
Quattro morti sul lavoro in poche ore. Cinquanta vittime nel 2008. Solo 18 giorni dall’inzio dell’anno. A Marghera, la frazione alle porte di Venezia, conosciuta come uno dei più importanti poli chimici europei, oggi due operai hanno perso la vita nella stiva di una nave attraccata al porto. Sono morti, Paolo Ferrara di 47 anni e Denis Zanon di 39, soffocati dall’anidride carbonica. Secondo i sindacati, nelle prime fasi concitate dei soccorsi, i due uomini sarebbero stati portati fuori della stiva della nave e per tentare di rianimarli il capitano della “World Trader” avrebbe usato una bombola d’ossigeno in dotazione per le emergenze. La stessa però, secondo i lavoratori, sarebbe stata scarica e quindi inutile. Ora la nave è stata posta sotto sequestro, la Procura ha aperto un’inchiesta e il ministero dei Trasporti ha annunciato che nominerà una commissione per accertare la dinamica dei fatti. Intanto, Cgil, Cisl e Uil, hanno proclamato 24 ore di sciopero in tutti i porti italiani. Vittime del lavoro sono state anche Francesco Pizzo di 51 anni e Agostino Lorusso di 31. Il primo è morto a Bagnoli di Sopra, in provincia di Padova, mentre stava scaricando un paio di tonnellate di ghiaia dal suo autocarro. Il secondo è precipitato da un’altezza di sette metri mentre era al lavoro in un cantiere edile nella zona industriale di Andria. I nomi dei quattro operai si aggiungono alla lista delle mille vittime dal 2007 a oggi. Così, mentre si infiamma la polemica sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici, i sindacati tornano sull’emergenza sicurezza. Ma soprattutto sulla necessità di inserire nel rinnovo regole più severe e di prevedere più risorse da investire in questo settore.

Oggi il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto al governo di utilizzare per la sicurezza e la prevenzione i 12 miliardi di euro dell’Inail: “Quei soldi sono dei lavoratori, il governo invece che costernarsi dovrebbe spenderli in sicurezza” ha detto Bonanni. Mentre Epifani, della Cgil, ha chiesto di fare attenzione a non scambiare “per qualche soldo” la sicurezza. Nel 2005, ha calcolato l’Inail, il costo sociale degli infortuni sul lavoro in Italia ha toccato quota 45 miliardi di euro. Ovvero il 3,21 per cento del Prodotto interno lordo. Più di una manovra finanziaria. Per questo, assicurano i sindacati, spendere in sicurezza è più che altro un investimento.
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- Venerdì 18 Gennaio 2008
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Commenti
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Il 18 Gennaio 2008 alle 17:43 vincenzod ha scritto:
L’ho sempre detto, e Mastella l’ha confermato, a meno che costui sia nato sotto un cavolo e sia diventato Ministro per fare piacere a Rutelli ch’era stufo di mangiare cicoria. Sapete, costui NON capisce quant’era fortunato. Ricordate quando noi poveri contadini in tutte le zone rurali mangiavamo legumi come fa il sottoscritto tutti i giorni - mangio cicorie ed erbe selvatiche: provate andare a comprarle sui mercati se potete permettervelo, datosi che hanno dei prezzi cari come l’oro. Torniamo al Governo: c’è qualcuno, che mi può smentire sul “Mastella-gate?” Oggi con le CASTE sono al Governo i Sindacalisti, ma se osserviamo il risultato lasciato in eredità all’”Epifania” e Kompagnuzzi, abbiamo un salario e pensioni basse, contratti capestro tanto che non riescono ad arrivare alla fine del mese! Poi, sia a Montecitorio che al Senato, abbiamo la pattuglia di toghe, con risultato sotto agli occhi di tutti in fatto di Giustizia! Infine, la Società cosiddetta Civile, Centri Sociali, ex brigatisti e ancora peggio i Senatori a vita eletti col segno di DIO, dopo aver svenduto il nostro Paese per cinquant’anni hanno imposto scelte con innesto di uomini propri o in prima persona, e diventa “scandalo al sole“ solo per Silvio Berlusconi rompendogli sempre i marroni di un conflitto che è, e resta solo MORALE!
Il 18 Gennaio 2008 alle 18:58 Un controllo ogni dieci anni: la Fiom punta il dito sulle ispezioni » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Altre vittime sul lavoro. Ma le regole della (in)sicurezza non cambiano [...]
Il 18 Gennaio 2008 alle 19:58 Un controllo ogni dieci anni: la Fiom punta il dito sulle ispezioni » eBlog Network - Magazine ha scritto:
[...] Capita però che i rappresentanti, soprattutto nelle piccole realtà, siano parenti dell’imprenditore. Oppure accade che il documento presentato non sia completo come dovrebbe essere. E non sempre per questo si sciopera. La situazione delineata da Gianfranco Tosi, responsabile dell’ufficio salute, ambiente e sicurezza della Fiom-Cgil, è “drammatica”. E il punto, spiega, “non è il rinnovo del contratto o l’aumento salariale. Provvedere alla salute e alla sicurezza di oltre un milione e mezzo di persone è un obbligo. Non è discutibile”. E aggiunge: “Bisogna aumentare i controlli perché siamo arrivati al punto che le ispezioni partono solo in caso di infortuni gravi, quando interviene la magistratura”. Ma soprattutto nonostante i numerosi casi di cronaca lo dimostrino (Thyssen docet) e i dati dell’Inail lo accertino, le aziende si ostinano ancora a non investire in sicurezza. “Gli imprenditori”, spiega Tosi, “si affidano al calcolo delle probabilità. È una prassi ormai che nelle cause di lavoro la maggior parte delle aziende patteggino il 25 per cento della sanzione prevista. E poi i processi durano una vita e le aziende se ne approfittano”. [...]
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