
Air One è stata esclusa dalla procedura i vendita di Alitalia senza che il suo piano, messo a punto insieme agli advisor Boston Consulting Group e Sabre Airline Solutions, cui si è aggiunto negli ultimi giorni Seabury, sia stato preso minimamente in considerazione dai consulenti di Alitalia. Questo nonostante il vettore abruzzese avesse più volte manifestato l’interesse ad andare avanti per instaurare una trattativa diretta con Alitalia. L’esclusione sarebbe pertanto illegittima e per questo Air One chiede di essere riammessa alla procedura di vendita.
Con questa la linea d’accusa domani l’avvocato Angelo Clarizia difenderà davanti al Tar del Lazio gli interessi del suo assistito, il patron di Air One Carlo Toto, che contesta su tutta la linea le modalità con cui il Tesoro e il numero uno di Alitalia, Maurizio Prato, hanno deciso di instaurare la trattativa in esclusiva con Air France-Klm. Modalità che secondo i difensori di Toto non corrispondono “a regole certe e trasparenti che la legge prevede, ma che purtroppo non sono state”.
L’appuntamento è per domani alle ore 12 nella sede del Tribunale amministrativo del Lazio per un primo confronto però solo di carattere informale con i legali di Air One. Pertanto è escluso che dal presidente della terza sezione del Tar possa già arrivare un’indicazione sulla richiesta di riammissione da parte del vettore abruzzese. La data dell’udienza non dovrebbe essere fissata non prima 7-8 giorni. Un lasso di tempo in cui la trattativa in corso tra Parigi e Alitalia rimarrà appesa a un filo. La vicenda del consigliere Rai, Angelo Petroni, e quella del generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, insegnano che il Tar del Lazio ha dato di recente parecchio filo da torcere al Tesoro. Quindi un verdetto favorevole ad Air One non è da escludere a priori.
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Per questo motivo il numero uno di Air France, Jean Cyril Spinetta, potrebbe volare a Roma già nelle prossime ora per mettere l’acceleratore alla chiusura del contratto e alla valutazione di Alitalia. Valutazione su cui peserà la richiesta di danni da parte della Sea per 1,25 miliardi a causa dei 255 voli su Malpensa che Alitalia taglierà dalla fine di marzo. Nonostante Prato abbia annunciato battaglia legale, il rischio di dovere sborsare il maxi-risarcimento peserà sul valore della compagnia di bandiera.
Una settimana di tempo in più servirà invece a Toto per mettere a punto la sua cordata con nuovi imprenditori per acquistare Alitalia. Su questo fronte, purtroppo, al di la delle dichiarazioni entusiastiche dell’imprenditore abruzzese e del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, non ci sarebbe alcuna trattativa concreta. Sia Marco Tronchetti Provera che Diana Bracco avrebbero dato un assenso di massima e solo per quote veramente marginali. Per il resto, solo fumo. Lo stesso Corrado Passera, numero uno di Intesa Sanpaolo, fino a quando non ci sarà una trattativa vera e propria tra Alitalia e Toto, non ci pensa minimamente a entrare nel capitale della scatola che controlla Air One, Ap Holding.
- Lunedì 4 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 4 Febbraio 2008 alle 19:37 campeda ha scritto:
Non c’è più Governo e TPS e un tecnico non eletto dal popolo, solo amico di mortadella che dietro consiglio di Nomisma e a fatto già troppi guai se ne deve andare non ha potere di decisione per Alitala solo per assicurarsi una bella mazzetta
dai francesi via queste iene
il nuovo Governo designato dal popolo, deciderà in merito
Campeda
Il 5 Febbraio 2008 alle 8:51 unluca ha scritto:
TPS riuscirebbe a creare confusione anche su un’isola deserta…………
si confonderebbe da solo !
Il 5 Febbraio 2008 alle 13:00 redazione ha scritto:
== ALITALIA: 20 FEBBRAIO PRIMA UDIENZA TAR SU RICORSO AIR ONE =
(AGI) - Roma, 5 feb. - Si terra’ il 20 febbraio la prima udienza del Tar del Lazio per la richiesta di sospensione e merito nel ricorso amministrativo presentato da Air One contro la trattativa in esclusiva concessa dal governo e Alitalia a Air France-Klm. La data e’ stata fissata oggi in una riunione preliminare tra i legali delle parti, che hanno deciso concordemente di non effettuare atti pregiudizievoli mentre il ricorso e’ ancora pendente. Si sono costituiti in giudizio la regione Lombardia, Air France e il Codacons. (AGI)
Il 6 Febbraio 2008 alle 16:15 Si vota il 13 e 14 aprile, senza Prodi. Che però non lascia la politica » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La sua stagione è finita. Chiusa con l’addio di Mastella e la fiducia negata al Senato, giovedì 24 gennaio. Eppure il Professore ha ancora quasi quattro mesi di vita (politica) davanti. Meno dura, rispetto ai 23 mesi di governo, ma di responsabilità: dovrà guidare la gestione corrente del governo, portare il Paese alle urne del 13 14 aprile e provvedere a una serie di nomine importanti. Solo allora Romano Prodi lascerà i Palazzi della politica. Infatti: “Non mi ricandido per le politiche”, rivela il premier in conferenza stampa prima che inizi il Consiglio dei ministri. Addio totale, definitivo? A parte la smentita all’amico Angelo Rovati che lo dichiarava pronto e disponibile a stanziarsi al Colle, a parte l’annuncio di mettersi a fare il nonno a Bologna, in realtà il Professore non smetterà comunque di essere il presidente del Partito democratico, al quale è pronto a dare il proprio sostegno. Meglio: lui del Pd sarà soprattutto il “garante”, il padre nobile, perché la responsabilità della gestione, non manca di sottolineare, è invece nelle mani di Walter Veltroni. I politici, si sa, tendono a restare attaccati alle poltrone, e questa è una delle vecchie abitudini - secondo Prodi - che bisognerebbe cambiare: “Qualcuno doveva dare l’esempio”, dice quindi il premier e così “ho deciso di non ripresentarmi per consentire quel necessario ricambio generazionale”. Questo è il futuro. Ma davanti c’è ancora la responsabilità di governo. Ci sono decisioni da prendere, dossier aperti, una campagna elettorale, che Prodi vuole contribuire a rendere “serena”. Un’impresa che non sembra facile. Il centrodestra non vuol sentir parlare ad esempio di Election day: accorpare le elezioni amministrative e politiche in un unico turno è invece proprio quanto auspicato dal premier. è un modo per far risparmiare alla macchina statale: “Farò ogni sforzo - assicura Prodi - per minimizzare i costi e l’incomodo per gli elettori. Più votazioni saranno raggruppate e meglio sarà per gli stessi cittadini”. Questo non vuol dire che non saranno tenute in considerazione le esigenze delle realtà locali. Un esempio? La Sicilia, che “ha regole diverse dalle altre regioni”. La decisione, se arriverà, arriverà comunque solo fra qualche giorno. Ma questa non è l’unico fronte sul quale dovrà esercitarsi ancora il governo. Alitalia e l’ampia partita della sostituzione dei vertici delle più grandi aziende italiane sono due delle principali questioni rimaste aperte. Due dossier sui quali Prodi mostra di avere le idee chiare. La trattativa con Air France sarà portata avanti “fino in fondo”, dice il Professore: “Faremo certamente il possibile”, aggiunge “perché questa è un’operazione che nessuno, fino ad ora, ha avuto il coraggio di affrontare, pur essendo necessaria ed indispensabile”. Piglio deciso (più di quanto non abbia mostrato coi riottosi alleati dell’ex Unione) per dare un futuro certo alla compagnia di bandiera, mentre sul giro delle nomine è Prodi col freno tirato. Lo spirito con il quale il governo procederà è e sarà bipartisan: “Cercherò di trovare un accordo con l’opposizione, Quantomeno uno scambio approfondito”, promette, “per fare in modo che i due mesi di sfida elettorale siano i più sereni possibile”. [...]
Il 10 Marzo 2008 alle 20:54 tuccio1 ha scritto:
spero che l’alitalia vada in mani di airone, spero che airone vinca il ricorso: sarebbe darsi la zappa sui piedi vendere alitalia ai francesi!
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