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Il direttore dell’Enac, Silvano Manera, non ha dubbi: gli investimenti aeroportuali 2008 dovrebbero essere concentrati su Fiumicino e Malpensa (qualunque cosa accada ad Alitalia), gli unici due scali italiani che hanno le carte per essere competitivi a livello internazionale. Gli interventi dovrebbero permettere alle due strutture di accogliere il transito di altri 20 milioni di passeggeri. “La domanda non manca”, dice il comandante, “ma per raggiungere questi numeri sono necessari investimenti strutturali per 4-5 miliardi di euro per ogni scalo”.
Manera quindi dice no agli investimenti a pioggia sugli aeroporti italiani con bassi traffici, ad eccezione di Viterbo, lo scalo destinato a sostituire Ciampino, che a sua volta dovrebbe ritornare alla sua vocazione originaria di aeroporto militare. “Viterbo diventerà il secondo scalo del Lazio”, dice, “perché Campino non è più in grado di sostenere, per ragioni ambientali, un traffico così sostenuto. Senza contare che la distanza di volo da Fiumicino è di appena due minuti”.
Ma a prescindere dagli orientamenti dell’Enac, amministratori e industriali di ogni latitudine sono convinti che potenziando gli aeroporti provinciali, riusciranno - è proprio il caso di dirlo - a far decollare le loro stagnanti economie. Dopo l’annuncio su Viterbo, hanno alzato la testa gli amministratori di Frosinone sostenendo che pure il loro scalo aveva il diritto di crescere. Di recente poi, dopo che Monte dei Paschi di Siena ha elevato la sua presenza nel capitale sociale dell’aeroporto di Siena, è partito un piano di sviluppo di 100 milioni di euro, che non solo è contestato da un agguerrito un comitato cittadino, ma andrebbe anche a sovrapporsi con le prospettive dello scalo di Pisa.
Da diversi anni anche a Sicilia spera di allungare le sue piste. Da Catania, passando per Enna, Agrigento e Trapani, tutti sognano traffici aerei con milioni di passeggeri.
Nel frattempo è partita la privatizzazione dello scalo di Reggio Calabria, nella speranza di poter replicare il successo della vicina Lamezia Terme, dove, a soli due anni dall’apertura della tratta con Londra, stanno arrivando migliaia di inglesi e irlandesi, intenzionati a comprarsi la casa al mare.
D’altronde una volta allungata la pista, e adeguato le strutture di sicurezza, “la compagnia” spiega Laura Pierallini, legale esperto di aviazione “deve solo accertarsi che ci sia lo slot libero per ottenere l’autorizzazione alla nuova tratta”.
- Venerdì 28 Dicembre 2007
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Il 28 Dicembre 2007 alle 11:54 economia » Blog Archive » Airport 2008: basta micro-scali, l’Enac investe su Malpensa e Fiumicino ha scritto:
[...] Original post by Panorama.it - Economia Articoli CollegatiInvestimenti per 6,5 miliardi e la garanzia dell italianità… [...]
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