
Siamo entrati nella settimana decisiva per il futuro di Alitalia. Martedì le nove sigle sindacali dei dipendenti della compagnia tornano a incontrare il presidente del gruppo Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta: è il secondo round di riunioni nel tentativo di trovare un accordo. Per arrivare a un’intesa il termine fissato era quello del 31 marzo, ma Spinetta si è detto pronta a trattare ad “oltranza”, anche oltre la data indicata, per assicurarsi l’acquisizione del gruppo italiano. Spinetta, che era già giunto nella capitale lo scorso lunedì per un primo incontro con i sindacati, è sbarcato all’aeroporto di Fiumicino alle 21.15 di lunedì con un volo proveniente da Parigi. A differenza delle due volte precedenti, che per raggiungere la capitale si era servito di aerei Alitalia, questa volta ha viaggiato con un volo di linea Air France da Parigi.
Per assecondare le istanze sindacali, che chiedono il minor impatto occupazionale possibile, Spinetta presenterebbe una moratoria di 8 anni per Az Service. La proposta francese riguarderebbe il rinnovo del contratto di Alitalia con Az Service per otto anni, al termine dei quali il management potrebbe decidere di quali servizi continuare ad usufruire e quali invece dismettere.
Resterebbero comunque confermati gli oltre 500 esuberi in Az Service già indicati dal numero Uno della compagnia franco-olandese. Secondo altre fonti sindacali, novità potrebbero riguardare anche il perimetro di acquisizioni e, in tale quadro, Az Airport potrebbe essere rilevata in una quota maggiore rispetto alla formulazione originaria della proposta.
Lunedì è stato anche il giorno dello scontro tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e i sindacati. Il premier aveva invitato i sindacati a essere “responsabili” e di “pensare al futuro dell’azienda”. Il premier, in una intervista a Sky, aveva ricordato anche che uno dei possibili acquirenti, la tedesca Lufthansa, era interessata, ma il suo interesse “È venuto meno quando il supervisory board, formato anche da sindacalisti, ha incontrato i sindacati italiani”.
Parole alle quali i vertici di Cgil, Cisl e Uil non hanno tardato a replicare. “Il nostro senso di responsabilità è fuori discussione anche in questa circostanza e anche a fronte delle molte incongruenze del governo”, è stata la risposta del segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. “È proprio la responsabilità verso il Paese” ha proseguito “che ci porta a chiedere ad Air France di modificare il piano per avere più investimenti sulla flotta, per conservare la manutenzione in Italia e per dare un’equa soluzione al problema di Malpensa”.
Ma oltre alla reprimenda delle parti sociali, il professore ha dovuto assistere anche allo scontro tra ministri. Particolarmente duro quello tra il ministro per il Commercio estero Emma Bonino ha attaccato, dai microfoni di Radio Radicale, il collega dei Trasporti Alessandro Bianchi (Pdci). “Trovo sconcertante” ha detto “la dichiarazione di ieri del Ministro dei Trasporti Bianchi, che avrebbe detto che la liquidità di Alitalia basterebbe per tutto l’anno. È sconcertante che lo dica il ministro dei Trasporti, competente sulla materia, perchè basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni”.
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- Martedì 25 Marzo 2008
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Commenti
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Il 25 Marzo 2008 alle 12:28 nhico ha scritto:
Il tiro alla fune tra una cordata che vuole regalare la compagnia, accollandosi tutti i gravami presenti e futuri, e l’altra che la vuole salvare innalzando cortine fumogene. E nel mezzo i sindacati, gli unici veri colpevoli di questo sfacelo, ad accumulare, in questo caso, mota sulle ali. Insomma, l’Italia di sempre.
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