[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_poste1.jpg)
Concede prestiti e mutui ma non è una banca. Stipula polizze vita e danni ma non è un’assicurazione. Non è un neppure un operatore tlc eppure consente di attivare linee telefoniche. Così come vende libri e cd ma non è una libreria. Si potrebbe andare avanti ancora per molto perché a Poste italiane si sono inventati veramente di tutto negli ultimi anni per aumentare i ricavi in vista della scadenza del 2011 quando il servizio postale sarà completamente liberalizzato e sul mercato italiano potranno entrare colossi del calibro della francese La Poste, dell’inglese Royal Mail e Deutsche Post.
Un appuntamento cruciale per la società ancora controllata al 100% dal Tesoro dopo i fallimenti dei progetti di privatizzazione. Il governo Prodi ha rimesso nel cassetto il dossier quotazione in Borsa proprio a causa della minaccia di un drastico calo del fatturato con l’arrivo dei nuovi concorrenti. Perché se è accertato che il tasso di redditività per il gruppo guidato da Massimo Sarmi, che si colloca intorno al 16%, è ai primi posti tra i grandi operatori postali d’Europa, è anche vero che i tempi di consegna della corrispondenza sono ancora sotto la media europea e sui ritardi sta addirittura indagando la Procura di Roma.
Secondo una recente indagine del Codacons sulla posta prioritaria, solo il 45% delle missive spedite dalla sede di Roma alle sedi regionali dell’associazione dei consumatori, sono arrivate nei tempi previsti. La delibera del ministero delle Comunicazioni del 13 marzo 2006 fissa in un 1 giorno lavorativo il tempo richiesto per la consegna di una missiva prioritaria nell’88% dei casi. Ovvero 88 corrispondenze su 100 dovrebbero essere consegnate in 24 ore. Una situazione di cui cercheranno di avvantaggiarsi i concorrenti europei che già fanno meglio sui loro mercati di riferimento.
Al quartier generale di Poste Italiane l’allarme è massimo. Per questo motivo si sono dati un obiettivo ambizioso: le nuove attività, come a esempio il postino telematico, l’e-commerce e l’operatore mobile virtuale subiranno un forte slancio e nel 2010 contribuiranno per il 13% ai ricavi totali, a fronte del 9% di fine 2007.
La situazione dovrebbe migliorare anche grazie all’alto il livello di investimenti. Alla fine dell’anno le risorse impegnante si attesteranno a 651 milioni, a fronte dei 518 milioni del 2006. Gli investimenti toccheranno quota 781 milioni il prossimo anno, 765 nel 2009 e 751 l’anno successivo.
Inoltre Poste Italiane conta sul fatto che è l’unico tra gli operatori europei a possedere e gestire direttamente il 100% della rete di sportelli. In Olanda e in Gran Bretagna, ad esempio, la stragrande maggioranza degli uffici viene gestita da terzi. Sembrerebbe poi definitivamente accantonato il progetto di chiudere gli sportelli postali ubicati nei comuni con meno di 500 nuclei famigliari. Nel periodo 2003-2006 gli uffici in Italia sono addirittura aumentati dello 0,8 per cento.
Un impulso ai ricavi di Poste Italiane arriverà sicuramente dal lancio della telefonia mobile. Il gruppo è stato uno dei primi operatori mobili virtuali ad avviare il servizio grazie a un’intesa con Vodafone con l’obiettivo di conquistare 2 milioni di clienti e conseguire 500 milioni ricavi. Il servizio consente anche di fare operazioni sul conto Bancoposta e trasferire denaro.
Marciano già a gonfie vele la vendita di prodotti finanziari, mutui e assicurazioni grazie ad accordi con le banche mentre la sfida per il futuro per Poste Italiane è quella di diventare un istituto di credito a tutti gli effetti. Abi consentendo. Sarmi punta a raggiungere l’obiettivo in tempi brevi ma finora la ricca lobby dei banchieri si è mossa bene per frenare un concorrente così radicato su tutto il territorio. La sfida continuerà nei prossimi mesi ma non è detto che il governo decida di rinnovare il mandato al manager che è in scadenza con l’approvazione del bilancio 2007.
- Giovedì 27 Dicembre 2007
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Commenti
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Il 27 Dicembre 2007 alle 16:24 terranostra ha scritto:
L’idea di diversificare il prodotto è ottima,ma non a danno dei servizi di base.
Spesso,pagare un conto corrente o incassare la pensione significa fare una fila di 1 ora.Logicamente senza la possibilità di sedersi.
Il 27 Dicembre 2007 alle 18:14 nhico ha scritto:
A Poste italiane, incuranti delle code che agli sportelli si fanno sempre più lunghe e della confusione e del malumore che aumentano in modo esponenziale tra gli stessi dipendenti e gli utenti, invece di cercare la chiave di lettura della loro inefficienza, disperdono quel poco che resta della loro professionalità tra pentole e chincaglieria varia. Per paura di affrontare la sfida che arriverà solo dopo il 2011, hanno rinunciato a loro core business e si sono arresi alla concorrenza prima che questa si presentasse alle nostre frontiere. Non era meglio iniziare a togliere la cintura di ruggine che affligge gli sportelli e presentarsi agguerriti all’appuntamento? No, il ragno ha preferito mangiarsi la ragnatela, svuotandola dal residuo orgoglio di appartenenza e tramutando la fittissima rete di sportelli in gusci d’uovo da affittare al miglio offerente. Certo ha vissuto di rendita, mentre si segava le gambe.
Il 10 Gennaio 2009 alle 15:39 poldo1971 ha scritto:
Tanta informatizzazione e poi non sono in grado di recuperare una raccomandata se non ti presenti con il cartoncino giallo lasciato nella cassetta della posta (sul quale era riportato solo il mio nome e cognome)! Assurdo, possibile che non possano cercare in computer se risulta la raccomandata a mio nome? così ora l’avranno mandata indietro e io non saprò mai nemmeno di cosa si trattava. Solo perchè ho smarrito la cartolina per il ritiro. Assurdo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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