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Il gruppo Air France Klm ha abbandonato il tavolo di trattativa dell’Alitalia. La decisione è maturata dopo la presentazione della controproposta avanzata dalle otto sigle sindacali in base alla quale si chiedeva che non fossero chiuse le attività cargo e che fosse dismesso un numero minore di aerei. ”Questa proposta non è accettabile perché non rientra nel mio mandato” ha detto il numero uno del gruppo Jean Cyril Spinetta per spiegare il suo gesto.
di Guido Fontanelli
Il titolo sembra inoffensivo: “Convenzione per l’attribuzione di servizi di trasporto aereo di linea extra-comunitario”. Ma nelle 8 pagine, più 4 di allegati, del documento confidenziale che Panorama ha potuto consultare, c’è uno dei punti più importanti e controversi della trattativa tra Alitalia e Air France. Tanto da provocare qualche mal di pancia all’interno del governo uscente e l’ira delle altre compagnie aeree italiane.
La convenzione definisce il portafoglio di diritti di traffico dell’Alitalia su una sessantina di rotte extra-comunitarie ed è stata firmata il 14 marzo tra l’Enac, l’ente che vigila sul trasporto aereo in Italia, e l’ex compagnia di bandiera. La data è importante: proprio quel giorno l’Air France ha presentato la sua offerta vincolante per acquistare l’Alitalia. E tra le condizioni a cui il contratto era subordinato c’è anche “il mantenimento dell’attuale portafoglio dei diritti di traffico internazionali della compagnia” per almeno 5 anni. Una condizione importante: se non verrà rispettata, ogni impegno verso lo Stato italiano decadrebbe, anche dopo la firma del contratto.
Il ministero dell’Economia, che possiede il 49,9 per cento dell’Alitalia, doveva aver ben chiaro questo aspetto, visto che nella convenzione si fa esplicito riferimento ad una comunicazione arrivata proprio dal ministero all’Enac il giorno precedente, cioè il 13 marzo, evidentemente per solleciare la firma di un documento che stava tanto a cuore all’Air France. Ovvio: le rotte sono uno dei patrimoni più importanti di una compagnia aerea.
Nella convenzione si assegnano all’Alitalia 63 diritti di volo, frutto di accordi intergovernativi. Alcuni sono di tipo “a mono-designazione”: soltanto un vettore nazionale di ciascun paese può operare i collegamenti con l’altro. In base al documento, l’Enac consegna all’Alitalia (e quindi al gruppo Air France nel caso di acquisizione) per esempio le rotte verso Arabia Saudita, Colombia, Filippine, Giordania, Libia, Macedonia, Nepal, Perù, Somalia, Angola, Iraq, Panama. A questi paesi si aggiungono Corea del Sud, Kuwait, Malaysia e Taiwan, rotte a mono-designazione che Alitalia oggi raggiunge attraverso accordi di code share con altre compagnie. Inoltre la convenzione attribuisce all’Alitalia i diritti di volo che non ha mai utilizzato o ha cessato di utilizzare nel corso degli anni e che quindi erano tornati in capo all’Enac stessa (come Australia, Cile, Etiopia, India, Rep. Dominicana, Singapore, Sud Africa, Yemen).
Se questi diritti verranno assegnati al nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia per 5 anni, sostengono i concorrenti, di fatto si impedirà a qualsiasi altra compagnia italiana di fornire un servizio verso quelle destinazioni, bloccando il mercato.
Va aggiunto che di quelle 63 rotte, meno della metà attualmente sono operate oggi dall’Alitalia, sostengono fonti del settore.
Non solo: la convenzione trasferisce all’Alitalia anche i diritti della Volare (per esempio verso Mauritius, Maldive, Cuba e Jamaica), società rilevata dalla ex compagnia di bandiera attraverso un’asta che è stata però contestata e che si dovrà rifare: l’attribuzione di queste rotte sarebbe dunque illegittima.
Nella convenzione, inoltre, l’Enac si impegna con l’Alitalia a mantenere le designazioni degli attuali diritti di traffico; a non discriminare Alitalia in future assegnazioni (impegno che di solito l’Enac non prende nelle convenzioni con altre compagnie); ad appoggiare Alitalia ove le autorità straniere obiettassero alla sua designazione (forse perché non sarà più italiana?).
Ultima “chicca” nella convenzione, di cui il ministero del Trasporti non sembra fosse a conoscenza, riguarda lo stato di salute dell’Alitalia: nel documento si sostiene testualmente che la compagnia “risulta essere in possesso dei requisiti economico, finanziari” e “dei requisiti tecnici” per esercitare i diritti di traffico. Ma è evidente che la flotta a lungo raggio molto ridotta di cui dispone non potrà mai consentire di raggiungere tutte queste destinazioni. E poi, non è lo stesso ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa a ripetere che la situazione finanziaria della società è “cronicamente in rosso”?
- Mercoledì 2 Aprile 2008
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Commenti
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Il 2 Aprile 2008 alle 18:54 nhico ha scritto:
Quale interesse ha il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa in quest’affare? E perché tutte queste trattative sono state segrete? E perché il suo collega Di Pietro, sempre pronto a denunciare presso le procure di mezza Italia gli avversari politici per un non nulla, tace? A pensare male, spesso si indovina, anche perché gli aut aut che di continuo lancia Tps non lasciano proprio sereni.
Il 9 Aprile 2008 alle 11:25 DestraLab » Tutte le rotte ha scritto:
[...] Tutte le rotte dell’accordo segreto con l’Enac. Il titolo sembra inoffensivo: “Convenzione per l’attribuzione di servizi di trasporto aereo di linea extra-comunitario”. […] In base al documento, l’Enac consegna all’Alitalia (e quindi al gruppo Air France nel caso di acquisizione) per esempio le rotte verso Arabia Saudita, Colombia, Filippine, Giordania, Libia, Macedonia, Nepal, Perù, Somalia, Angola, Iraq, Panama. A questi paesi si aggiungono Corea del Sud, Kuwait, Malaysia e Taiwan, rotte a mono-designazione che Alitalia oggi raggiunge attraverso accordi di code share con altre compagnie. Inoltre la convenzione attribuisce all’Alitalia i diritti di volo che non ha mai utilizzato o ha cessato di utilizzare nel corso degli anni e che quindi erano tornati in capo all’Enac stessa (come Australia, Cile, Etiopia, India, Rep. Dominicana, Singapore, Sud Africa, Yemen). Se questi diritti verranno assegnati al nuovo gruppo Air France-Klm-Alitalia per 5 anni, sostengono i concorrenti, di fatto si impedirà a qualsiasi altra compagnia italiana di fornire un servizio verso quelle destinazioni, bloccando il mercato. Va aggiunto che di quelle 63 rotte, meno della metà attualmente sono operate oggi dall’Alitalia, sostengono fonti del settore. Non solo: la convenzione trasferisce all’Alitalia anche i diritti della Volare (per esempio verso Mauritius, Maldive, Cuba e Jamaica), società rilevata dalla ex compagnia di bandiera attraverso un’asta che è stata però contestata e che si dovrà rifare: l’attribuzione di queste rotte sarebbe dunque illegittima. [...]
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