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E mentre la campagna elettorale si infiamma sull’abolizione dell’Ici per la prima casa, i Comuni (chi più, chi meno) fanno cassa con la strada e con le contravvenzioni alle infrazioni degli automobilisti. A dirlo, conti all mano, è il Sole 24 Ore, che nell’inchiesta che apre l’edizione del lunedì spiega come nel 2006, anno a cui si riferiscono gli ultimi dati disponibili, l’incremento degli introiti per contravvenzioni sia stato del 16% rispetto al 2005. Due cifre, riportate dal Sole, servono a dare l’idea: nel 2006 (ultimi consuntivi disponibili) i Comuni hanno accertato multe per quasi 1,5 miliardi (1.449 milioni, per essere precisi): in pratica, ogni titolare di una patente attiva in Italia si vede recapitare in un anno un conto medio di 40,6 euro. Aggiungendo le contravvenzioni elevate da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza (237 milioni in tutto), il conto si alza a 47,3 euro. Allora parlare di “tesoretto” non è così sbagliato.
Il Sole ha stilato anche la graduatoria delle città dalla multa più facile e risulta che tra i 104 capoluoghi di provincia italiani è Firenze quella che ha attinto maggiormente dalle tasche degli automobilisti. All’ombra degli Uffizi ogni abitante ha pagato mediamente in un anno la bellezza di 117 euro, vale a dire circa tre volte di più rispetto alla media nazionale. Subito dietro ci sono Caserta, Roma, Brescia e Milano. Per contro, la città meno esigente con chi guida risulta essere Pescara: la media delle infrazioni pagate da ciascuno dei suoi abitanti è infatti di un solo euro. E su valori simili Brindisi, che si piazza al 103esimo posto con 1 euro e dieci per abitante.
Interpellata dal giornale, Tea Albini, assessore fiorentino al Bilancio si giustifica così: “Va detto che ogni giorno raddoppiamo la popolazione, e la maggioranza delle multe riguardano i non residenti. Le multe partono soprattutto dalle telecamere ai varchi dell’ampia ztl e dai foto-red installati ai semafori che hanno ridotto drasticamente i tanti incidenti legati al passaggio con il rosso”.
Il quotidiano diretto da Ferruccio de Bortoli ha poi preso in considerazione gli incrementi percentuali registrati da un anno con l’altro. E in questo caso spicca il dato di Verona che nella classifica generale è solo al 12esimo posto, con una media di 63,1 euro pagati da ogni abitante, ma che rispetto al 2005 ha fatto registrare una crescita nelle contravvenzioni addirittura del 131%. Mai come Catania (+200%), Crotone (+217%) o Oristano (+192%) dove però, nonostante i super aumenti, le quote pro-capite pagate per le multe sono al di sotto della media nazionale, rispettivamente 31, 24 e 9,7 euro (e quest’ultimo numero fa di Crotone la 96esima città capoluogo nella graduatoria generale).
- Lunedì 25 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 26 Febbraio 2008 alle 12:32 limitone ha scritto:
C’è una sola parola: SCHIFO. Siamo completamente defraudati dal governo, dalle regioni e dallo stesso comune di appartenenza. Ogni persona che ha il potere esecutivo in Italia, si inventa come fregare soldi al prossimo, senza un minimo comportamento etico e deontologico; mettiamo il caso dell’ICI, una persona impiega almeno 25 anni della propria vita per avere un tetto. Vi sembra giusto?
Il 26 Febbraio 2008 alle 14:16 fercas ha scritto:
E’ veramente una vergogna! Gli enti locali e non solo hanno trovato il modo, rubando i soldi agli automobilisti, di continuare a sperperare denaro pubblico e mantenere i lauti stipendi dei loro componenti. Con la scusa della tutela della sicurezza hanno impiantato in ogni sito semafori intelligenti e autovelox, così il povero automobilista non può più scansare la multa! Infatti mettono il limite dei 50 o 70 chilometri anche nei centri non abitati e quindi non giustificabili, il tutto per arraffare soldi (furto legalizzato?). La sicurezza si salvaguardia con la presenza materiale della pattuglia, ma così facendo si incasserebbero meno, molto meno soldi. Non capisco perchè questi politici, nel loro programma, non mettono l’abolizione di questi mezzi truffaldini! Cordialità.
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