Italiani: i peggio pagati d’Europa

agli italiani una busta paga più leggera | Ansa
di Anna Maria Angelone

Mettiamoci l’anima in pace: siamo i meno pagati d’Europa. E anche per il 2008 il salario degli italiani è destinato a crescere poco o nulla. Stando alle elaborazioni della Mercer, società leader globale della consulenza nelle risorse umane e nell’investment consulting, l’Italia ha gli stipendi più bassi fra i principali paesi Ue. Perfino la Spagna, fino a qualche anno fa indietro nella classifica europea, ora ci batte. E la differenza fra le retribuzioni medie delle quattro categorie di lavoratori prese in esame dall’indagine (operaio, impiegato, quadro e manager) può arrivare a pesare fino a 15 mila euro netti in meno.
Qualche esempio? Il salario lordo di un operaio di livello base, ovvero non specializzato, in Italia è mediamente di 14.018 euro all’anno: 8.068 euro meno di quanto percepisce un collega di pari grado in Germania.
Itaiani, stipendi bassi ma prezzi europei
E stiamo parlando di retribuzione fissa, senza benefit previsti o variabili. Se si prende a riferimento il netto a parità di potere d’acquisto, cioè il reddito realmente disponibile una volta eliminate le tasse e uniformato il costo della vita, la differenza sfiora i 7.500 euro. Situazione analoga per l’impiegato: la paga lorda o netta, una media calcolata su tutti i settori industriali, relega l’Italia in fondo a tutti.
Le cose cambiano (ma solo in apparenza) quando si passa alle categorie più alte. Un quadro, per esempio, in Italia costa più che in Francia: oltre 64 mila euro lordi all’anno contro poco più di 61 mila (media fra le retribuzioni più basse dei giovani e le più alte di chi ha maggiore anzianità professionale). Va ancora meglio alle posizioni dirigenziali: capi d’azienda, direttori e amministratori delegati sono più pagati in Italia che altrove. Un italiano arriva a prendere 30 mila euro lordi all’anno in più di un francese. Peccato che tasse e costo della vita rosicchino questo vantaggio fino ad azzerarlo: alla fine quadri e manager italiani hanno in tasca meno reddito disponibile di tutti gli altri.
“Le retribuzioni nette indicano che, a parità di posizione e fisco, il lavoratore italiano è più povero degli altri” riassume Elena Oriani, principal della Mercer Italia. “Ma mentre sulle posizioni più alte incide in modo significativo il peso delle tasse, quelle basse sono penalizzate piuttosto dal carovita”.
D’altronde una recente indagine dell’Eurostat, su un paniere di 500 prodotti alimentari, ha certificato che l’Italia ha i prezzi più alti dopo la Gran Bretagna. Milano e Roma appaiono fra le città più care al mondo nelle ultime classifiche mondiali della Ubs e della stessa Mercer. Anche se in Italia ci sono sensibili differenze di prezzo fra grandi centri urbani e provincia (vedere la tabella a fianco) che incidono non poco sul potere d’acquisto.
Poi c’è la “ciliegina” dei servizi. “Dubito che il costo della vita sia il vero responsabile della bassa crescita dei nostri salari” commenta Tommaso Monacelli, docente presso l’Igier-Bocconi. “Ma è vero che l’Italia ha pesanti sacche di inefficienza e molti servizi, come quello bancario e l’accesso al credito, restano troppo cari”.
A conti fatti, un operaio spagnolo vede lievitare i suoi 2.627 euro netti all’anno in più rispetto all’operaio italiano a 3.772, tenendo conto della differenza del potere d’acquisto, cioè grazie ai prezzi più bassi della Penisola Iberica.
Inoltre, negli ultimi anni si è assistito all’aumento del divario fra livelli retributivi alti e bassi. “In Europa si è verificato un raffreddamento dei salari per le posizioni più basse perché le pretese sono state spesso calmierate dal timore della delocalizzazione delle imprese verso paesi più economici” continua Oriani. “Al contrario le retribuzioni manageriali, almeno sul lordo, tendono ad avvicinarsi per effetto della globalizzazione che ha portato maggiore omogeneità sulle figure più richieste dal mercato”.
Uno sguardo più lontano nel tempo conferma la lentezza italiana. Secondo i calcoli Ires-Cgil, su dati Ocse, fra il 1998 e il 2006 le retribuzioni lorde reali al netto dell’inflazione sono cresciute meno in Italia: appena il 2,6 per cento contro il 5 per cento della Germania e addirittura il 16-18 di Gran Bretagna e Francia.
“In Italia i salari hanno perso terreno per due ragioni: scarsa redistribuzione della ricchezza delle imprese verso il lavoro e produttività più bassa” sintetizza il presidente dell’Istituto di ricerche economiche e sociali, Agostino Megale. “Frutto anche di un peso eccessivo nel nostro sistema delle piccole imprese, parte delle quali è stata incapace di investire in ricerca e innovazione tecnologica a differenza di quanto hanno fatto le inglesi”.
E per il 2008? Le proiezioni della Mercer indicano che a livello globale gli stipendi saliranno in media del 6 per cento. Ma, scremata dall’inflazione, la crescita si arresterà all’1,9. In Europa occidentale l’aumento retributivo reale più robusto è previsto in Irlanda. In Italia, invece, l’aumento al netto dell’inflazione sarà di appena l’1,2 per cento. Come dire: se volete guadagnare di più, forse è il caso di preparare la valigia per Dublino.
La crescita prevista dei Paesi dell'Europa Occidentale

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 2 Gennaio 2008 alle 10:39 Sos: salvate salari. La priorità del 2008 » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Italiani: i peggio pagati d’Europa Panorama   Canali   Economia   Sos: salvate salari. La priorità del 2008 [...]

Il 2 Gennaio 2008 alle 11:02 Guadagnare » Blog Archive » Italiani: i peggio pagati d’Europa - Panorama ha scritto:

[...] Italiani: i peggio pagati d’EuropaPanorama - 22 minuti faIn Italia, invece, l’aumento al netto dell’inflazione sarà di appena l’1,2 per cento. Come dire: se volete guadagnare di più, forse è il caso di preparare … [...]

Il 2 Gennaio 2008 alle 11:12 economia » Blog Archive » Italiani: i peggio pagati d’Europa ha scritto:

[...] Original post by Panorama.it - Economia Articoli CollegatiCarburanti/ Prezzi, cresce la differenza Italia-Europa. Bersani: pronti a chiamare i petrolieri [...]

Il 2 Gennaio 2008 alle 17:00 economia » Blog Archive » Sos: salvate i salari. La priorità del 2008 ha scritto:

[...] LEGGI ANCHE: Italiani: i peggio pagati d’Europa [...]

Il 3 Gennaio 2008 alle 23:42 Italiani: i peggio pagati d’Europa | Il BLOG DI MAURIZIO VERGA ha scritto:

[...] QUI  [...]

Il 4 Gennaio 2008 alle 2:15 economia » Blog Archive » Italiani: i peggio pagati d’Europa ha scritto:

[...] Original post by Panorama.it - Economia Articoli CollegatiItaliani: i peggio pagati d’Europa [...]

Il 8 Gennaio 2008 alle 17:39 Tre ricette per far lievitare gli stipendi (e la spesa) degli italiani » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Lo scarso potere d’acquisto dei salari è, da tempo, sotto gli occhi di tutti: le buste paga degli italiani sono mediamente basse, inferiori rispetto ai principali paesi europei. L’inflazione viaggia verso il 3 per cento mentre la pressione fiscale continua ad aumentare, e grava soprattutto su chi è tassato alla fonte. Sul tema il governo Prodi scommette il rilancio della politica economica del 2008 (e la sua sopravvivenza), mentre i sindacati chiedono proposte concrete come il “taglio della imposte sugli aumenti salariali” chiesto dal segretario della Uil, Luigi Angeletti e minacciano lo sciopero generale. L’esecutivo mette sul tavolo un “tesoretto” di 10 miliardi (da usare anche per il rinnovo dei contratti pubblici) e promette ai sindacati un fisco da qui in avanti più leggero con i lavoratori dipendenti. Ma in cambio pretende un accordo con Cgil, Cisl e Uil per “rilanciare lo sviluppo”, come ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Detta così, la trattativa non si annuncia né semplice né veloce: sull’accordo vigila il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa che non intende allargare i cordoni della borsa prima della trimestrale di cassa e prima di un necessario chiarimento nella maggioranza, che avverrà nel vertice già convocato per giovedì. Come se ne esce? Bastano i 100 euro in più in busta paga proposti dal ministro della Solidarietà, Paolo Ferrero (Rifondazione) per i lavoratori fino a 35-40 mila euro? “Ma così si continua a distribuire fette di una torta che già c’è e non basta per tutti”, taglia corto il l’economista Giacomo Vaciago. “È una soluzione tampone, buona solo per i primi mesi. Invece bisognerebbe affrontare il problema su un periodo lungo. Infatti, l’emergenza salari non è scoppiata oggi, ma dura da quando in Italia la produttività media dei lavoratori non è più cresciuta, intorno alla metà degli anni ‘90″. E il sistema Italia ha accumulato mancati aumenti di reddito. Invece, secondo il docente di Politica economica dell’Università Cattolica è proprio su queste basi che andrebbe fatto l’accordo tra governo, sindacati e Confindustria: aumentare il valore (produttività e redditi) del capitale umano: “Non si può continuare a produrre come si faceva 10/15 anni fa. Anche detassare i prossimi aumenti di stipendio potrebbe non bastare, se fosse una misura spot. Per non tassarli, lo Stato deve prendere soldi dalle tasche di qualcun altro, al quale fra qualche mese dovrà promettere altre detassazioni. E così via…” Insomma un circolo per nulla virtuoso. Dal quale si esce secondo il professor Giuliano Cazzola, invece, chiedendo al governo di fare… un passo indietro. Cioè? “Il problema vero è riformare la struttura della contrattazione. Potessi dare un consiglio a Romano Prodi sarebbe quello di non fare lo stesso errore del 2007, quando regalò miliardi di cuneo fiscale agli imprenditori senza chiedere in cambio niente”. Ma questo cosa porta ai magri salari delle famiglie italiane? “Implica che lo Stato, dopo aver messo a disposizione le sue risorse, si defila e lascia che siano sindacati e Confindustria a mettersi d’accordo. Si chiama contrattazione decentrata (settore per settore, azienda per azienda, territorio per territorio). Solo a patto avvenuto, ha senso che lo Stato intervenga: riducendo le tasse ai lavoratori e agevolando fiscalmente le imprese”. Anche l’economista Tito Boeri si lancia in un consiglio al governo: “Tagliare l’Irpef in modo marginale”, dice, “significa non tenere conto della lezione della passata legislatura: modesti tagli alle imposte, soprattutto quando non accompagnati da riduzioni delle spese, non riescono a rilanciare l’economia”. Una soluzione virtuosa per l’economista de lavoce.info e professore della Bocconi sarebbe “detassare parzialmente o totalmente i guadagni di produttività futuri (misurati in termini di crescita del valore aggiunto, al netto dell’inflazione) per un periodo di tempo prestabilito e significativo, noto in anticipo, ad esempio i prossimi 5-8 anni”. Questo “darebbe tono alla domanda corrente di beni: i lavoratori anticiperebbero maggiori redditi per il futuro e sarebbero incoraggiati a spendere di più oggi”. [...]

Il 25 Gennaio 2008 alle 4:06 Kataweb.it - Blog - Carnivore » Blog Archive » «Hanno la faccia come il culo..», tutti.. ha scritto:

[...] Su tutto ciò che è importante (senza questione di relatività) è caduto un assordante silenzio, in cui anziché parlare, ad esempio, di come affrontare l’impoverimento di una parte sempre maggiore della popolazione, si è preferito discutere di equilibri politici e procedimenti istituzionali. Tutta fuffa che era già lontanta dalle percezioni (e dall’interesse) del Paese Reale ben prima di essere costretto ad affrontare il dramma di non arrivare a fine mese, dei mutui che lievitano ad ogni fluttuazione del Mercato, del lavoro che quando c’è è mal pagato – lo ammette persino il destrorso Panorama..! –, instabile e vessato, Technorati Tags: cdl, centro-dx, centro-sx, elezioni, governo, lavoro, pd, poverta, prodi [...]

Il 19 Febbraio 2009 alle 21:15 Italiani: i peggio pagati d’Europa. - liberespressioni ha scritto:

[...] da : panorama Condividi con: [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!