Visco mobilita il suo esercito personale

Vincenzo Visco, viceminsitro dell'Economia | ANsa
Il viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, sta per farsi un suo esercito personale, una specie di invincibile e poderosa armata fiscale da affiancare e in alcuni casi
da sovrapporre alle strutture esistenti. Soprattutto a quelle della Guardia di finanza che con Visco ormai non ha un rapporto proprio lineare e idilliaco fin dai giorni burrascosi dell’affare Speciale, il comandante generale dell’arma che con il viceministro ha ingaggiato un braccio di ferro non ancora concluso da un punto di vista formale e giudiziario.
Il progetto di Visco è collegato all’iter della Finanziaria in discussione alla Camera. Il documento contabile del governo, all’articolo 14, prevede il potenziamento del personale dell’Agenzia delle entrate e delle dogane. Se il documento sarà approvato, il viceministro potrà assumere circa 5.500 nuovi ispettori. Non è una cifra da poco, perché l’assunzione di migliaia di nuovi dipendenti nell’ambito della pubblica amministrazione contrasta con l’orientamento più volte ribadito dalla stessa maggioranza di snellimento dell’organico del pubblico impiego. Insomma, per dotarsi del suo “esercito” antievasione Visco non bada a spese.
Per le assunzioni degli ispettori nel 2008 sono stanziati 27,8 milioni di euro, 60,8 milioni per il 2009 e 110,1 per il 2010. Per le nuove assunzioni all’Agenzia per le dogane sono previsti 4 milioni di euro per il 2008, 16 milioni per il 2009 e 32 milioni per il 2010.
Da un punto di vista politico e dei rapporti tra apparati dello Stato, la megaoperazione rischia di produrre nuove lacerazioni e gelosie, soprattutto se si tiene conto delle richieste e delle proteste dei militari della Finanza che denunciano meno investimenti per il funzionamento del corpo e un organico con 4.400 unità in meno.
Per i nuovi assunti Visco vuole attingere il meno possibile dalle graduatorie dei concorsi precedenti (al massimo il 10 per cento), anzi vorrebbe avvalersi di “forme speciali di reclutamento” come prevede un emendamento presentato dal governo alla commissione Bilancio della Camera.

Commenti

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Il 10 Dicembre 2007 alle 10:52 luanmagi ha scritto:

Visco è un galatuomo. Malgrado questo, io, ormai anziano, figlio di un gdf e nipote di un carabiniere, cittadino di questa repubblica delle banane, dove eroi si mischiano a mascalzoni, delinquenti, ciarlatani e farabutti, mi sento depresso. E sono depresso perchè il dubbio che vi sia libertà di vendetta e ritorsione da parte delle forze politiche contro i servitori dello stato, è forte. è un movimento strisciante. Da De Magistris a Forleo, dall’indebolimento della GdF, e, il dubbio, non mi fa prevedere nulla di buono per questo stato. Visco sa che non tornerà in quella posizione e, piuttosto che potenziare un corpo dello stato vecchio e onorato per oltre 130 anni, e l’onore è misurabile sui riconoscimenti, ne potenzia, o ne crea, un altro, gente per bene, sia ben chiaro. ma gente comunque assunta, non secondo una norma statale, ma, con scelte ad hoc, che garantiscano un certo livello di sudditanza. gli antichi la definivano la con un motto “divide et impera”. Visco consuma così, certo non volutamente, poichè uomo d’onore, una vendetta per la “arroganza” del generale Speciale e si pongono le basi per evitare futuri dispiaceri.
“Nec Recisa Recedit” che avesse ragione il grande D’Annunzio?? Alla GdF dimostrarlo.

Il 10 Dicembre 2007 alle 11:44 CiroCipolla ha scritto:

EX SOTTOSEGRETARIO VERZASCHI AGLI ARRESTI DOMICILIARI
ROMA - Il sottosegretario alla difesa Marco Verzaschi, che nei giorni scorsi aveva rassegnato le dimissioni, é agli arresti domiciliari in relazione ad un’ inchiesta della procura di Roma che lo vede coinvolto nella sua qualità di ex assessore regionale alla sanità.

Corruzione e concussione sono le accuse per le quali l’ex sottosegretario alla difesa Marco Verzaschi è da questa mattina agli arresti domiciliari. L’ordinanza, a firma del procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e del sostituto Giovanni Bomrardieri, è stata firmata dal gip Luisanna Figliolia. Il provvedimento è stato eseguito dal Nucleo operativo dei carabinieri di Roma.

UN POLITICO DI LUNGO CORSO - Mario Verzaschi, da oggi agli arresti domiciliari perché coinvolto in un’inchiesta giudiziaria della procura di Roma nella sua qualità di ex assessore regionale alla Sanità, il 6 dicembre si era dimesso da sottosegretario alla Difesa. Verzaschi ha una lunga carriera politica alle spalle, molto radicata nel Lazio e a Roma, dove è nato 48 anni fa.

A 26 anni, l’ex sottosegretario alla Difesa, è stato eletto consigliere della XIX Circoscrizione del Comune di Roma e nominato nel cda dell’Ama di Roma. Nel ‘95 e’ stato eletto per la prima volta nel Consiglio della Regione Lazio, incarico rinnovato nel 2000 e nel 2005. Tra il 2000 e il 2002 è Commissario per l’emergenza rifiuti per Roma e provincia, delega estesa poi a tutto il Lazio. Dal 2000 al 2003 ha ricoperto l’incarico di assessore regionale all’Ambiente e Protezione Civile, assumendo, successivamente, e fino al 2005, la responsabilità di Assessore regionale alla Sanità. Proprio il 2005 è l’anno in cui Verzaschi lascia la Cdl (”dopo 11 anni è venuta a mancare la passione”, disse) per passare all’Udeur di Clemente Mastella. Verzaschi - nominato sottosegretario alla Difesa il 19 maggio 2006 - è stato anche Consigliere comunale a Roma. Lo scorso maggio è stato nominato segretario regionale del Lazio dell’Udeur (di cui è membro della direzione nazionale), altra carica da cui si è dimesso.
MASTELLA PENSACI TU!!

Il 10 Dicembre 2007 alle 12:31 luanmagi ha scritto:

veramente era Gigante pensaci tu!! :=) e poi Mastella ha da finire la pratica De Magistris-Forleo che è a buon punto, ma è da completare… aprirne altre tre è rischioso… o no?

Il 10 Dicembre 2007 alle 15:17 fercas ha scritto:

Ho letto il commento di luanmagi e francamente mi ha fatto sorridere un po’, sia su Visco galantuomo (a meno che ne abbia conoscenza personale) che sul motto della G.diF. “nec ecc.ecc.”. Ho vissuto parte della mia vita in tale struttura (a proposito è un Corpo non un’arma) ben 36 anni di servizio, prima come sottufficiale e poi come ufficiale. Bene, come per l’E.I. ho sempre pensato “speriamo che San Marino non ci attacchi” per la G.di F. ho sempre detto “lo Stato a guardia del formaggio ha messo dei topi” e mi spiego. Strutture logistiche fatiscenti, infatti le nostre caserme sono ex conventi o ex caserme dismesse dall’esercito, poche le strutture nuove ma moltissime quelle adattate; mezzi in dotazione insufficienti infatti, l’80% del personale si muoveva con mezzi propri, non so ora perchè sono da 10 anni in quiescenza;per i servizi esterni risorse ridicole non sempre sufficienti per pagarti un pasto in trattoria, figurati il pernottamento! a volte si facevano centinaia di km tra andata e ritorno perchè non potevi andare in albergo; mancanza assoluta di materiale didattico quali libri di testo o abbonamento a riviste specizalizzate in materia fiscaltributaria, te le dovevi comprare se volevi aggiornarti!!! In 36 anni ho fatto tre, dico tre corsi d’aggiornamento di cui uno alla sede di servizio e due a Roma della durata media di due mesi cadauno. Se dovevi svolgere indagini complesse fuori sede dovevi delegare altri collegi di quel posto perchè mancavano i fondi, figurarsi seguire un’indagine all’estero! da astrofisica! in tutta la mia carriera una sola volta un collega fu mandato in Germania per tre giorni! Evento storico-epocale. Bando alle chiacchiere, una nuova struttura civile non serve ma serve moltissimo potenziare quella militare cioè l’attuale G.di F. perchè, malgrado tutto, sotto il profilo dell’affidabilità sia professionale che morale e sottolineo morale non c’è paragone con quella civile e questo lo dico non per campanilismo ma per esperienza diretta sul campo! Lo stesso Tremonti ebbe a dire, se non ricordo male, ne sà più un maresciallo dalla finanza che tanti dotti dottori commercialisti! Ed ha detto una cosa verissima. Quindi, al di la delle beghe Visco/Speciale entrambi di passaggio nel problema dell’accertamento fiscale in Italia, sono dell’idea che Visco si adoperi a potenziare la struttura della G. di F. investendo in strutture, tecnologia e risorse umane che, sicuramente, renderanno allo Stato più di 5.500 nuovi assunti civili (li devi istruire, devono imparare i trucchi del mestiere ecc., quanti anni passano?)Cordialità.

Il 10 Dicembre 2007 alle 17:06 Corrado Buccieri ha scritto:

Visco appare un falco…affamato di
tasse..ma che fine hanno fatto i
Tesoretti,che incassano pur senza
ispettori?

Il 10 Dicembre 2007 alle 17:46 luanmagi ha scritto:

Visco un galantuomo. non ho messo il punto interrogativo, ma pensavo fosse chiaro, come mi sembrava altretanto chiaro che anzichè investire su nuovi soggetti era meglio riavviare una macchina costretta a rallentare ed ansimare, la GdF. Perchè non ristabilire il premio sui risultati che decenni addietro è stato eliminato?

Il 10 Dicembre 2007 alle 18:38 Corrado Buccieri ha scritto:

Infatti un esercito 5.500 ispettori,
quanto costerà allo stato? Conviene
affrontare una nuova spesa, o incentivare un pò quella in corso?
Renderla solo più funzionante?

Il 10 Dicembre 2007 alle 18:43 Corrado Buccieri ha scritto:

Semplificando,il proposito Visco fa
apparire che il sistema fiscale attuale
che io ritengo abbastanza efficace,
risulta essere allo sfascio…. lui ha
quel posto ci stava anche prima…è
solo un insulto…o un abuso di potere?

Il 11 Dicembre 2007 alle 9:52 giovannifalcone ha scritto:

Nell’arco della mia trentennale e passata esperienza nella Guardia di finanza, non di rado mi è capitato di incontrare operatori economici che, seppure sul mercato da svariati decenni, non avevano mai ricevuto una “visita” fiscale.

Oggi, in presenza di una positiva crescita delle entrate tributarie registrata nel recente periodo ed in coincidenza della celebrazione dei primi dieci anni di vita degli Uffici Unici delle Entrate, il Direttore centrale dell’Amministrazione finanziaria, in un recente convegno organizzato a Genova, ha segnalato la esigenza di aumentare il numero dei “verificatori”, per migliorare ulteriormente il trend e per l’attuazione di un efficace piano di contrasto all’evasione fiscale.
In tale quadro, lo stesso alto Dirigente, ha auspicato un rivoluzionario piano aggiuntivo di assunzioni di almeno mille funzionari all’anno, per la intera legislatura fino al 2011 che, dopo una adeguata formazione, verrebbero immessi nel circuito operativo delle verifiche fiscali.

Le statistiche elaborate al riguardo, ci dicono che oggi l’ispettore tributario bussa in azienda ogni 11 anni; l’imperativo corrente sembra essere quello di dimezzare i tempi nel breve periodo.

Il dibattito appena avviato sulla delicata problematica, a mio avviso, ci obbliga a dare una risposta in termini più generali: “Per contrastare la evasione fiscale nel nostro Paese, è preferibile uno Stato di polizia tributaria oppure uno Stato amichevole, rispettoso ed attento alle esigenze del contribuente sia pure inflessibile nella pretesa tributaria?”
Io personalmente propenderei per la seconda soluzione e, per quanto sommariamente, cercherò di spiegarne le ragioni:

Le aziende nate per frodare il fisco ed evadere la tassazione diretta ed indiretta, abitualmente, hanno una vita molto breve (tra sei mesi ed un anno) e non aspettano i tempi della verifica. Normalmente si tratta di società di capitali (Srl), monosocio, in genere utilizzate come “teste di legno” da grandi realtà economiche apparentemente estranee alla strategia e pianificazione criminale. Questi signori, amministrano contemporaneamente quattro o cinque società che, dopo una vita media di sei mesi o massimo un anno, vengono poste in liquidazione allo scopo di rendere più difficoltosa una eventuale attività investigativa ;
Le piccole imprese invece, quando riescono, attuano una evasione fiscale di pura sopravvivenza perché di questo si tratta in presenza di una tassazione che supera il 50%. L’alternativa a tale condotta che tanti moralisti chiamano criminale, è la chiusura, la delocalizzazione o cambiare mestiere .
Mandare la Guardia di finanza in un’azienda di medie dimensioni (3-5 milioni di euro di fatturato) ogni lustro, significa una permanenza in loco di almeno 6-8 mesi, con innegabili riflessi negativi sulla operatività dell’impresa;
Le grandi aziende studiano invece soluzioni più sofisticate, finalizzate ad eludere la tassazione sia pure nel rispetto della normativa.

Il vero problema a mio avviso, non è mai stato quello di raddoppiare l’attività ispettiva sotto il profilo numerico, di quantità o addirittura di aumentare gli adempimenti burocratici , bensì quello di affinare e migliorare la qualità del controllo.
In altre parole, per non asfissiare il contribuente onesto, devo ottimizzare la verifica fiscale attraverso una seria programmazione, individuando gli obiettivi attraverso una intensa e preventiva azione di intelligence e di analisi degli indici di capacità contributiva (tenore di vita, investimenti immobiliari realizzati, autovetture, natanti, cavalli, vacanze all’estero etc.).
Questo metodo, evidentemente, rappresenta l’unica alternativa se non voglio utilizzare le informazioni del risparmio amministrato che metterebbe a nudo ed in tempo reale la vera evasione fiscale .

In definitiva, la domanda che ci dobbiamo porre deve essere la seguente: “E’ preferibile recuperare il 10-15% da quelli che già mi pagano il 70% o inseguire l’evasore totale perché sconosciuto al fisco?”

In presenza di una tassazione così alta, aumentata senza ritegno nell’ultimo anno di ben due punti percentuali, raggiungendo una soglia da record nell’intero panorama tributario planetario, credo che sia preferibile inseguire ed individuare l’evasore totale, invece di asfissiare colui che le tasse già le paga sia pure in qualche caso, solo parzialmente…per legittima difesa.. s’intende!!

Il 11 Dicembre 2007 alle 20:46 fercas ha scritto:

Ho apprezzato l’ottima disamina effettuata dall’ex collega giovanni falcone che, nel suo complesso, ha centrato alcuni problemi quali l’eccessivo carico fiscale, le elefantiache verifiche ai grandi complessi e non ultimo e non marginale l’evasore totale. Mi permetto di fare alcune puntualizzazioni e cioè, per quanto attiene le verifiche ai grandi complessi è vero che durano 6-8 mesi peraltro insufficienti se si considera che hanno bilanci che superano abbondantemente il migliaio di unità tra conti di reddito e conti patrimoniali (se ne esaminassimo uno al giorno altro che 8 mesi!) ma sono necessarie perchè lì si registra l’evasione scientifica, ad esempio ammortamenti anticipati su motori d’aereo dati in comodato d’uso ad una compagnia con sede all’estero, oppure crediti su forniture all’estero le cui garanzie reali girate alla Sace ed i relativi importi, anziche a profitti e perdite, tenuti sul conto patrimoniale quali crediti in sofferenza e via di questo passo; naturalmente gli importi sono di milioni di euro! Oppure il valore di magazzino adattato all’andamento dell’esercisio sociale (ve lo immaginate il reting che ti può consentire un magazzino del valore di milioni di euro?)Per quanto concerne le piccole e medie aziende basterebbe, dico basterebbe, rispolverare gli indici di gestione e produttività elaborati dagli ispettori delle II.DD. nel 1968 e, con quelli, in 15 giorni si fa la verifica! (uno specie di studi di settore). Infine gli evasori totali, (bel tema!)è gente che direttamente non recuperi niente perchè nullatenenti e quindi i verbali a loro carico rimangono carta straccia e loro perenni debitori dello Stato! se si tratta del fatturatore di operazioni inesistenti, ti puoi rifare sull’utilizzatore recuperandogli a reddito i costi, se è la testa di legno che lavora per la grande impresa e non emerge il collegamento non recuperi niente perchè il capitale è finito alle Caiman e vallo a cercare! solo se si tratta di una “testa di legno” ingenua lo puoì prendere con le mani nel sacco e farlo pagare sequestrandogli i beni che, a causa della sua ingenuità, non è riuscito a nascondere adeguatamente. Vogliamo far scendere l’evasione fiscale? Portiamo la tassazione massima al 30%, rendiamo deducibili per il consumatore finale le prestazioni di professionisti e artigiani rendendo le stesse esenti Iva (come per i dentisti) così da far nascere la contrapposizione d’interessi, rafforziamo la G.di F. nelle sezione di polizia tributaria Speciali e Verifiche con delle percentuali d’intervento del 10% per le gandi aziende, del 40% per le medio-piccole e del 50% per la caccia agli evasori totali e affidiamo alla 3^ Sezione, oltre ai normali compiti, quello del controllo saltuario ed a vol d’uccello, alle attività artigianali e professionali! E’ facile ma nessun Governo lo attua essendo i parlamentari, per la maggior parte liberi professionisti, ed hanno bisogno anche del voto degli artigiani e degli industriali!!! Cordialità.

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