- Tags: Alitalia, carovita, fast-food, imprenditore, maiale, Paolo-Cevoli, pensioni, Pil, precarietà, tasse, treni
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di Marco Cobianchi
Questa è un’intervista a un imprenditore, e non c’è niente da ridere. Perché Paolo Cevoli, uno dei più applauditi comici di Zelig, prima l’imprenditore l’ha fatto per davvero. Riminese di nascita, bolognese d’adozione, applica l’inossidabile legge del mercato: fino a quando il prodotto tira io ci sono, poi si vedrà. Una logica che ha iniziato ad applicare fin dal 1983, quando fu tra i primi a introdurre in Italia i ristoranti fast food con la catena Italy & Italy. Chi ha lavorato con lui giura che tutti i suoi personaggi sono nati proprio negli uffici della Italy & Italy, quando il Paolo Cevoli artista premeva per uscire dal Paolo Cevoli imprenditore.
Dottor Cevoli… dottore?
Come no, ho fatto giurisprudenza perché volevo diventare il giornalista. Poi, invece, appena laureato ho messo in piedi un fast food: nel 1983 ancora non esistevano in Italia. Il primo l’ho aperto a Rimini, si chiamava Italy & Italy. In pochi anni ne ho aperti 13. Poi io e i miei soci li abbiamo venduti al gruppo Cremonini e quando la Cremonini li ha venduti alla McDonald’s ce ne siamo andati. Poi con altri due amici di mestiere aprivamo e vendevamo locali: ne abbiamo aperti e venduti 14.
Secializzato nelle start-up…
Sì. E mentre lo facevo utilizzavo tutti i termini degli imprenditori. Per esempio: il business plan, che serve per pianificare oggi le pataccate che farai domani. Oppure il Crm, che è un sistema per far sentire il cliente amato prendendolo in giro. Oppure il budget, che è una roba che devi fare più bella che puoi e poi portarla alla banca se vuoi che ti diano i soldi.
Cevoli ha fatto tv, cinema e teatro. Manca solo il libro.
Uno l’ho già scritto, si chiamava Cent’anni di Roncofritto, raccontava di Palmiro Cangini, l’assessore alle Varie ed eventuali di un comune romagnolo. Il secondo uscirà tra un mese e sarà un thriller. Si vive solo 2-300 volte.
Parliamo di cose serie: i partiti.
Ormai sono una proprietà privata. Funziona che uno si fa il suo partito, ci mette dentro un po’ di amici e via che si va. Farsi un partito è il nuovo segno distintivo del lusso italiano. È uno status symbol. Uno una volta si faceva la Ferrari, oggi si fa un partito. Però io credo che alla fine si andrà verso il partito unico, un partitone grande grande che avrà come simbolo fiamma e martello. Sarà trasversale, duble face, va bene d’estate e d’inverno, elegante ma non impegna…
Cosa pensa dell’inarrestabile aumento dei prezzi?
Allora: i prezzi si aumentano da soli, sui bancali dei supermercati, con le spore che vagano per le corsie. I commercianti si stupiscono anche loro: ma come, dicono, ho lasciato la pasta ieri sera che costava 1 euro e stamattina costa 1,10 euro, com’è possibile? Anche loro non riescono a darsi una spiegazione.
Le piace di più fare il comico o l’imprenditore?
Entrambe le cose. Adesso sono nella fase in cui si smettono i panni dei personaggi che si sono creati e si diventa semplicemente se stessi. Io d’ora in poi sarò Paolo Cevoli il comico.
E fino a quando sarà Paolo Cevoli, comico?
Non lo so, dipenderà dal mercato, dalla domanda di comicità. In effetti io sono parte della bolla speculativa dello show business. Io sono una bolla. Poi bisogna vedere fino a quando Paolo Cevoli ha la vena di sparare pataccate. Diciamo che io ho trovato una business idea, che sono io, e la sfrutto fino a quando ci sarà la domanda

Parla Teddy Casadey
Questa è un’intervista a un imprenditore, e non c’è niente da ridere. Anche perché è l’ultima che Teddy Casadey, fondatore dell’omonimo maialificio romagnolo, ha deciso di dare. Casadey si ritira e torna nella fantasia del suo inventore, Paolo Cevoli, che in lui ha infuso la sua esperienza di imprenditore vero, caparbio e ottimista, arruffone e geniale, uno che riesce a produrre il maiale demaialinizzato da vendere nei mercati arabi.
Dottor Casadey, come vede la situazione economica italiana?
Il pil, prodotto interno lordo, va male, infatti dovrebbe essere sostituito da un nuovo indicatore, il pim, prodotto interno magro, perché qua di lordo non c’è più niente, non c’è né il lordo né il lardo. Anche il tasso di colesterolo. Il benessere, che da sempre gira intorno al maiale e al sesso, non c’è più.
Come definirebbe l’andamento della borsa italiana?
Quando va bene si dice che c’è il toro, quando va male che c’è l’orso. L’Italia va così male che dovrebbe avere il cane. La borsa italiana è indietro come le palle del cane.
Il petrolio è arrivato a oltre 100 dollari al barile.
Un disastro: ormai chi si può permettere di comprare un barile di petrolio? Nessuno. Ormai lo si compra sfuso, a fiaschi.
Le famiglie non arrivano più a fine mese. Lei cosa suggerisce?
Allora: il mio consiglio alla classe politica è che dopo il 25 si riparte da 1. E quella settimana lì che manca, basta, non c’è più. Tanto, che te ne fai?
Lei come ha risolto il problema dell’aumento dei prezzi?
Il maiale Casadey lo si può pagare in comode rate. Te compri 2 chili di prosciutto? Te i 2 chili li ricevi a casa tagliati fini, un po’ ogni mese, con l’addebito sulla carta di credito.
Le tasse sono troppo alte?
Io mi chiedo: ma perché pagare le tasse? Perché? Basta che fai dell’Italia un grande paradiso fiscale così quelli del Liechtenstein ci portano a noi i nostri soldi, noi ce li sputtaniamo e poi gli vendiamo l’elenco di chi ce li ha dati e facciamo gli sboroni.
I fondi comuni sono in crisi. Come mai?
La nuova forma di risparmio è il mattone. Sotto.
E lei dove li mette i suoi risparmi?
Nel maiale. Sempre sotto.
La forza dell’euro non aiuta l’export.
Bisogna andare nei mercati vergini. Io, per esempio, sono andato in Arabia dove ho lanciato il maiale demaialinizzato. Il maialight, senza maialinismo.
È d’accordo sulla vendita dell’Alitalia all’Air France?
Qui io la penso così. Che l’azienda deve diversificare. Basta con tutti ’sti aerei che vanno su e giù e su e giù. L’Alitalia deve avere una nuova mission: collegare la Romagna con la Croazia con un’ovovia. Così i turisti stanno in albergo da noi e vanno a fare il bagno in Croazia. A metà strada un bel fast food di salsicce, che in agosto è pure il momento giusto.
Come risolverebbe il problema dei treni in ritardo?
Ma in ritardo rispetto a cosa? Rispetto all’Inghilterra, vabbe’, ma io mica posso andare a prendere il treno a Londra se devo andare a Cesena. È che abbiamo delle aspettative troppo alte. Per esempio: rispetto ai treni africani, i nostri sono puntualissimi. E allora vede che il problema è solo rifare gli orari dei treni. Basta scrivere che il dato treno arriva a destinazione tra le 9 e le 9 e un quarto, massimo 9 e mezzo, ma raramente. Intanto che aspetti ti prendi un caffè o leggi il giornale che ti passi il tempo.
Che fare per risolvere il problema del lavoro?
Oh, il lavoro. Il lavoro è la vera piaga sociale dell’Italia. Per noi il lavoro è un fastidio. E i politici la devono smettere di promettere posti di lavoro in più che poi si lamentano se perdono le elezioni. Devono promettere 1 milione di posti in meno. Allora vedi come ti votano! Questa è una cosa che la politica non ha capito perché è lontana dalla gente.
Secondo lei le pensioni vanno aumentate?
Io dico che bisognerebbe fare un bel programma di sfoltimento e invece di pagare la pensione intera, bisogna fare come a Rimini: dargli la mezza pensione. Se va bene, bene, sennò c… tuoi
Il VIDEO da YouTube con le performance di Teddy Casadey a Zelig
- Mercoledì 26 Marzo 2008

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