
Non c’è ancora il partner di Alitalia. Il cda della compagnia di bandiera che si è riunito questa mattina ha preso altro tempo motivando la decisione con la necessità di «approfondire ulteriormente gli elementi emersi per l’individuazione del soggetto con cui avviare la trattativa in esclusiva». Una motivazione scontata dopo la profonda spaccatura registrata nel vertice di ieri sera a Palazzo Chigi all’interno del governo con il premier, Romano Prodi, e il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che danno il pieno appoggio al piano di Air France e il vicepremier, Francesco Rutelli, e il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che invece fanno il tifo per Air One-Intesa Sanpaolo.
I mercati dovranno rimanere con il fiato sospeso almeno fino a martedì ma è difficile che la nuova riunione del cda Alitalia convocata per il 18 dicembre alle 16 per «assumere definitive determinazioni in merito» possa essere quella giusta. Innanzitutto perché la situazione si sta ingarbugliando con l’arrivo di una nuova offerta per il 49,9% di Alitalia da parte di una cordata molto agguerrita di fondi di investimenti Usa (Quantum Group e Thl) con una potenza di fuoco di 17 miliardi cui si sarebbe aggiunta la Singapore Airlines che però, a poche ore dalla nota Alitalia, ha smentito il suo interesse per la compagnia. Visto che la scelta è stata rinviata sarebbe difficile opporre ai nuovi arrivati il fatto che la loro proposta è arrivata fuori tempo massimo.
Comunque, l’advisor di Alitalia, Citi, non potrà fare a meno di valutare anche la nuova offerta, con un inevitabile prolungamento dei tempi. Senza contare che la carta della compagnia orientale, se avesse un fondo di verità, piacerebbe molto a Rutelli che a questo punto potrebbe rivedere la sue preferenze riguardo al partner di Alitalia. «Sempre meglio un rinvio di una condanna a morte come quella che si prefigurava per Malpensa se si fosse scelto Air France come acquirente», ha commentato l’assessore alle Infrastrutture della Lombardia, Raffaele Cattaneo.
Per la maggior parte dei sindacati, l’annuncio del cda Alitalia di differire la decisione è l’occasione buona per il governo di convocare i sindacati. Quello che pesa di più per sciogliere il nodo Alitalia è però il fatto che i due schieramenti all’interno del governo non sono disponibili a fare marcia indietro sulle posizioni prese con il rischio paralisi per Alitalia su cui però pesa una scadenza importante. Il bilancio 2007 si chiuderà con una nuova perdita record e il capitale sarà completamente azzerato.
Senza novità sul nuovo partner, pronto a farsi carico della ricapitalizzazione, l’unica strada resta quella di portare i libri in tribunale. Il governo vorrebbe però evitare una soluzione così impopolare, in un momento delicato per la tenuta dell’esecutivo come quello dell’approvazione definitiva della finanziaria in Parlamento. Ecco perché i prossimi giorni saranno cruciali per una soluzione che non scontenti nessuno. L’unica via d’uscita, al momento, sarebbe quella di vendere Alitalia ad Air One. La nuova compagnia resterebbe nell’alleanza Sky Team, con l’obiettivo di finire nell’orbita Air France quanto prima.
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- Giovedì 13 Dicembre 2007
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Commenti
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Il 13 Dicembre 2007 alle 15:21 redazione ha scritto:
Alitalia: Singapore Airlines, “da noi nessuna offerta”
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 13 dic - Stephen Forshaw, vice president Public Affairs di Singapore Airlines, smentisce qualsiasi interesse per Alitalia.
“Abbiamo letto notizie secondo cui abbiamo presentato un’offerta per Alitalia, o che facciamo parte di un consorzio che partecipa alla gara o che comunque siamo interessati”, ha detto Forshaw a seguito della nota con cui Alitalia, su richiesta Consob, ha confermato di aver ricevuto questa mattina la lettera firmata “da rappresentanti di Singapore Airlines Holdings, Evergreen e Thl”. “Queste notizie sono inesatte” - ha aggiunto Forshaw - “Singapore Airlines non ha presentato un’offerta per Alitalia e non ha alcuna intenzione di farlo. Inoltre Singapore non partecipa ad alcun consorzio interessato ad Alitalia e non vi partecipera’ in futuro”.
Il 13 Dicembre 2007 alle 16:56 Corrado Buccieri ha scritto:
E’ una gatta dura da pelare.
Il 13 Dicembre 2007 alle 17:16 luanmagi ha scritto:
Ci sarà qualcosa su cui non mentono? certo che c’è: l’età della moglie!
Due riflessioni:
prima - Se qualcuno desse un’occhiata agli ammortamenti selvaggi dell’ultimo esercizio non sarebbe male.
seconda - se cedono all’estero, avranno i loro interressi, ma i nostri sono che continui la garanzia dei trasporti merci. Non è detto che un carrier straniero debba fare politiche utili alle nostrre imprese.
Il 13 Dicembre 2007 alle 17:36 CiroCipolla ha scritto:
L’Alitalia ha la necessità di ristrutturarsi in una azienda snella, priva di dirigenti raccomandati dai partiti politici, con personale a terra efficiente, professionale, gentile.
I tempi delle vacche grasse sono terminati da 5-6 anni. Attualmente esiste solo il fantasma della Vacca.
Proposta: taglio netto dei vertici aziendali con vertenze legali per i danni provocati alla società.
Riduzione del personale di volo e di terra del 33% e riduzione degli stipendi del 40% per il personale in servizio.Rilancio dell’immagine dell’Alitalia non come una vecchia vacca decrepita,ma come un puma affamato di clienti.
Il 13 Dicembre 2007 alle 18:08 Corrado Buccieri ha scritto:
Creare una struttura da zero è un po’ difficile, ma farne funzionare una che già vola così in alto,nel bene e nel
male. Non dovrebbe essere difficile. Basterebbe riorganizzarla, con volontà e serietà, quella che manca. Viva l’Italia cioè l’alitalia.
Il 13 Dicembre 2007 alle 23:28 luanmagi ha scritto:
a fronte dei tagli salariali, che saranno inevitabili, nel capitale potrebbero entrare i dipendenti….
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