Dopo l’industria del greggio adesso Hugo Rafael Chávez Frías vuole nazionalizzare anche il latte. E a rischiare in Venezuela sono gli impianti di Parmalat e Nestlè. La minaccia di esproprio è arrivata nel corso della sua consueta apparizione televisiva settimanale in cui il presidente ha parlato di “sabotaggio vero e proprio”, dichiarando senza mezzi termini che “se è provato che Nestlé o Parmalat, con diversi mezzi di pressione e ricatto come quello di offrire denaro in anticipo, stanno portando via latte non lavorato o stanno lasciando impianti statali a corto di latte di cui abbiamo bisogno, questo si chiama sabotaggio”. E ha quindi aggiunto che “la Costituzione deve essere applicata e il Governo deve intervenire ad espropriare gli impianti”. L’accusa dunque è stata esplicita.
Secondo Chávez le due aziende alimentari, tra cui la Parmalat a capitale tutto italiano, si starebbero accaparrando la totalità del prodotto, lasciando le aziende statali e le cooperative senza il latte necessario. Agli occhi del leader venezuelano si tratterebbe di una “cospirazione economica” bella e buona, di fronte alla quale il Venezuela tutto è chiamato ad agire “per difendere la sicurezza nazionale”.
Immediate le ripercussioni in borsa. Lunedì 11 febbraio il titolo Parmalat ha segnato una flessione del 2,48%. In calo anche la svizzera Nestlè (-1,74%). E tornano a tremare gli investitori italiani. Dalle periodiche comunicazioni fornite dalla Consob si apprende infatti che IntesaSanpaolo detiene il 2,438% di Parmalat. Più precisamente, il 2,21% è detenuto direttamente, mentre la restante quota fa capo ad altre società del gruppo.
L’ipotesi di esproprio di Parmalat e Nestlè non è che il punto di arrivo di mesi di profonda, e non sempre positiva trasformazione per il Venezuela. Da tempo ormai il paese è a corto di beni alimentari primari come latte, uova, zucchero e carne mentre la politica del governo di Caracas continua a muoversi in una direzione sola: contro gli Stati Uniti e contro le multinazionali. Oltre a Parmalat e Nestlè Chávez, nel corso della sua apparizione televisiva si è scagliato anche contro gli Usa minacciando il governo Bush di tagliare le forniture di petrolio dopo il congelamento di asset venezuelani del valore di 12 miliardi di dollari che Exxon Mobil ha ottenuto da alcuni tribunali nell’ambito della battaglia sugli indennizzi per il piano di nazionalizzazione del petrolio. “Prendi nota, mister Bush, mister Danger” ha urlato l’ex tenente-colonnello dei paracadutisti. “Se ci colpite, noi colpiremo voi e non manderemo più petrolio all’Impero”.
- Martedì 12 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 12 Febbraio 2008 alle 15:30 ppx ha scritto:
Da quel tipo di presidente non ci si poteva aspettare altro, sta conducendo il suo Paese in un oscuro futuro. Peccato.
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