
La detassazione e la decontribuzione degli aumenti contrattuali, la reintroduzione della detrazione Irpef sui costi di produzione, l’aumento dal 12,5 al 20% del prelievo sulle rendite finanziarie. Poi, ad agenda costruita, un intervento strutturale di tagli delle aliquote Irpef, a partire da un passaggio dal 23 al 20% per quella più bassa, cioè quella fino a 15 mila euro. Dovrebbero essere queste le misure più immediate di sostegno al reddito da lavoro dipendente che il governo potrebbe mettere sul tavolo domani nell’incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil.
Dimostrando così la volontà di intraprendere la strada del rilancio del potere d’acquisto dei salari, senza pericolose fughe in avanti prima di aver esaminato l’andamento delle entrate di cassa e le eventuali ripercussioni negative sulla crescita (e quindi sul deficit) su cui aleggiano le ombre del prezzo del petrolio alle stelle e di un rischio-recessione americana.
Alla vigilia di un incontro che, per quanto definito “informale”, rappresenta un vero e proprio giro di boa per l’esecutivo, sia sul fronte sociale che in funzione degli equilibri all’interno della maggioranza, le posizioni dei sindacati e del ministero dell’Economia però, restano immutate.
Se infatti le organizzazioni dei lavoratori continuano a chiedere risposte subito e concrete (anche oggi il leader della Cisl Raffaele Bonanni ha chiesto un intervento fiscale sugli stipendi, se no sarà sciopero generale), in via XX Settembre, nonostante i tecnici lavorino su un ampio ventaglio di ipotesi, il freno resta tirato: la Trimestrale di marzo rimane un riferimento imprescindibile per allentare ulteriormente i cordoni della borsa, così come bisognerà verificare se le stime di crescita, fissate all’1,6%, potranno essere confermate o se, causa un loro ribasso, avranno ripercussioni sul rapporto deficit-Pil e quindi sull’intrapresa opera di risanamento.
Il budget disponibile per il sostegno ai redditi dei lavoratori dipendenti, dunque, rimbalza ancora fra le cifre circolate in questi giorni: 6-8 miliardi di euro, reperibili dalle voci extragettito, risanamento appunto e l’innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie, una misura che varrebbe dai 2 ai 3 miliardi e che - come sottolineato dal sottosegretario all’Economia Alfiero Grandi - potrebbe essere adottata rapidamente riportando in commissione Finanze della Camera il disegno di legge fiscale, all’esame dell’Aula.
Al vaglio, sempre in queste ore, la possibile modulazione della cosiddetta “dote fiscale” per i figli, attraverso la riunione delle detrazioni Irpef per i carichi familiari e gli assegni familiari. Per la detassazione e la decontribuzione degli aumenti contrattuali, sono poi già disponibili le risorse previste dal Protocollo Welfare. E cioè 650 milioni previsti dal Fondo per il finanziamento degli sgravi contributivi per incentivare la contrattazione di secondo livello e i 150 per la loro deducibilità fiscale.
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- Lunedì 7 Gennaio 2008
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