- Tags: advisor, Antitrust, diritti-televisivi, Lega-calcio, mediaset, Sky
- Un commento

Il Consiglio di Lega Calcio ha preso visione delle offerte degli advisor candidati ad affiancarla nella vendita dei diritti televisivi. Interpellato da Panorama.it, l’ufficio stampa conferma che “sono arrivate in sede 12 buste contenenti offerte articolate e soddisfacenti le aspettative. L’elenco dei candidati, in ordine alfabetico, è: Dla Piper, Img Media, Infront, Innova et Bella, Lehman Brothers e Kpmg, Mediobanca, Octagon, Rai Trade, Rothschild, Sportfive, Unipol merchant, e Value Partners. “. Smentite, dunque, le notizie trapelate, secondo cui sarebbero state soltanto due le offerte arrivate in via Rosellini. “Ad ogni consigliere di Lega – aggiungono – verrà consegnata una copia delle offerte, con obbligo di riservatezza, poi si riunirà un comitato di presidenza, allargato ad Urbano Cairo e Claudio Lotito, e questo comitato dovrà valutare l’entità delle singole proposte e fare una prima scrematura. Alla fine delle consultazioni, verrà convocata l’assemblea generale per la decisione”. Non trapela nessuna cifra ufficiale, ma si sa soltanto che il presidente Matarrese vuole chiudere la partita entro tre settimane.
In ballo ci sono le immagini, in diretta e in sintesi delle partite di serie A e B, in chiaro e a pagamento, su tutte le piattaforme tecnologiche, dal satellite al digitale terrestre, da internet ai cellulari, fino al 2013. Un piatto ricco, stimato da alcune società di consulenza oltre i 2 miliardi e mezzo di euro complessivi. Ma anche il banco di prova della legge Melandri, quella che lo scorso anno ha rivoluzionato la gestione dei diritti tv del calcio togliendo la contrattazione alle singole squadre e restituendola alla Lega Calcio, la confindustria dei club del pallone. Una partita difficile perché nasce già in mezzo a polemiche e a parecchi elementi di incertezza. A creare perplessità, due cose in particolare. Intanto la mancanza di indicazioni precise su cosa viene chiesto ai candidati advisor e sui parametri in base ai quali avverrà la selezione. La seconda ragione di perplessità è nella modalità scelta per retribuire il lavoro dell’advisor: una percentuale non sul valore dell’operazione ma sulla quota di ricavi dalla vendita dei diritti che sarà eccedente gli 850 milioni annui per i tre anni, ovvero la cifra che rappresenta la richiesta ‘base’ della Lega. Al di sotto di questa cifra, insomma, nulla.
Il ritorno dei diritti tv in capo alla Lega è un passaggio molto più complicato di quanto non si immagini. Pende già, per esempio, sulla vicenda un ricorso di Sky in sede europea. “Il meccanismo uscito dall’approvazione parlamentare e il successivo decreto attuativo presentano diversi rilievi in materia di Antitrust - spiega il vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati - Sky contesta che la Lega possa costruire dei pacchetti misti di partite di serie A e di B, costringendo a comprare e mettere in onda partite dal bassissimo appeal. Prima, trattando con le singole squadre, si acquistava tutto. Adesso la legge ha trasferito alla Lega solo il diritto di immagine. Chi si aggiudicherà il diritto dovrà poi andare a contrattare con le singole squadre che restano titolari del diritto di ripresa”. Altre grane arrivano dall’Antitrust che ha avviato un’istruttoria per verificare se “la Lega Calcio, anche attraverso delibere associative, abbia limitato la facoltà delle squadre del campionato di calcio di serie B di commercializzare autonomamente i diritti di trasmissione delle partite disputate, ponendo in atto condotte lesive della concorrenza e pregiudicando l’interesse degli operatori della comunicazione ad acquisire contenuti di rilievo per il proprio palinsesto”. La nuova disciplina su diritti del calcio prevede la possibilità, nella fase transitoria fino al 2010, che i singoli club vendano separatamente i diritti non ancora ceduti, sia pur previa autorizzazione della Lega stessa. In questo modo, la condotta della Lega potrebbe aver negato ai tifosi la possibilità di seguire le partite attraverso le diverse piattaforme. L’istruttoria si concluderà entro il 15 aprile 2009.
Una volta scelto l’advisor, la Lega dovrà formalizzare i pacchetti per le varie piattaforme e mandarle all’approvazione di Antitrust e AgCom. E non sarà un passaggio solo formale. Poi si comincerà a discutere di soldi. Gli 850 milioni annui chiesti dalla Lega sono tanti. La tornata attuale di diritti, che termina con il 2009, è stata quella dominata da Mediaset che ha comprato tutto, dal “chiaro” storicamente appartenuto alla Rai e al suo “90° minuto”, al satellite di Sky, che da Mediaset ha dovuto comprare le partite che trasmette. Mediaset ha speso sui 650 milioni l’anno. Ai quali vanno aggiunti i soldi pagati da Telecom per le squadre in esclusiva per il digitale terrestre di La7, un po’ di calcio sulle Iptv e sui telefonini, qualche coppa e torneo estivo. Sommando il tutto si arriva a una stima complessiva di circa 750 milioni. Rispetto ai quali gli 850 rappresentano un 13% in più. Quanto al digitale terrestre, resta un mercato povero. Il valore dei diritti infatti non si calcola in base agli spettatori, ma a quanto pagano gli utenti. In altri termini, i 4,5 milioni di abbonati Sky valgono molto di più dei 4,5 milioni di utenti con decoder del dtt: i primi pagano decine di euro al mese fisse; gli altri vedono una partita ogni tanto. È dal satellite, dalle casse di Sky, che arriva l’80% del totale dei soldi che entrano nelle case del calcio italiano. E la tv di Murdoch, in virtù della forza economica di cui gode, fa pressioni per ottenere ulteriori possibilità di sfruttamento. Ossia, sostanzialmente, più finestre: partite anche il lunedì, il venerdì e forse anche il mercoledì. Come fanno in Inghilterra, il modello da seguire visti anche i risultati che incassa. Dai diritti tv, che è riuscito a vendere fino all’India e a Singapore, ai campi di gioco, dove i soldi incassati si trasformano in risultati sportivi: nelle semifinali di Champions league, che si giocano domani, tre squadre su quattro sono inglesi. E l’Italia, per ora, sta a guardare.
- Martedì 22 Aprile 2008
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 17 Luglio 2008 alle 12:58 La Lega Calcio sceglie Infront per gestire i diritti tv dal 2010 » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] La Lega Calcio ha scelto la Infront Sports & Media come advisor nelle attività di offerta e commercializzazione, in forma centralizzata, dei diritti audiovisivi individuati e regolati dal decreto legislativo del 9 gennaio 2008, a partire dal campionato 2010/2011. Infront possiede tutte le competenze specifiche e tecniche richieste per affiancare la Lega Calcio in questo ambito: il primato della gestione dei diritti web e di telefonia mobile del campionato italiano di calcio; la gestione dei diritti media e marketing delle principali discipline nel panorama dello sport mondiale tra cui il calcio, gli sport invernali e il campionato mondiale di superbike; il fatto di essere l’operatore leader nel mondo nella produzione del segnale televisivo, aggregazione e distribuzione di contenuti per piattaforme media. La società svizzera, con sede a Zug e con oltre 400 dipendenti che operano in 24 uffici dislocati in 11 paesi, tra cui l’Italia dove lavorano 130 persone, gestirà le immagini, in diretta e in sintesi delle partite di serie A e B, in chiaro e a pagamento, su tutte le piattaforme tecnologiche, dal satellite al digitale terrestre, da internet ai cellulari, fino al 2013. Un piatto ricco, stimato da alcune società di consulenza oltre i 2 miliardi e mezzo di euro complessivi). [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.