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- Un commento

Due anni dopo, mentre in tutta Europa rimbalza l’allarme prezzi agganciato alle quotazioni da record del petrolio, il vento di una possibile guerra del gas spira da Est.
Mentre in Bulgaria si firma l’accordo con la Russia per il gasdotto Sout Stream, Yulia Timoshenko, appena insediata sulla poltrona di premier dell’Ucraina, ha fatto capire di non essere contenta dei vecchi accordi conclusi in campo energetico dal suo avversario Viktor Yanukovich, affermando che “bisogna rivederli”. Una settimana prima della sua visita ufficiale a Mosca, dal premier russo Viktor Zubkov, è iniziata già la battaglia.
Il primo vice-premier ucraino Alexander Turchinov ha dichiarato che il presidente di Naftogaz Ukrain , Oleg Dubina dovrebbe discutere con Gazprom riguardo ai prezzi di transito del gas. Il quotidiano economico russo Kommersant ha scritto che le negoziazioni potrebbero iniziare già oggi: si parla di un aumento del costo dei transiti del 550%, dagli attuali 1.7 dollari per 1000 metri cubi di gas ogni 100 km, a 9.32 dollari. Inoltre l’ Ucraina vorrebbe eliminare Rosukrenergo, società che trasporta gas russo e di altri repubbliche asiatiche in Ucraina, per trattare direttamente con Gazprom.
Il Presidente di Gazprom Dimitry Medvedev aveva ammesso nello scorso ottobre: “Probabilmente cambieremo il modello dei nostri rapporti con l’ Ucraina abolendo le strutture intermediarie” (Rosukrenergo, ndr). Dunque, almeno su questo le due parti sono d’accordo, ma il prezzo di transito è considerato da Mosca troppo alto.
Passando al contrattacco, Gazprom ha sostenuto invece che sta portando in Ucraina il più costoso gas russo (l’Asia Centrale ha ridotto le forniture per l’Ucraina di 40 milioni di metri cubi al giorno) pretendendendo dunque che Kiev paghi un debito di 830 milioni di dollari.
Si ha l’impressione di assistere a una discussione non meramente economica. Il direttore dell’Institute of Global Strategies di Kyev, Vadim Karasev, pensa che Timoshenko “consapevolmente dichiari guerra per il gas alla Russia. Perché ha bisogno di creare lo spauracchio di un nemico politico per combatterlo”.
E poco l’importa che i consumatori europei si trovino alla canna del gas.
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- Venerdì 18 Gennaio 2008
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Il 12 Febbraio 2008 alle 17:47 Russia-Ucraina: è tregua nella guerra del gas. Ma l’Italia non resti a guardare » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Il rischio di una guerra del gas era apparso alto sin dall’inizio dell’ anno, quando il premier ucraino Yulia Timoshenko aveva dichiarato che gli accordi energetici con la Russia “vanno rivisti”. Gazprom ha fatto i suoi calcoli e ha notato che il debito con la Russia per il gas nel 2007 ammontava a circa un miliardo di dollari. dall’inizio dell’anno si è aggiunto un altro mezzo miliardo. Venerdì scorso il portavoce di Gazprom Sergey Kupriyanov aveva chiesto in forma ultimativa all’Ucraina di pagare i debiti entro lunedì, altrimenti i rubinetti sarebbero stati chiusi. Per tutto il fine settimana i vertici di Gazprom e Naftogaz hanno tenuto incontri estemporanei, ma non sono arrivati a una conclusione. Solo la telefonata del presidente ucraino Viktor Yushchenko al numero uno di Gazprom, Alexey Miller, ha calmato un po’ le acque. Anche Timoshenko ha confermato ieri che “il debito ucraino in data 1 gennaio 2008 è di 1.072 milliardi di dollari, ma” ha aggiunto “è tutta colpa dell’ ex premier Yanukovich”. E così la decisione è stata rinviata a un momento successivo all’incontro tra i due capi di Stato. I portatori di pace (e di gas) oggi sono stati Vladimir Putin e Viktor Yushchenko: i due presidenti hanno capito che non conviene la linea dura. Il compromesso sarà definito da Yulia Timoshenko con il collega russo Viktor Zubkov il 21 febbraio. [...]
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