
Da 1 miliardo 700 milioni a 2,5 miliardi di euro: è quanto costerebbe allo Stato, o al sistema Italia, in ogni caso al contribuente, accettare alla lettera le clausole imposte dall’Air France- Klm per assorbire l’Alitalia. Una cifra in gran parte da pagare sull’unghia. Vediamo perché, secondo i calcoli di Panorama, sentiti esperti, politici, fonti riservate del ministero dell’Economia e dopo aver consultato documenti dei sindacati e delle altre parti interessate. Il capitolo più rilevante è la richiesta tassativa di chiudere il contenzioso fra la Sea e l’Alitalia. L’azienda che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, presieduta da Giuseppe Bonomi, primo azionista il Comune di Milano, ha depositato presso il tribunale di Busto Arsizio un’azione di risarcimento da 1,25 miliardi per “danno emergente e lucro cessante”, cioè per l’abbandono dello scalo milanese da parte della compagnia aerea. Jean-Cyril Spinetta, numero uno dell’Air France-Klm, pretende dal governo una manleva, cioè la garanzia formale e scritta che si accollerà tutte le spese se la magistratura darà ragione alla Sea. Escluso un decreto, che con le elezioni alle porte non avrebbe neppure i tempi tecnici di conversione in legge, si tratta di accantonare i soldi, come fanno le aziende private per far fronte alle querele. Bonomi ha già detto che la cifra è trattabile, però la causa (appoggiata in pieno dal sindaco di Milano, Letizia Moratti) non è ritirabile. Si potrebbe scendere a 4-500 milioni, cioè al “lucro cessante”, ma solo a condizione che il governo si accolli altri impegni. Anche questi con oneri ancora tutti da verificare. La seconda voce di spesa immediata è il prestito ponte da 300 milioni che il Tesoro dovrebbe concedere all’Alitalia per garantirne la sopravvivenza da qui alla chiusura dell’accordo con l’Air France. Il prestito ha già sollevato i malumori dell’Unione Europea e il Tesoro dovrebbe quindi tentare di ricorrere al mercato. Poi c’è il problema spinoso dei cosiddetti esuberi, le persone a rischio di licenziamento.
È in realtà lo scoglio, anzi un’enorme barriera, contro cui pare destinata a infrangersi l’intera trattativa: Spinetta chiede il sì scritto di tutte le organizzazioni sindacali di piloti, personale di volo e addetti di terra. E mercoledì 19 lo ha ribadito a Roma: senza l’ok sindacale l’assorbimento dell’Alitalia è praticamente impossibile. Il primo incontro, martedì 18 marzo, era andato malissimo; il secondo, dopo preliminari il 20 marzo, dovrebbe tenersi dopo Pasqua. L’ultimatum scade il 31. Nel piano di Spinetta i tagli riguardano 1.600 dipendenti nell’Az Fly, cioè il personale collegato ai voli, e almeno 500 nell’Az Servizi, principalmente la manutenzione. Ma secondo un documento riservato della Cgil gli esuberi raggiungerebbero il totale di 7 mila in tutta Italia, tra aziende che lavorano direttamente per l’Alitalia, come l’Atitech di Napoli, e l’indotto di Malpensa. Paolo Ferrero, ministro uscente della Solidarietà sociale, e il suo collega dei Trasporti, Alessandro Bianchi, hanno sui loro tavoli dossier ancora più pessimistici: 10 mila posti a rischio, dei quali dovrebbe farsi carico lo Stato attivando immediatamente la cassa integrazione. A quale costo? Il governo ha appena firmato una prima procedura di cassa integrazione per 900 dipendenti Sea di Malpensa: 80 milioni in due anni, circa 45 mila euro l’anno per ogni addetto.

Attenzione: questi 900 lavoratori che perdono il posto a causa del taglio dei voli già deciso dall’Alitalia sono in aggiunta ai 7-10 mila stimati da sindacati e governo. Ma procedura e costi sono unanimemente considerati il modello da estendere all’intera operazione. Dunque se gli esuberi saranno 7 mila lo Stato dovrà impegnarsi per 315 milioni l’anno se saliranno a 10 mila per 450 milioni. In aggiunta ai 40 già decisi per 2008 e 2009. Non finisce qui, perché altri 5-700 dipendenti dell’Az Servizi dovrebbero passare alla Fintecna, contenitore nato dalle ceneri dell’Iri per gestire aziende decotte. Anche per questa operazione ci sarebbe un prezzo, da definire.
A questo punto siamo già a 1,25 miliardi di euro da stanziare subito nella migliore delle ipotesi, quella dell’accordo extragiudiziale con la Sea. A 2 miliardi nella peggiore. Per limitarci però ai soli costi vivi. Alla lista va aggiunta la svalutazione dell’offerta “cash” per le azioni Alitalia da parte dell’Air France-Klm. Erano 485,3 milioni a dicembre 2007, si sono ridotti a 138,5 oggi. Dunque circa 347 milioni di minori introiti, giustificati da Spinetta con l’incrocio tra perdita di valore in questi tre mesi dell’Alitalia e calo della capitalizzazione dell’Air France-Klm in borsa: l’offerta è infatti di un’azione Air France ogni 160 Alitalia, stimate a Parigi e Amsterdam meno di 10 centesimi. Questo calcolo trascina un’ulteriore conseguenza: al Tesoro viene offerto non più il 3,2 per cento dell’eventuale nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia, bensì l’1,5. Quanto pesa questa perdita? Dipende dalle oscillazioni del mercato: oggi incide tra gli 80 e i 140 milioni. In compenso i francesi migliorano la proposta di aumento di capitale: 1 miliardo anziché 750 milioni. Al conto immediato vanno aggiunte le spese per i prossimi anni. Solo per gli ammortizzatori sociali non meno di 200 milioni l’anno da qui al 2011-2012, 150 dei quali per la sola Lombardia.
E se nella ricca Padania i lavoratori potrebbero riconvertirsi più facilmente, è anche vero che un documento dello Studio Ambrosetti calcola in un punto percentuale del pil della Lombardia l’impatto globale del ridimensionamento di Malpensa sull’economia della regione. Di quanto stiamo parlando? Della bellezza di 3 miliardi di euro; cioè la riduzione della crescita del pil lombardo nel 2008 dal 3,5 al 2,5 per cento.

È ragionando su queste cifre che nel governo, nel Partito democratico e alleati (su tutti, Antonio Di Pietro) sta montando la rabbia nei confronti di Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa. “La sola Malpensa vale dieci volte l’Alitalia, ci abbiamo investito 20 miliardi” protesta Di Pietro. “Questa operazione non ha senso”: Walter Veltroni invoca gradualità per Malpensa, in pratica sembra convertirsi alla moratoria chiesta inutilmente da mesi dal governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni per trovare altre compagnie aeree che rimpiazzino l’Alitalia. Questione che si scontra con un’altra clausola imposta da Spinetta, che cioè vengano mantenuti gli slot, ma questo impedirebbe ad altre compagnie di offrire collegamenti alternativi tra Milano e il mondo.
A sinistra si litiga furiosamente e si invocano soluzioni bipartisan. Cioè concordate con Silvio Berlusconi, con la Lega e con An. Quasi certamente il Cavaliere finirà per trovarsi la grana sul tavolo, se vincerà le elezioni. Nel frattempo, come si è chiesto il Financial Times, si capirà se “Spinetta vuol fare il check-in o il check-out dall’Alitalia”. Se insomma la sua offerta capestro sia in realtà un modo per sfilarsi. Lasciando al futuro governo di Roma due possibilità : il commissariamento dell’Alitalia o una cordata tricolore che risorga all’orizzonte. Berlusconi è tra i pochi a crederci.
LEGGI ANCHE: Il dossier Alitalia -I DOCUMENTI: Il comunicato di Air France - Il comunicato dell’Anpac - La lettera di Air France-Klm ad Alitalia - La lettera di Alitalia al Ministero dell’Economia. - Il FORUM
- Venerdì 21 Marzo 2008
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Commenti
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Il 21 Marzo 2008 alle 10:46 alcambi ha scritto:
Dato che regalare Alitalia ai franceci
ci costerebbe mediamente non meno di
2 miliardi di Euro, proporrei la seguente soluzione:
Con 1,5 miliardi si può acquistare
addirittura 1l 40% di AIR France.
Ci rimarrebbero 500 mil. da investire
unitamente ai dividendi spettanti.
alcambi
Il 21 Marzo 2008 alle 12:46 nhico ha scritto:
Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa stanno facendo davvero le cose alla carlona, mentre i sindacati, quei sindacati che, c’è da scommettere, con Berlusconi a Palazzo Chigi indiranno scioperi anche per contestare il volo delle farfalle, se ne stanno muti e con la coda tra le gambe. Cosi oltre a cedere la nostra compagnia di bandiera per un piatto di lenticchie, a mettere sulla strada migliaia e migliaia di lavoratori, corriamo anche il rischio di sborsare un numero imprecisato di miliardi di euro. E chi sa quante altre brutte cose ci sono tra le pieghe di un accordo fatto con la testa nel sacco e mentre Veltroni continua a cantarci le sue ninne nanne sul nuovo PD.
Il 21 Marzo 2008 alle 13:38 vincenzod ha scritto:
Caro Direttore vuol vedere che Berlusconi, dopo aver promesso e fatto si scatena un POOL di magistrati e dargli addosso come fecero con la SME? In poche parole, svendi l’Italia e la fai franca anzi ti fanno Presidente di questo e di quello, vendi al meglio un’Azienda di Stato e ti mettono sulla graticola per 10 / 12 anni!Vincenzo Alias Il Contadino-Matera- enzoaliasilcontadino@alice.it
Il 22 Marzo 2008 alle 12:15 Alitalia, ancora aperte le trattative per la cordata » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesi n Alitalia: la compagnia di bandiera resterà italiana o diventerà francese? [...]
Il 22 Marzo 2008 alle 14:08 faustino ha scritto:
Tantissimo, regalare un patrimonio tecnico e strategico, per pochi euro ai francesi, è una cosa ridicola.
Il 24 Marzo 2008 alle 7:26 tigercat ha scritto:
Alitalia deve restare italiana…nelle mani di imprenditori italiani. Come riporta il Financial Times Alitalia rimane tra le prime 20 linee aeree al mondo. Sta attraversando un periodo di pessima gestione…ma regalare un simile patrimonio sarebbe da pazzi!!
Il 24 Marzo 2008 alle 15:57 » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] tigercat su Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesitigercat su Alitalia, ancora aperte le trattative per la cordatafaustino su Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesiAlitalia, ancora aperte le trattative per la cordata » Panorama.it - Economia su Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesiCorrado Buccieri su Alitalia, per Berlusconi una cordata italiana può ancora salvarla [...]
Il 24 Marzo 2008 alle 16:03 Alitalia, Prodi dice sì alla cordata italiana » Panorama.it - Economia ha scritto:
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Il 29 Marzo 2008 alle 10:31 Alitalia, l’agonia colpevole per colpevole » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesi - Il dossier Alitalia. Il FORUM [...]
Il 17 Gennaio 2009 alle 22:46 Codacons-Alitalia (Gerò medita) | hilpers ha scritto:
[...] Re: Codacons-Alitalia (Gerò medita) "Little bony" > Senti ma UNIP.MI ? > > stanno nel conto di famiglia? > > hi hi hi hi hi senti leggite pure questo invece de pensa alle cazate http://blog.panorama.it/econom.....-francesi/ [...]
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