La guerra degli slot di Malpensa: la Iata boccia Bianchi

Uomini radar al lavoro nella torre di controllo dell'Enav all'aeroporto romano Leonardo Da Vinci
L’associazione dei coordinatori aeroportuali europei, Eu Aca, e la Iata, associazione internazionale dei vettori, bocciano la proposta del ministro dei trasporti Alessandro Bianchi di passare la gestione e l’assegnazione degli slot da Assoclearence a Enav. Secondo i due enti internazionali Enav non sarebbe infatti abbastanza neutrale.
In due comunicazioni al ministro Bianchi le associazioni esprimono le loro perplessità e lo invitano chiaramente a ripensarci. Secondo il presidente di Eu Aca Michiel Van der Zee, un decreto in quel senso sarebbe ”in conflitto sia con la lettera che con lo spirito del regolamento europeo”. ”Ogni stato membro dell’Unione - spiega il presidente dell’associazione con sede in Olanda - deve assicurare l’indipendenza del coordinatore dell’aeroporto separando le funzioni del coordinatore da ogni interesse di parte”.
”L’Enav, autorità dello Stato Italiano, coinvolto direttamente nel sistema tecnico economico degli aeroporti non può essere percepito come neutrale”. ”Vi prego - conclude Van der Zee - si riconsiderare le vostre intenzioni in modo che l’assegnazione degli slot aeroportuali italiani anche nel futuro sia fatta in modo non discriminatorio, da un coordinatore totalmente indipendente”.

Più ferma ancora la contrarietà’ della Iata che, in una comunicazione firmata dal presidente Giovanni Bisignani protesta anche per non essere stata consultata. Dopo avere esposto motivazioni identiche a quelle della Eu Aca sulla non neutralità dell’Enav, la Iata invita il ministro ”ad abbandonare l’iniziativa”.
L’ipotesi di un decreto per assegnare all’Ente nazionale per assistenza al volo la gestione degli slot era stata avanzata nel quadro delle polemiche seguite all’abbandono di Malpensa come hub da parte di Alitalia. Ed aveva raccolto anche l’approvazione da parte sindacale. ”Il modello italiano di Assoclearence è una vera anomalia che andrebbe superata e non può certo essere presentato come un modello di terzietà visto che l’associazione è formata da vettori ed aeroporti”, aveva commentato il segretario generale della Filt Cgil Mauro Rossi convinto ”della centralità del ruolo pubblico o comunque terzo nella gestione di strumenti fondamentali su cui si gioca la libera concorrenza”.
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