L’Isvap chiude, dal governo un boccone amaro per Draghi

Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia
I maligni vi hanno visto un’altra vendetta a orologeria per l’affare Unipol. Con un emendamento alla Finanziaria voluto dal ministro ex ds Pierluigi Bersani, il governo sopprime con effetto immediato l’Isvap, l’autorità di controllo sulle assicurazioni.
Nell’estate 2005 fu l’organismo guidato da Giancarlo Giannini a ritardare di 3 mesi il via libera alla scalata (poi fallita) di Giovanni Consorte alla Bnl. La Quercia se l’è legata al dito: il segretario Piero Fassino ne propose subito l’abolizione, mentre Bersani tuonò contro quel nullaosta che tardava. Ma i veri retroscena sono altri. Giannini, ex manager dell’Ina-Assitalia nominato dal centrodestra dopo anni di quieto governo del ds Gianni Manghetti, è in rotta con l’Ania, la lobby delle assicurazioni. Spiegazione: gli oltre 5 milioni di multe inflitte in pochi mesi alle compagnie.
Però la soppressione non piace al governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Impegnato a ridurre sedi e organici, Draghi si vedrebbe ora assegnare le funzioni finora svolte dall’Isvap. E anche i suoi 350 funzionari.

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