non ci riesco a capire perché ci sia tanta negligenza e perché sia stato raggiunto ad un livello così basso, da questa Compagnia! Certo l’ho sempre detto, i primi da licenziare sono i Sindacalisti che mandano a mare qualsiasi Società pensando ai loro interessi e mai ai lavoratori: di conseguenza salvando anche lavoratori che tali non sono. Una Società di Capitali deve essere messa in vendita altrimenti va a picco… e questo giova a amici degli amici per farla precipitare e pagarla, poco o niente! Io se fossi stato Berlusconi avrei lasciato il Partito ed avrei preferito darmi al volo ad ALITALIA: il primo volo l’avrei regalato a tutti i Sindacalisti e Politici della Sinistra. Perché? Semplice, li avrei fatti paracadutare sulle montagne Afgane: sono sicuro che avremmo ricavato pace e benessere in Italia, visto che sono tutti pacifisti, no alla guerra e sì agli spinelli, lì con tanto fumo avrebbero fatto anche tanto arrosto.

Il 6 Dicembre 2007 alle 16:51 Corrado Buccieri ha scritto:

Fuss ca fuss la volta bona.
Per farla finita con questo disastro.

Il 6 Dicembre 2007 alle 17:16 cini ha scritto:

Per quanto mi riguarda,sono anni che non mi interesso piú dell´Alitalia.
La mia famiglia ed io dopo diverse spiacevoli esperienze con la compagnia di bandiera,ci siamo trovati a nostro agio con tutte le varie linee comunitarie o straniere delle quali abbiamo usufruito.
Secondo il mio parere gran parte del biasimo vá attribuita al miserabile standard di management e alla pronunciata miopia dei sindacati.
Spero di poter un giorno viaggiare ancora sull´Alitalia avendo piena fiducia su un management francese o olandese,purché siano in grado di ridurre drasticamente le interferenze dei nostri sindacalisti!!!

Il 11 Dicembre 2007 alle 13:31 Pelush ha scritto:

Purtroppo Alitalia ha perso il treno della salvezza tanto tempo fa’ quando si sono allontanati TPG e British Airways, gli unici che avrebbero potuto fare qualcosa per ridare lustro e splendore alla compagnia grazie ad un alleanza che non ha troppi concorrenti in europa e necessita di forte penetrazione commerciale.
Ora che vada ad AF o ad AP non importa, nessuna delle due compagnie la farà finire bene, la prima perchè ha intenzione di andarsene da Milano (visto che abbandonare Malpensa vuole dire essere cacciati da Milano) e l’altra non ha le capacità aziendali e tantomeno il posizionamnto corretto per potere affrontare una sfida di grosse dimensioni.
Tenete presente che la Regione Lombardia ha promulagato una legge regionale che, tra le altre cose, vieta il trough-check-in per i voli in partenza da Linate, Orio e Montichiari, in pratica o AF rinuncierà a raccogliare a Milano i passeggeri da mandare a Roma o Parigi o li sottoporrà ad un tour de force tale da fare perdere loro i clienti in occasione di viaggi futuri: immaginate di dovere cambiare aereo a Roma o a Parigi, raccogliere il vostro bagaglio, fare check-in ancora e ripassare i controlli di sicurezza perchè le doppie carte d’imbarco possono esere emesse solo a partire da Malpensa.
L’unica soluzione aperta può passare solo attraverso la vendita ad Air One, il successivo commissariamento, e poi la vendita del blocco AZ + AP a Lufthansa. La cosa, ovviamente, avverrà a scapito del palzzo della magliana e della città del volo, che non serviranno più.

Il 19 Dicembre 2007 alle 9:43 CiroCipolla ha scritto:

Tagliare i rami secchi.Potatura totale del vertice aziendale a costo zero.Riduzione del personale di terra del 40%.Riduzione di tutti i centri di costo del 30%.Al personale di volo,garantire il contratto a condizioni di aumenti di ore di volo.
Sembra tanto…eppure non basta a bloccare la banca rotta.

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