Alitalia e la cordata italiana. Berlusconi: “Ci saranno tagli dolorosi”

Berardino Libonati ha presentato le dimissioni dall’incarico di presidente e consigliere di amministrazione di Alitalia che aveva preso solo nel febbraio di quest’anno
“Spero ci sarà modo di essere coinvolti. Una mano bisogna darla. Penso che sia giusto e doveroso per il Paese, per la compagnia, per i lavoratori e per il turismo”, ha detto Salvatore Ligresti, presidente onorario di Fondiaria Sai, parlando di Alitalia a margine dell’assemblea degli azionisti a Firenze presieduta da Jonella Ligresti. “Le cose” ha aggiunto Ligresti “si fanno in silenzio ma penso che si faranno”.
Intanto della questione ha parlato in mattinata il premier in pectore Silvio Berlusconi, che ha puntato il dito contro le sigle sindacali: “Air France ha detto no in primo luogo per il veto posto dai sindacati”. “Per noi sarebbe stato meglio lasciare al governo attuale di concludere con Air France. È una patata bollente tra le mani, ma interesse nazionale è non perdere la compagnia di bandiera. Questo per orgoglio nazionale e per interesse economico”. Così il Cavaliere durante un collegamento radiofonico, parla della questione Alitalia. Quello che succederà ora per la compagnia, dopo il prestito concesso ieri dal Governo “è una due diligence che durerà 4-5 settimane al termine delle quali la compagine che si metterà insieme farà un’offerta impegnativa”.
Il premier in pectore non nasconde che in futuro comunque ci dovranno essere dei tagli. “Ci sarà una dolorosa riduzione del numero degli addetti di Alitalia. Ma ci sono gli strumenti che lo Stato ha per chi si trova senza un lavoro e dovrà cercarne un altro”. Berlusconi trova “giusta la preoccupazione” di chi pensa che occorra salvaguardare i lavoratori: “Tutti dovranno avere buon senso. Bisogna salvaguardare il maggior numero di dipendenti, ma ci sarà gente che dovrà cercarsi un altro lavoro. Non c’è nessuno che possa garantire l’attuale numero di dipendenti”.
Berlusconi fotografa così la situazione: “Bisogna escludere innanzitutto il commissariamento, ci saranno mesi durante i quali gli imprenditori italiani interessati alla compagnia potranno guardare i conti di Alitalia. Dopo tre o quattro settimane questa compagine nuova dovrà fare una offerta impegnativa”. Berlusconi ripete che saranno necessari dei tagli: “Ci sarà” ribadisce “una dolorosa riduzione del personale ma si potrà contare sui metodi che lo Stato ha a disposizione”. Il futuro premier parla della “debita assistenza” che lo Stato potrà fornire a chi perderà il lavoro. La necessità” dice “è salvaguardare la compagnia di bandiera e portare Alitalia prima al pareggio e poi agli utili”.
Berlusconi ha spiegato di essere potuto intervenire sul caso Alitalia solo “in questi due giorni perché ho potuto metterci la testa e guardare ai conti per quanto si può fare dall’esterno”. Il leader del Pdl respinge però con decisione le accuse rivoltegli per il ritiro dell’offerta di Air France. “La trattativa si è chiusa” ha scandito Berlusconi “perché il governo ha rifiutato le condizioni imperative dei francesi, tra le quali il prezzo non congruo, e l’obbligo di rinunciare al trasporto di merci che avrebbe dovuto passare obbligatoriamente da Parigi”. E ancora: “La situazione è stata impostata male. Non si doveva partire da una situazione di asservimento con Air France”. Il futuro premier ha ribadito che era necessario costituire un grande gruppo internazionale e che ci fosse “pari dignità”. Invece, non erano “affatto accettabili le condizioni poste da Air France”. “Ora c’è il modo - ha, quindi, aggiunto il Cavaliere - per cui la compagnie di imprenditori interessati ad Alitalia si facciano avanti, chiedano di valutare i conti e presentare una proposta. Il tutto assistito da banche italiane, da società importanti, da compagnie aeree italiane e straniere che non pretendono di farla da padrone” in Italia.
Ma il motivo principale della fuga di Air France, Berlusconi lo vede nel “fermo no dei sindacati. La motivazione prima del no di AF” ha ribadito “è stato il veto dei sindacati”.

Il VIDEO servizio:

Commenti

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Il 23 Aprile 2008 alle 12:56 Corrado Buccieri ha scritto:

Che c’erano esuberi lo sapevano tutti,
che la situazione era diventata insostenibile pure….Di chi la colpa?
E’ inutile piangere sul sangue versato,
una bella ripulita,pur se dolorosa e
l’Alitalia si riprenderà.

Come è avvenuto per la Fiat.

Il 23 Aprile 2008 alle 13:37 pasmes ha scritto:

Ora che l’Alitalia otterrà il prestito ponte, a spese dei cittadini, per vivacchiare qualche altro giorno, sindacati e lavoratori possono ricominciare a scatenarsi con gli scioperi e ad esercitare il diritto di creare disagi gravi ai viaggiatori, che pagano profumati biglietti, e altri danni alla società, con il massimo dei diritti e il minimo possibile dei doveri perché conviene a tutti non abbassare i costi di gestione.

Il 23 Aprile 2008 alle 14:07 toto47 ha scritto:

Berlusconi non sbaglia mai.La colpa sa
sempre a chi attribuirla.Basta trovare
un bersaglio e lui è a posto.Se non si
è ancora risolto il problema ALITALIA,
prima la colpa era di Prodi che voleva
cederla ad Air France.Ora che Air Fran_
ce ha lasciato,la colpa è dei sindacati
E non solo,chiunque l’acquisisca,ci sa_
ranno tagli dolorosi.Ma l’intervento mi
racoloso,tanto decantato,dove sta? E
Bossi,Formigoni,Calderoli cosa ne pen_
sano? E la cordata? E Malpensa………
Nessuno ne parla più? Tutto risolto,al_
lora?

Il 23 Aprile 2008 alle 17:27 vincenzo.m. ha scritto:

IL SUONO DELLE MONETE.
Al di fuori del pubblico il concetto di “italianità” è sottoposto alla regola del “mi conviene”. I cittadini italiani assistono alla penose espressioni, tipiche, di quando un ente o un gruppo rileva una situazione economicamente deprecabile: sono stati i sindacati, sono stati i governi precedenti….
Nella affannosa quanto sciocca recrudescenza delle affermazioni faziose i soliti “furbi” si dissolvono nel silenzio, silenzio a tratti interrotto dalle monete che cascano dalle tasche troppo piene. Se ne vanno, se ne vanno i dirigenti responsabili senza che alcuno ne intravveda le tracce lasciate dalla fuga; le tracce sono confuse ed oscurate da polemiche appositamente gettate sul tavolo, elargite al pubblico per creare discussioni laddove il contrasto genera maggior confusione. E’ iniziata la saggia fuga che, una volta ritrovata la concordia azienda-sindacato, sapientemente lascerà i dipendenti di base quali unici contendenti nella tenzone.
Vecchio gioco, lento gioco, vecchio trucco indirizzato a far si’ che la scatola si vuoti perché possa essere rilevata a saldo.
Tutti potranno dire: me lo chiesero, dovevo farlo, lo dicevo che non si doveva, mentre all’orizzonte i….
DIRIGENTI SONO SCOMPARSI.

Il 23 Aprile 2008 alle 18:07 Corrado Buccieri ha scritto:

Questa volta non è una battuta elettorale,Berlusconi ha detto la verità che nessuno può smentire.

Il 19 Giugno 2008 alle 1:25 Alitalia e la cordata italiana Berlusconi Ci saranno tagli dolorosi | economia ha scritto:

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