
Una votazione bulgara (103 sì su 105 votanti) e un invito ai sindacati: è ora di riformare la contrattazione. Si è presentata così Emma Marcegaglia a Viale dell’Astronomia. E la giunta di Confindustria, con un quasi plebiscito, ha approvato la sua squadra e il suo programma. Ed è stata proprio l’imprenditrice a illustrare tutte le novità da lei voluto, a cominciare dal forte alleggerimento economico del contratto nazionale con l’obiettivo di puntare sul secondo livello: “Il sistema attuale è obsoleto e inadeguato. È necessario cambiare gli assetti. Vogliamo lavorare con il sindacato e mi sembra che oggi ci siano le condizioni per farlo”.
È lo stesso presidente designato a presentare lo staff con cui dovrà gestire la complessa macchina confindustriale in un momento certamente particolare per la vita sociale ed economica del Paese. Marcegaglia ha tenuto per sè la delega sul Centro studi e quella sull’ambiente (pro tempore). Alberto Bombassei confermato vicepresidente per le relazioni industriali, mentre la sicurezza sul lavoro è stata assegnata a Salomone Gattegno. Antonio Costato è vicepresidente per l’energia e il mercato, Cesare Trevisani per le infrastrutture. Andrea Moltrasio per l’Europa, Paolo Zegna per l’internazionalizzazione. E non mancano le novità di rilievo: nella nuova squadra c’è l’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, con la delega per le dinamiche dei nuovi scenari mondiali.
Nel suo intervento alla giunta Marcegaglia ha indicato i quattro pilastri “per raggiungere l’obiettivo della crescita e di una vera modernizzazione” del Paese: “Una società aperta e integrata nel sistema internazionale; uno Stato migliore; l’investimento in capitale umano; l’elaborazione di una strategia che contemperi le esigenze di crescita con i vincoli energetici e ambientali”. La Marcegaglia ha poi sottolineato alcuni punti fondamentali per favorire la crescita: aumentare la flessibilità, il decentramento della contrattazione, il tasso di occupazione soprattutto per i giovani, donne e anziani. “Non è più possibile rimandare queste riforme” ha ribadito.
Ma per favorire la modernizzazione del Paese è necessario dunque il contributo dei sindacati. A loro la neo presidente di Confindustria chiede “di cambiare profondamente, di interpretare con chiarezza il mutato contesto sociale”, reso più evidente dal voto del 13 aprile. A tal proposito: “L’uscita della sinistra radicale dal Parlamento è positiva”, dice la Marcegaglia. “Con essa è fuori l’interdizione eretta a sistema, che ha contribuito all’arretramento del nostro Paese rispetto ai nostri concorrenti, anche europei”. Lo scenario politico dischiuso dalle elezioni è dunque “positivo”: “Il quadro politico è estremamente semplificato, la maggioranza ha i numeri per governare, l’opposizione è chiamata a svolgere la funzione di controllo, proposta, critica e stimolo che potrà essere importante se declinato in funzione dell’interesse generale. Oggi non ci sono più alibi per non fare le riforme”. A cominciare da un “vero federalismo fiscale, basato sulla responsabilità di ogni livello di governo, per le proprie entrate e per i servizi prestati”.
E la questione Alitalia? “Il prestito concesso può essere considerato sensato a patto che dietro ci sia una soluzione vera, di mercato, che possa rimettere in piedi la compagnia”. Compagnia che, aggiunge, “è stata scarnificata dall’insipienza, dall’assenza di coraggio e di senso di responsabilità di un ceto dirigente interno di cui i sindacati sono stati magna pars”.
- Mercoledì 23 Aprile 2008
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