Pressing della Bce per i conti: “Avanti con il risanamento”

Jean-Claude Trichet, presidente della Bce | Ansa

La crescita economica in Europa rischia altre virate verso il basso per colpa delle tempeste dei mercati finanziari e di ulteriori rincari di energia e alimentari e resta alto il pericolo inflazione. A lanciare l’allarme è la Bce, che mette in guardia dal rischio di innescare una spirale salari-prezzi con aumenti degli stipendi ed esorta i Paesi con squilibri di bilancio a impegnarsi sempre di più sul risanamento dei conti.
Dal bollettino della Bce arrivano dunque ancora una volta segnali inquietanti sulle prospettive economiche di Eurolandia, stretta fra redditi inchiodati, crescita pressochè inesistente e un’inflazione letteralmente alle stelle. Se l’economia nel 2008 vedrà aumentare il Pil complessivo dell’area euro, si tratterà di una crescita “in misura minore rispetto al 2007″ e “a ritmi moderati”. L’Eurotower sottolinea che “resta elevata ‘incertezza riguardo a tali prospettive di crescita, per le quali prevalgono inoltre rischi al ribasso”, collegati principalmente “alle turbolenze dei mercati finanziari” e a “ulteriori rincari imprevisti dei prodotti energetici e alimentari”.
Una situazione densa di incognite, quella che stiamo vivendo a livello globale, tra crescita in frenata in Europa e rischio recessione sempre più concreto negli Usa, che porta nuove ombre anche sui conti pubblici di molti Paesi.
Ed ecco infatti, puntuale, l’avvertimento lanciato da Francoforte ai governi: “E’ probabile che si generino ulteriori pressioni sui conti pubblici” nell’area euro nel 2008 e “i Paesi che presentano squilibri di bilancio sono sollecitati a compiere ulteriori progressi sulla via del risanamento strutturale”. La Bce sottolinea dunque come “nella fase attuale politiche di bilancio particolarmente prudenti e orientate alla stabilità contribuirebbero anche a contenere le politiche inflazionistiche”.
E proprio l’inflazione resta la preoccupazione numero uno per l’Eurotower. I fattori che potrebbero innescare rischi di ulteriori rialzi nel trend dei prezzi sono il petrolio e i prodotti alimentari, ma anche la gestione dei salari. “Le informazioni più recenti” si legge sul bollettino “confermano l’esistenza di forti pressioni al rialzo sull’inflazione nel breve periodo” e anche le prospettive nel medio “restano chiaramente soggette a rischi al rialzo”. Questi pericoli, sottolineano all’Eurotower, nascono dalla “possibilità di ulteriori rincari dei prodotti energetici e alimentari, nonchèd i incrementi dei prezzi amministrati e delle imposte indirette in aggiunta a quelli previsti finora”. Ma soprattutto la Bce sottolinea che “esiste il rischio che il processo di formazione di salari e prezzi acuisca le pressioni inflazionistiche”.
In particolare, potrebbe essere superiore alle attese il potere di formazione dei prezzi delle imprese nelle fasce di mercato a bassa concorrenza, mentre “si potrebbe generare una crescita salariale più vigorosa del previsto”. Ed ecco dunque ancora la raccomandazione: evitare di legare i salari all’inflazione perchè ciò comporta “il rischio che choc al rialzo sull’inflazione inneschino una spirale salari-prezzi con ricadute negative sull’occupazione e sulla competitività dei Paesi coinvolti”.

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