
Le elezioni sono state la sconfitta della “casta dei professionisti del veto”, ma anche la conferma che i lavoratori “sono molto più vicini alle posizioni degli imprenditori che a quelle dei sindacalisti”: così Luca Cordero di Montezemolo critica i sindacati. C’è la platea delle grandi occasioni per l’ultimo discorso ‘ufficiale’ del presidente uscente di Confindustria: più di duemila imprenditori, tutti i presidenti del sistema confindustriale, nomi illustri come Sergio Marchionne, Mario Drago, Roberto Colaninno, Corrado Passera, José Manuel Barroso, Gabriele Galateri di Genola. E, naturalmente, la presidente in pectore, Emma Marcegaglia.
Per Montezemolo è ora che “che il sindacato apra gli occhi e si confronti con il mondo reale, rinunciando a pratiche vecchie, come quegli scioperi rituali e inutili che ogni due anni accompagnano puntualmente i rinnovi contrattuali. Riti logori e vanamente costosi per i lavoratori e per le imprese”. Una situazione paradossale, quella della rappresentanza del lavoro, che fa sì che “i lavoratori non si sentano più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di dare risposte vere ai loro problemi concreti. E sono molto piu’ vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti”. Gli fa eco l’amministratore delegato di Fiat, Marchionne: riferendosi all’ultimo rinnovo contrattuale dei metalmeccanici ha sostenuto la necessità di “cambiare le regole del gioco, in fretta” perché quello è un esempio “di come non si devono fare le cose”. Ma, secondo Montezemolo, dal voto e dalla sconfitta di una sinistra definita “anti-imprese e anti-mercato” arriva un altro segnale che non si può lasciar cadere: la necessità di dare il via “ad una grande, decisa, radicale stagione di riforme”, istituzionali ed economiche. Per questo è da accogliere positivamente l’annuncio del premier in pectore Silvio Berlusconi di voler portare al primo Consiglio dei Ministri la detassazione degli straordinari. ”Non si tratta solo di un provvedimento che va nella giusta direzione ed è gradito ai lavoratori, perché ne vedono i benefici” ha commentato il numero uno di Viale dell’ Astronomia” è anche un’inversione di tendenza di fondamentale portata nel modello di relazioni industriali”. Bisogna poi mettere mano “ad una profonda riforma del welfare, con un mercato del lavoro più selettivo e flessibile”.
I sindacati sollevano gli scudi. Secca la risposta del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: ribatte sottolineando tuttavia di non voler dare spazio a risse. “Con le sue dichiarazioni” afferma Epifani “il presidente di Confindustria sta soffiando sul fuoco di una condizione sociale molto pesante”. Parla di populismo che non serve al Paese, invece, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che proprio oggi aveva chiesto un patto di tutte le forze sociali per tracciare una sorta di avviso comune sui nodi dell’economia. Sarcastica la replica del leader della Uil, Luigi Angeletti: “Se fosse così saremmo tutti contenti. Gli industriali trattassero meglio i lavoratori, così questi saranno ancora più vicini”.
- Venerdì 18 Aprile 2008

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Commenti
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Il 19 Aprile 2008 alle 11:41 ugoo ha scritto:
Sarcastica la replica del leader della Uil, Luigi Angeletti: “Se fosse così saremmo tutti contenti. Gli industriali trattassero meglio i lavoratori, così questi saranno ancora più vicini”.
Senza entrare nel merito della questione: non sarebbe meglio che “Costoro” imparassero anche a scrivere in italiano corretto?
Il 19 Aprile 2008 alle 11:45 ugoo ha scritto:
pardon! “parlare in modo corretto”
Il 19 Aprile 2008 alle 13:19 berck ha scritto:
Sindacati…
sicuramente è vero ciò che dice Luca Cordero di Montezemolo, persona sicuramente non legittimata parlare a favore dei lavoratori, ma che ha avuto comunque l’intuito di capire la frattura esistente fra lavoratori e sindacato da almeno 10 anni.
Le colpe che vengono attribuite al sindacato dai lavoratori sono di aver permesso rinnovo dei contratti con aumenti ridicoli rispetto all’inflazione (quella reale, non quella fittizia) ed all’aumento dei prezzi vertiginoso degli ultimi anni. Le buste paga sono di fatto ferme a 10 anni fa, quando il costo della vita era un’altro, quando con 70.000 lire si comprava un paio di scarpe (oggi con 35 Euro cosa si compra?)e quando un litro di latte non costava 1,70 Euro (3.400 vecchie lire).
E si rimprovera anche ai sindacati di aver fatto il “salto di qualità” consentendo a dirigenti sindacali di occupare posizioni di governo, di essere privilegiati nelle aziende, di tutelare i propri interessi privati.
Questo sindacato, così com’è concepito oggi, non fà più gli interessi dei lavoratori, e la classe operaia lo ha capito, e lo ha capito bene.
E’ diventato un qualcosa al di fuori della sua natura originaria, e soprattutto è un serbatoio di voti da cui deteminati schieramenti politici attingono. E soprattutto tutela determinati lavoratori che tutto sono meno che lavoratori, che entrano nelle aziende per fare tutto meno che lavorare, rendendo, grazie al loro comportamento, chi ha voglia di fare qualcosa per l’azienda, per il proprio posto di lavoro, per i propri colleghi meno disponibile alla collaborazione perchè poi le posizioni vengono attribuite su trattativa sindacale, in base alla logica della spartizione fra le tre organizzazioni confederate, non in base ai meriti personali.
E non ultimo…perchè le organizzazioni sindacali non hanno un bilancio ufficiale, riconosciuto e legittimato dai lavoratori (non solo dai quadri sindacali), in cui sia chiaro l’utilizzo che si fa del denaro proveniente dalle tessere, presentandolo ai medesimi lavoratori prima dell’approvazione in maniera chiara ed inequivocabile come sarebbe corretto fosse?
Il 19 Aprile 2008 alle 13:55 salvi64 ha scritto:
Ora che hanno perso le elezioni si fa tutto un gran parlare di sindacati mangioni indegni…. è da anni che è così ma nessuno (politicante) di lassù si è mai permesso di fare critica alcuna. Hanno tutti approfittato per ciucciare soldi, finchè gli elettori non hanno aperto gli occhi, ma soprattutto non hanno pagato sulla loro pelle cosa significa avere una classe sindacale e politica inetta inefficiente e profittatrice. Il sindacato e la sinistra… vanno completamente rifondati a iniziare dalle facce di lardo che si ostinano a occuparne le posizioni di testa. E inoltre va riformata la convinzione che è alla base di queste categorie di rappresentanza: non si può pensare allo stomaco dei lavoratori se non si pensa anche e prima a quello della impresa…. senza impresa non c’è sviluppo e senza sviluppo si muore di fame. Non è una posizione in favore degli imprenditori, che anche loro devono guardare alla migliore organizzazione dei mezzi di produzione (quindi anche del lavoro) in termini ottimali e di benessere per tutti. un sistema che privilegia solo gli imprenditori è senza domanda…. dove vanno a vendere beni e servizi se il resto della popolazione non può comprarli? Ora che finalmente si è azzerato tutto il sistema politico della sinistra sareebbe anche ora di azzerare il sindacato che ne ha da sempre appoggiato le fallimentari politiche… o no?
Il 19 Aprile 2008 alle 16:56 cini ha scritto:
Purtroppo nel nostro Paese,a differenza degli altri paesi della comunitá Europea ,i sindacati sono nelle mani di gente di scarsissima cultura.
Il loro basso senso di razionalitá spesso lo dimostra e in questo modo stanno mettend oin ginocchio la nostra industria.Esempio recente é l ´Alitalia.
Montezemolo ha perfettamente ragione e la sua dichiarazione é ben valida.
Sarebbe ora che anche in Italia sia richiesto che i capi dei sindacati abbiano recepito un´adequato titolo di studio.
Il 22 Aprile 2008 alle 13:52 maxhunter61 ha scritto:
Montezemolo:“i lavoratori non si sentano più rappresentati da forze politiche e sociali incapaci di DARE RISPOSTE VERE AI LORO PROBLEMI CONCRETI. E sono molto piu’ vicini alle nostre posizioni che non a quelle dei sindacalisti”
Sono un dipendente LICENZIATO dalla “Sua” CONFINDUSTRIA dopo 10 anni di “onorato servizio” (certificabile).Ho provato a chiedere un colloquio con LUI per avere una risposta vera ad un mio problema concreto (il lavoro con il quale potevo mantenere me e a mia famiglia).
RISULTATO: SILENZIO.
………AD MAIORA
P.s. per approfondimenti:http://licenziatidisoccupati.blogspot.com/
Massimo Cagnoni
Roma
Il 23 Aprile 2008 alle 14:07 Non si vende Alitalia durante la campagna elettorale! « Processi di Mercato ha scritto:
[...] Non si vende Alitalia durante la campagna elettorale! Su Alitalia siamo alla fiera del “finger pointing”. Berlusconi addita i sindacati, rinforzando l’appellativo montezemoliano di “casta di professionisti del veto”. La sinistra attacca Berlusconi per gli annunci da campagna elettorale … durante campagna elettorale! Il comunicato Air France in questo senso e’ elusivo e come logico non lascia spazio a intepretazioni da cortile. A posteriori, emerge un fatto evidente, al di là degli interessi di parte: non si manda avanti una trattativa privata di privatizzazione della compagnia aerea nazionale, sotto i riflettori della campagna elettorale. Uno sbalgio “tenico” commesso dal governo uscente. Non importa se commesso per impreparazione davanti ad un trattativa cosi complessa (molto plausibile) o nel tentativo di chidere la trattativa prima dell’arrivo del nuovo governo, con il fine di favorire interessi di parte (ipotesi altrettanto credibile). Lo sbaglio e’ stato madornale… all’italiana! [...]
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