Borse, la paura della recessione Usa provoca perdite in tutto il mondo

Una giornta da dimenticare quella di oggi per le Borse di tutto il mondo con la sola Wall Street “graziata” dalla chiusura dovuta alla festività del Martin Luther King Day ma i cui futures hanno subito un pesante ribasso e che preannunciano per domani una giornata di forti ribassi. Un crollo generalizzato partito in mattinata dall’Asia che ha quasi eguagliato le perdite dell’11 settembre 2001, e che ha bruciato nella sola Europa 437 miliardi di euro, preoccupando i governi e gli organismi internazionali.
Allora gli attacchi alle Torri Gemelle dei terroristi islamici, arrivati in un contesto economico già negativo, provocarono crolli vicini al 10% e innescarono un ciclo di ribassi terminato solo nel marzo 2003 quando partì invece una lunga fase rialzista. Ora quel periodo, spinto dalla vertiginosa crescita delle economie emergenti, pare finito e si teme l’arrivo della recessione negli Stati Uniti che le misure per 150 miliardi di dollari varate dall’amministrazione Bush non sembrano poter arginare.

Ma alla base del calo di oggi c’è una miscela esplosiva di vari fattori: l’onda lunga del crollo del mercato dei mutui subprime, risultato peggiore del previsto e i cui effetti si fanno sentire ora sui bilanci delle grandi banche. Dopo Merrill Lynch a pagare il conto è la tedesca WestLb con perdite per oltre 1 miliardo. Nei guai anche gli assicurativi che coprono il rischio delle emissioni obbligazionarie delle società ma anche le società di investimento e ancora una volta le banche, ad esempio la Bank of China, che con il crollo dei mercati vedono deprezzarsi le loro partecipazioni e sono costrette a maxi svalutazioni rivedendo le loro stime di utili e ricavi.

I ribassi dei listini, spiegano analisti e operatori, provocano quindi vendite generalizzate dei titoli azionari per coprire le perdite e per spostare la liquidità su strumenti più sicuri come le obbligazioni governative in una spirale negativa che affossa sempre di più i mercati. Insomma l’arrivo dell’Orso, termine con il quale si indica una fase di calo duraturo e continuo dei listini mentre il Toro indica uno scenario di rialzi, è ormai realtà. La Morgan Stanley in una nota spiega infatti che non è ancora il momento di tornare a comprare nonostante gli indici siano, rispetto ai massimi degli ultimi mesi, inferiori alla soglia critica del 20%.

Commenti

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Il 22 Gennaio 2008 alle 8:12 Mastella lascia e Prodi vuol dare i numeri. In Parlamento » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] E proprio nel giorno in cui le Borse mondiali danno la sveglia alle economie occidentali con un lunedì così nero che non si vedeva dal 2001, l’Italia resta con il fiato sospeso. [...]

Il 22 Gennaio 2008 alle 11:11 Allarme Borse, all’Ecofin chiedono sangue freddo » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Borse, la paura della recessione Usa provoca perdite in tutto il mondo [...]

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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