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L’appuntamento è di quelli che creano scompiglio anche tra le coalizioni di governo più affiatate. Per questo il buon senso dice che sarebbe il caso di rinviare la scelta a dopo le elezioni politiche del 13 aprile, se non fosse che sulla partita delle nomine pubbliche vigila un arbitro come la Borsa che non vede di buon occhio il fatto che si resti nell’incertezza per tanto tempo. Il risultato? Riconfermare o sostituire i grandi manager pubblici di Eni, Enel, Finmeccanica e Terna sarà quest’anno più arduo del previsto.
Un primo assaggio della gran mole di interessi che circonda la partita si è avuta dallo stesso premier uscente, Romano Prodi, che ha detto chiaramente che “si cercherà di raggiungere con un accordo, o quanto meno avere un approfondito scambio, con l’opposizione”. Il percorso si annuncia però più tortuoso del previsto. Infatti se finora il leader del partito democratico, Walter Veltroni, aveva mantenuto una posizione defilata, negli ultimi giorni avrebbe inviato segnali per niente velati sul fatto di volere voce in capitolo in scelte strategiche per i big di Piazza Affari controllati dallo Stato. Nel dubbio che le prossime lezioni le possa vincere il Pd, meglio non rischiare di trovarsi manager scomodi tra i piedi.
Questo significa che la fila di chi spinge per avere incarichi pubblici crescerà, e un accordo su tre tavoli in una materia del genere potrebbe complicare non poco le cose. Al momento l’unico manager che gode di buone entrature sia nel centrodestra che nel centrosinistra è l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, che peraltro si è guadagnato la riconferma con l’operazione spagnola su Endesa. Più difficile che possa rimanere al suo posto il presidente del gruppo elettrico, Piero Gnudi. Bolognese come Prodi avrebbe avuto più chance se l’inquilino di Palazzo Chigi non fosse cambiato. Ora la sua posizione è in bilico e si vocifera che il suo posto possa essere preso dall’avvocato Augusto Fantozzi. E comunque il grande sogno di Gnudi resta la Rai.
Buone le prospettive anche per Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, che fu messo alla guida del cane ai sei zampe proprio dal governo Berlusconi. Il manager ha continuato a mantenere buoni rapporti con tutti gli schieramenti, ma le vicende in campo internazionale potrebbero pesare sulla riconferma. Non è escluso che possa crescere qualche seconda linea del gruppo Eni.
Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi aumenta la chance per il presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, molto vicino al centrodestra. Se fosse rimasto Prodi, era certo il passaggio di consegne con l’attuale condirettore, Giorgio Zappa. A Guarguaglini, al limite, sarebbe stato offerto solo il ruolo di presidente. Ora le carte si rimescolano.
Resta in pole position anche l’amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, sostenuto soprattutto dalle fondazioni bancarie presenti dalla Cassa Depositi e prestiti che controlla il 29,9% del gruppo elettrico. Il Tesoro non avrebbe invece sciolto la riserva. Più a rischio il presidente di Terna, Luigi Roth. Chi invece pare sia destinato a essere sostituto è il numero uno di Poste Italiane, Massimo Sarmi, così come quello di Tirrena, Franco Pecorini. Sui sostituiti ancora non c’è un consenso condiviso. Ma c’è da giurare che anche le altre partite potranno riservare belle sorprese.
- Mercoledì 6 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 6 Febbraio 2008 alle 18:59 CiroCipolla ha scritto:
La scelta deve essere condivisa tra i migliori managers aziendali.E’ in gioco l’economia italiana.
Il 7 Febbraio 2008 alle 9:24 vincenzod ha scritto:
Troppo comodo per Prodi dire: faremo le nomine insieme. Ma per quale ragione, se hanno perso? Dico, chi si fiderebbe dormire con un serpente a sonagli messo nel tuo letto? Credo che Veltroni abbia ragione, stavolta.
Il 7 Febbraio 2008 alle 10:47 Urne e poltrone, è già iniziata la caccia a quelle del Tesoro » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Manager che contano: i valzer del Palazzo fanno ballare anche le aziende pubbliche [...]
Il 29 Febbraio 2008 alle 15:42 Wind, l’inchiesta si allarga e con Conti e Sawiris sono molti a tremare » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] “Sono estraneo alle accuse. L’operazione Wind è avvenuta nella piena trasparenza e regolarità. Sono a disposizione della magistratura per tutti i chiarimenti che vorrà avere” ha detto Conti ai suoi dipendenti. Ma le rassicurazioni potrebbero non servire in questo momento delicato per il futuro del manager che, prima della bomba scoppiata in Procura, aveva praticamente in tasca la riconferma alla guida di Enel per altri tre anni. Come potrebbero non giovare a Paolo Scaroni, l’attuale numero di Eni che non risulta tra gli indagati, ma all’epoca dei fatti era amministratore delegato di Enel. [...]
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