[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_tir.jpg)
“Alimentari, carburanti, giornali… tutto quello che voi usate lo portiamo noi. Ma se noi non ci muoviamo…” Così parla un autotrasportatore, per nulla intimorito (come gli altri, del resto) della precettazione annunciata dal governo.
In effetti, è abbbastanza vero: mancano la benzina e il gasolio (ormai l’80% dei distributori italiani non ne ha) e nei supermercati cominciano a mancare il latte, il pane, la frutta, la carne. Come potranno mancare i giornali, i regali per Natale, addirittura le scene per gli spettacoli teatrali. Terzo giorno di blocco dei tir, e l’Italia sembra sul punto di fermarsi completamente, con preoccupazioni e allarmi che di ora in ora stanno crescendo, soprattutto dopo la rottura delle trattative. Un danno economico intorno ai 300 milioni di euro e le stime sono di Confetra, la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica.
E la situazione è destinata a peggiorare: i tir rimangono fermi su strade e autostrade e i camionisti dichiarano di non voler mollare, sostenendo che la precettazione del ministro dei Trasporti Bianchi non ha validità giuridica: insomma, il blocco andrà avanti fino a venerdì.
E allora la Figisc, che rappresenta i gestori della Confcommercio, dice nel giro delle prossime 24 ore in Italia sarà paralisi totale: il sistema distributivo resterà, infatti, a secco su tutto il territorio nazionale. Ci vorranno 48 ore dalla fine del blocco per tornare alla normalità. Ed è allarme anche per le ambulanze e mezzi di soccorso, tanto che la Figisc - che proprio ieri aveva annunciato un servizio sms (a pagamento: numero unico 48472 a 16 centesimi per ogni messaggio ricevuto) con le informazioni dei servizi offerti dagli impianti di distribuzione in qualsiasi zona d’Italia - oggi invita i benzinai che ancora non hanno esaurito le scorte a conservarla per i servizi di pubblica utilità.

Anche il comparto alimentare comincia a dare i primi segni di crisi: da ieri si è registrata in molti supermercati una sorta di corsa all’acquisto per la paura di successive mancanze. Non è ancora accaparramento, ma tali episodi non fanno altro che accelerare la mancanza di forniture. Gravi anche i danni stimati per le aziende agricole, che rischiano di vedere marcire le merci deperibili nei magazzini. Il blocco dell’autotrasporto costa oltre 200 milioni di euro al giorno per l’agroalimentare, secondo i dati forniti dalla Cia che parla di “conseguenze gravissime”, visto che circa l’85% dei trasporti di derrate viaggia su gomma. In Sicilia il blocco dello stretto di Messina impedisce il ritiro dell’ortofrutta e di effettuare le consegne programmate. In Liguria il fermo alla frontiera di Ventimiglia sta mettendo in seria difficoltà le imprese che esportano frutta, verdura e fiori. In Sardegna sono praticamente ferme nei porti le merci dirette al continente: pomodori, agrumi. In Lombardia, in Veneto e nelle altre zone a vocazione zootecnica gli allevamenti sono in estrema difficoltà. E si guarda con forte preoccupazione ai prossimi giorni quando gli italiani andranno a fare incetta di prodotti per le feste Natalizie.
Va un po’ meglio, per ora, la situazione dei farmaci: il blocco dei bisonti della strada non sta ancora intaccando la distribuzione dei farmaci, perché le farmacie non si riforniscono dalle aziende ma dai centri di raccolta cittadini.
Infine, il dramma di chi deve viaggiare in auto: se non ha problemi di rifornimento di carburante, deve fare i conti con rallentamenti e blocchi su strade e autostrade. Vista la situazione, la società Autostrade per l’Italia consiglia di informarsi prima di partire attraverso il call center (840-04.21.21) e di seguire gli aggiornamenti relativi alla viabilità diramati da Isoradio 103.3.

- Mercoledì 12 Dicembre 2007
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Commenti
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Il 12 Dicembre 2007 alle 11:24 nhico ha scritto:
Prodi il concertatore strilla, ma non fa niente per stemperare la situazione. Mentre al suo ministro dei Trasporti viene l’orticaria al solo pensiero di dover trattare con dei “padroncini”. Per lui sembra essere più una lotta di schieramento politico che una trattativa sindacale. Peraltro a costo zero e di facilissima soluzione. Ed invece di impegnarsi per evitare la paralisi che sta inchiodando l’Italia, l’unica parola che viene dal governo è precettazione. Ma quando a precettare i ferrovieri o i tranvieri o quei mangiasoldi dell’Alitalia era il precedente governo, l’attuale maggioranza gridava allo scandalo ed invocava l’intervento della magistratura a tutela dei lavoratori.
Il 12 Dicembre 2007 alle 11:33 terranostra ha scritto:
Avvocati,tassisti,autotrasportatori,benzinai……:tutti scontenti e incavolati con questo governo. Mi domando ci sarà qualche categoria professionale favorevole?.
Il 12 Dicembre 2007 alle 13:55 vincenzod ha scritto:
QUESTO GOVERNO NON E’ SOSTENUTO DAL SINDACATO? Fare gli gnorri mettere la testa sotto la sabbia, buttare l’acqua sporca col bambino: tutte battute da soloni, ma, di fatto, sappiamo che l’Art. 40 seppure utile ci castri!
Insomma, abbiamo la totale impunità dei Sindacalisti: ricordate nel periodo del Governo Berlusconi com’erano attivi a fare scioperi per futili motivi persino quando aumentò la busta paga? Eccoli oggi premiati in Parlamento! Secondo voi, perché saltare il fossato da SINDACARE il diritto al Potere? Oggi lo si dimostra per questi, ma già che vi parlo, il discorso vale anche per i Magistrati, che senz’altro la loro ascesa sarà un flop al primo esercizio, che senz’altro lo sarà per la Finanziaria sentiti i malumori dei piccoli partiti. In poche parole, avendo ottenuto la Liberalizzazione dei SERVIZI sarebbe stato meglio concedere il solo 49%, elezioni Amministratori con Leggi SPA, di TUTTI I SERVIZI, visto che i privati per leggi di mercato mirano al profitto più alto e non allo spirito di socialità causando l’aumento dei prezzi poiché non votati a essere mecenati! Certo il cambio sbilenco dell’EURO molto alto e gli accordi capestro di Maastricht di non potere stampare moneta hanno dato l’addio alla svalutazione per controllare l’inflazione di conseguenza i prezzi!
Il 12 Dicembre 2007 alle 14:16 robz0mb1e ha scritto:
Dovreste vergognarvi tutti.
Da quando è salito al governo il centrosinistra è in atto una campagna terroristica per disgregare e rendere ingovernabile il paese. Fin che erano i taxi ok, ma qui di terrorismo vero si parla, questa protesta è ignobile e criminale, per biechi interessi di categoria fomentati da chissàchi si lascia a secco il paese.
A parte le analogie storiche, il colpo di stato di pinochet in Cile fu anticipato e reso possibile dalla paralisi economica del paese dovuto a un blocco selvaggio dei trasporti teleguidato CIA, siamo di fronte a un disegno ben preciso e ben attuato.
Pochi mezzi di comunicazione interessati, il network Carlino-giorno-tempo-ecc… in primis, i TG mediaset, Il Giornale, Libero e il vostro Panorama stanno ripetutamente e dissennatamente bombardandoci di paure, scenari catastrofici, polemiche, bassezze e incapacità governative e stanno in questo modo distruggendo l’ Italia per far tornare al potere i loro sodali.
Sotto Berlusconi non passavano in prima pagina neanche manifestazioni da 1milione di persone, ora è tutto dissenso, sempre, comunque, a ogni ora di ogni giorno. Ma non ci si rende conto che sfiduciando così un paese, alzando così tanto percezione di rischio e paure, istillando l’ idea che tanto stiamo andando in merda, ognuno per se si provocano lacerazioni nel tessuto sociale, culturale, lavorativo del paese che non si potranno ricucire con una semplice inversione di tendenza dei media (di nuovo tutto a posto, zitti tutti, chi si oppone è un no-global facinoroso… ricordate, così era fino a 2 anni fa) tornato al governo il centrodestra????
Finitela, vi prego, io vorrei solo, come tanti altri poter vivere e lavorare in un paese sano e in crescita, non trovare ovunque sfiducia e lamentele ignoranti e populiste.
Sveglia, rimbocchiamoci le maniche, cresciamo culturalmente e professionalmente, innoviamo, che questa è una buona finanziaria di un buon governo, l’ Italia ce la può fare e sta crescendo come mai è cresciuta governata dal centro destra e reati e insicurezza sono più o meno stabili da allora. Concentriamoci sui problemi reali, che ci sono, basta menate. Davvero, non se ne può più!
Il 12 Dicembre 2007 alle 17:39 Corrado Buccieri ha scritto:
Ma che altro ci può costare questo blocco, un altro aumento del gasolio?
E pensare che Bersani per ridurre la benzina ha autorizzato la vendita presso i supermercati,bel risultato… Intanto leggo in questa stessa pagina che le entrate per il fisco vanno a gonfie vele… che contraddizioni.
Il 12 Dicembre 2007 alle 19:23 mami ha scritto:
Risposta a Robz0mb1 sei il primo che sento parlar bene del ns. governo,forse sei anche l’unico che dichiara di averlo votato, beato te che vedi tutto roseo e non fai caso allo sfacelo generale, forse con il precedente governo ti sei sistemato in una maniera così totale da essere stanco delle continue lamentele che arrivano da ogni parte,quando non si vive bene ci si lamenta, se tutto fosse come tu dici starebbero tutti tranquilli e sereni a guardar crescere il ns. bel paese e migliorarlo non credi???
Il 12 Dicembre 2007 alle 19:52 Tir, si ferma la protesta. E l’Italia riparte » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Tir sempre fermi: Italia a secco. Quanto ci costa il blocco [...]
Il 13 Dicembre 2007 alle 13:38 robz0mb1e ha scritto:
Rispondo a Mami;
guarda, il governo è in carica da 1 anno e poco più, dal punto di vista macroeconomico un periodo irrilevante. Lo stato del paese è dunque opera in grandissima parte di congiunture internazionali e dei precedenti governi, ad ultimo il Berlusconi bis.
Io studio comunicazione, media e marketing, e in questo campo lavorerò e ti posso garantire, ma puoi vederlo chiaramente da solo spulciando un po di giornali che ho citato dal 2001 a oggi (Carlino, Tempo, Nazione, secolo XIX, che non a caso non vanno comprati per essere letti ma si trovano in tutti i bar essendo locali, e manipolano proprio l’ elettorato “da bar” e il senso comune) che è in atto una campagna destabilizzatrice e diffamatoria nei confronti del governo e di tutto il paese. è cambiato il linguaggio usato per parlare di politica (si parla solo di risse, diktat, cartelli, nomenklature), è cambiato lo spazio dato al dissenso( come ho già detto, col precedente governo un milione di persone non facevano notizia ora anche la minima protesta di categoria è in prima pagina e in approfondimento), e si stanno usando paura e sfiducia per fare in modo di creare un grosso bacino di astensione tra gli elettori potenziali del centrosinistra aizzando e mobilitando al contempo quelli di centrodestra. Le numerose cose positive fatte dal governo, i cui effetti cominceranno a prodursi nel tempo, passano sempre e comunque in secondo piano rispetto alla bagarre e alla percezione, come dici tu, di “sfacelo”. Scommetto che nessuno di voi si è letto la finanziaria o conosce nel merito una qualche legge del governo. La destra vince coi voti della popolazione culturalmente debole e dunque facilmente manipolabile emotivamente dal suo carrarmato mediatico, perchè in sostanza il suo governo è stato tra i peggiori della repubblica. Ma creando una massa di ignoranti incazzati da “tutto e subito” e “piove, governo ladro” avrà, come al solito, perso il paese.
Il 14 Dicembre 2007 alle 18:11 La mappa del traffico: quanto costano le code città per città » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Oltre quattrocento ore l’anno in auto, un terzo delle quali trascorse nella congestione del traffico urbano ed interurbano. Un buco nero che divora più cento miliardi di euro l’anno, superando il 10% del nostro prodotto interno lordo, e giungendo a vanificare, in dodici mesi e nella sola città di Roma, qualcosa come 409 milioni ore di lavoro. Che l’Italia fosse uno dei paesi dell’Unione Europea in cui la viabilità stradale è una delle meno buone, lo sapevamo da tempo. Ora però uno studio della società di consulenza Vision & Value, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna, rende note alcune cifre. Che ci restituiscono una sconcertante radiografia della rete stradale delle grandi città d’Italia (qui la ricerca in .pdf). Nella black-list, Roma è prima quanto a costi: quasi due miliardi euro evaporano nelle arterie capitoline a causa dei disagi della viabilità. Le altre grandi città italiane non sono messe meglio: ogni abitante di Torino è costretto a trascorrere 8 giorni l’anno tra clacson e ingorghi, anche perché uno su due utilizza la propria vettura in modo continuativo. Roma ha però il numero più elevato di macchine per ogni chilometro quadrato: più di novanta, seguita a distanza dalla città della Fiat, ferma a quota quaranta. Costi e disagi elevatissimi, che di sicuro non possono essere alleviati dagli scioperi degli ultimi giorni, come quello degli autotrasportatori che ha bloccato l’Italia paralizzandola per una settimana. L’indagine della Vision & Value adesso proseguirà con le altre città del Meridione. In attesa di sapere se la Finanziaria in discussione in Parlamento cercherà di ovviare ai disagi degli automobilisti italiani attraverso un piano organico di viabilità. [...]
Il 17 Dicembre 2007 alle 16:41 economia » Blog Archive » Tir, si ferma la protesta. E l’Italia riparte ha scritto:
[...] You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site. Si fermano i blocchi degli autotrasportatori. E l’Italia puòripartire. Cna Fita e Confartigianato Trasporti dopo il vertice a palazzo Chigi hanno, infatti, deciso la sospensione della protesta “preso atto delle proposte avanzate dal Governo che vanno nella direzione delle richieste della categoria, come ad esempio il contratto obbligatorio scritto, le tariffe minime, l’osservatorio sui costi, la strategia dei controlli e gli interventi sul gasolio”. La benzina tornerà nei distributori e i generi alimentari esauriti ricompariranno sulle scansie dei supermercati dopo tre giorni davvero difficili per il Paese. La conferma di una risoluzione della vicenda arriva anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta, soddisfatto per “il risultato di un atteggiamento di grande fermezza, sfociato nell’ordinanza di ieri, ed anche di un lavoro di dialogo con tutte le associazioni. Alla fine ha prevalso il senso di responsabilita”. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi che ha promesso “una serie di indicazioni d’intervento che il settore si aspetta di avere, facendo tesoro del lavoro che era stato fatto nel febbraio scorso a partire dal protocollo d’intesa fino a oggi”. LEGGI ANCHE: Italia a secco, quanto ci costa il blocco - Blocco dei Tir, trattative rotte [...]
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