
Sembra destinato a nuovi colpi di scena lo scontro tra Roberto Speciale, l’ex comandante generale della Guardia di finanza, e il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco. Il 10 marzo infatti il Tribunale dei ministri sentirà proprio l’ex numero uno del corpo sulla denuncia presentata da quest’ultimo alla procura di Roma.
Ma a riservare altre sorprese potrebbe essere la camera di consiglio sul procedimento per abuso d’ufficio e minacce a pubblico ufficiale proprio contro Visco fissata per il 26 febbraio, quando la procura tornerà a chiedere l’archiviazione dopo aver eseguito parte degli approfondimenti chiesti dal giudice Antonio Stipo, presidente aggiunto dei gip di Roma. Quest’ultimo potrebbe accogliere la richiesta oppure formulare l’imputazione coattiva per il braccio destro di Tommaso Padoa-Schioppa.
Che significherebbe la richiesta di rinvio a giudizio. Un’ipotesi non solo scolastica: la procura ha sentito alcune fiamme gialle ritenendo invece superflui altri accertamenti sollecitati dal gip.
Gianluigi Nuzzi
- Venerdì 8 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 20 Febbraio 2008 alle 13:11 De Mita furioso se ne va dal Pd. A raccogliere una Rosa bianca? » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Motivo? Il secco “niet” ricevuto dal segretario del Partito Democratico alla sua ricandidatura alle prossime elezioni politiche. Con la prossima, le legislature di De Mita avrebbero toccato quota 12: troppe per l’ex sindaco di Roma, anche perché lo statuto del nuovo partito parla di un limite massimo di tre mandati, a cui possono essere concesse solo poche deroghe per il gruppo dirigente. Anche per questo, oggi il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco ha annunciato che non si ripresenterà alla prossima tornata elettorale: “largo ai giovani economisti” ha detto, mentre salgono le probabilità di una candidatura del suo “arci-nemico”, l’ex comandante della Guardia di Finanza Roberto Speciale, nelle liste del Popolo delle libertà. [...]
Il 26 Febbraio 2008 alle 19:49 La squadra del Pdl: da Speciale a Contini, senza rinunciare allo “straniero” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Non dite al Cavaliere che sta inseguendo Veltroni. Vi risponderà, dati alla mano, che non è vero: il recupero del Partito democratico nei sondaggi elettorali è un “artefatto”. Perché: “Noi siamo al 46,4%, il Partito democratico è al 36,4. All’Udc danno il 6%, a noi risulta il 3,8″. Quindi Pdl avanti. Anche dal punto di vista della formazione delle liste? A dire il vero quelle che si vanno strutturando nel campo berlusconiano hanno meno impatto mediatico. Ma non è che siano meno sorprendenti. Personaggi nuovi o ben noti, imprenditori, giornalisti, generali, donne e immigrati: le candidature del centrodestra puntano su nomi che hanno anche la valenza di un simbolo. Alcuni li annuncia Silvio Berlusconi al Tg4 di Emilio Fede: “Eugenia Roccella, organizzatrice del Family day; la bravissima giornalista Fiamma Nirenstein; Barbara Contini, nostra governatrice a Nassiryia (la 44enne milanese è stata responsabile dell’Amministrazione provvisoria della provincia irachena di Tiqar, ndr); il generale Roberto Speciale (ex-comandante della Guardia di finanza, protagonista di un memorabile scontro anche giudiziario con Vincenzo Visco, ndr) e una pattuglia di valenti imprenditori”. Il Matteo Colaninno del Pdl sarebbe Maurizio Del Tenno: 34 anni, nato a Sondrio, imprenditore nel campo immobiliare, degli impianti elettrici, presidente nazionale dei Giovani di Confartigianato, fondatore e vicepresidente dei Circoli della libertà con Michela Brambilla. In lista entrerebbe anche Paolo Galimberti, 39 anni, che è subentrato appunto alla Brambilla nel 2007 come presidente dei Giovani di Confcommercio. Da Confindustria, per la precisione dal vertice di Assolombarda, potrebbe arrivare Diana Bracco, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico. Poi ci sono le indiscrezioni sui big. Le novità riguardano in questo caso Forza Italia, con un probabile spostamento di Sandro Bondi dalla Camera al Senato e il ritorno a Montecitorio dell’ex senatore e ministro Beppe Pisanu. Il Pdl è poi alla ricerca di un candidato della comunità musulmana. Tra i nomi Magdi Allam, Khaled Fouad Allam, ex Margherita. Poi Suad Sbau e Dounia Ettaib, entrambe esponenti dell’Associazione donne marocchine, l’ultima aggredita perché chiese di essere parte civile nel processo su Hina. La Lega candiderà a Padova per il Senato un marocchino di religione islamica: Zakaria Najib. Un immigrato nelle liste del Carroccio sembra una contraddizione, ma lui è uno straniero molto particolare. Vive a Cadoneghe, ha sposato un’italiana, dal 1986 ha la nostra cittadinanza ed è stato consigliere comunale della Lega a Cadoneghe. A novembre ha scritto al presidente della Repubblica chiedendo, provocatoriamente, di tornare nello status di extracomunitario con tutte le facilitazioni che, secondo lui, comporta per casa e lavoro. Insomma, con sei settimane e mezzo di campagna elettorale davanti e una dozzina alla presentazione ufficiale delle candidature è partita la girandola di nomi e contatti. Anche se le liste dei “nominati” saranno decise davvero solo all’ultimo minuto. E per trovare la difficile quadratura si dovrà - come ha spiega Paolo Bonaiuti - incrociare bene, territorio per territorio, i nomi di An con quelli di Forza Italia. Magari secondo lo schema 60-30-10: il sessanta per cento dei nomi legati a Forza Italia; il 30 ad An e il 10 ai piccoli partiti. [...]
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