Italia maglia nera dell’Ue. Siamo a crescita piatta

[i](Credits: timsamoff by Flickr)[/i]
Più 0,1% o 0,3%? Questione di centesimi. Sui quali si dividono i giudizi dell’Europa e di Confindustria. Che però concordano nella sostanza: la crescita dell’economia italiana sarà “quasi piatta” nei primi tre mesi del 2008.
A sostenere la prima cifra è la commissione Ue nel rapporto in cui sono contenute le nuove stime sull’andamento del pil dei principali Paesi dell’Ue: “L’attività economica in Italia” spiegano i servizi del commissario agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia “ha rallentato più che nel resto della zona euro nell’ultima parte del 2007, chiudendo l’anno all’1,8%, uno 0,1% in meno del previsto”. Questo - si spiega - è dovuto anche a “fattori eccezionali, come gli scioperi di dicembre nel settore dei trasporti”. Ma il dato 2007 avrà inevitabilmente ripercussioni sul 2008, “con le indicazioni disponibili per la prima parte dell’anno abbastanza negative”, per poi riprendersi in maniera “graduale ma modesta” nei trimestri successivi (+0,2%, +0,3%, +0,3%), chiudendo l’anno con un +0,7%.
Anche l’inflazione resterà intorno al 3% nei primi mesi dell’anno, per poi attestarsi al 2,7% a fine 2008. Nel mirino di Bruxelles non solo il caro-benzina e gli elevati prezzi dei generi alimentari, ma anche “gli aumenti delle tariffe”.
A sostenere invece una crescita di Pil ancor più bassa è il numero uno di Confindustria, Luca di Montezemolo: “Abbiamo accolto senza stupore la revisione al ribasso della crescita italiana, sarà ancora minore se il prezzo del petrolio non scende”, dice commentando i dati sul Pil italiano dell’Ue. “Se il petrolio si manterrà sopra i 90 dollari” ha sottolineato Montezemolo “sarà più vicina allo 0,3% che all’1%. Rischiamo una crescita infinitesimale - ha aggiunto Montezemolo - ma non la recessione”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 21 Febbraio 2008 alle 17:13 Corrado Buccieri ha scritto:

Forse la situazione italiana è più
critica di quello che ci fanno apparire. Deduco questa convinzione da
come sta partendo la campagna elettorale,sbraidano solo i piccoli
partiti che stanno per essere cancellati,mentre i due più grandi partiti,rischiando di andare al governo
usano toni meno aggressivi e con meno
promesse.

Il 21 Febbraio 2008 alle 19:05 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

Che l’attività economica sia rallentata ne siamo ben consci, eppure il commissario, Joaquin Almunia, continua ad adoperare nei confronti del nostro Paese quella sorta d’insoddisfazione cronica. Se andiamo migliorando lo pronuncia con toni bassi, al contrario, rimprovera. Non confidando nell’Almunia di turno, che non sempre offre giudizi obiettivi, spero si avvicendi con altro commissario.

Il 21 Febbraio 2008 alle 20:44 carlo.tosi ha scritto:

Siamo più o meno alla disfatta su tutti i fronti, da quello economico a quello sociale. Non è solo una notizia da TG, ma una realtà che proviamo concretamente ogni momento della nostra giornata. Prezzi alle stelle, lavoro precario, sicurezza sociale sempre meno tutelata ecc. Intanto i nostri politici continuano il loro futile balletto a caccia di alleanze e poltrone. Continuano a lusingarci con vane promesse, faremo..bla..bla..bla..
Sono sempre le solite vecchie facce che si rimescolano in nuove combianzioni. Come possiamo sperare di vedere un nuovo governo con nuova gente e vera volontà di affrontare davvero i problemi che stanno stragolando l’Italia?

Il 22 Febbraio 2008 alle 17:17 Corrado Buccieri ha scritto:

Il debito pubblico è alto,e le risorse
economiche basse.
L’Alitalia poteva essere la prima linea
area dell’Europa,per la cattiva amministrazione è stata ridotta alla
bancarotta.
La Sanità poteva essere un fiore all’occhiello….ma in Sicilia ci sono
12 autisti per ogni ambulanza…chissà
altrove…..e così abbiamo una situazione “minata” che può esplodere
se non si sta attenti a dove mettere
i piedi…questo è l’appiattimento
creato dalla Casta.
Ora ‘rialzati’ Italia, stiamo freschi.

Il 23 Febbraio 2008 alle 8:24 suomi ha scritto:

Con un’inflazione “reale” cosi’ elevata non si è affatto sicuri dell’esattezza dei valori del PIL: è apparso in questi giorni su “Newsweek” un articolo riguardante l’Italia (Agony and ecstasy”),il quale dice testualmente che, dietro musei e belle piazze, si nascondono in Italia problemi profondi. Il “colonnista” Holger Schmieding, capo del centro studi economici europei della Banca d’America, afferma che le esportazioni italiane, componente del PIL, sono palesemente falsificate sin dal 2001. Questa tesi affianca la più nota di Rudiger Dornbusch, esponente del MIT, che affermava già in passato che l’Italia era ferma dal 1990! La caduta libera del potere d’acquisto dei “redditi fissi” fa capire che l’inflazione reale è più elevata di quella ufficialmente dichiarata e che il PIL è sovrastimato forse, aggiungerei, …. per restare nei parametri di Maastricht. A questo punto qualsiasi schieramento politico, se non abbatterà la spesa pubblica in modo concreto e decisivo, penalizzando le clientele dei partiti, farà affondare definitivamente l’Italia che potrebbe essere cacciata dalla zona euro (che non è stato e nè poteva essere il toccasana per risolvere i nodi dell’economia nazionale).

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