Dubbi dell’Unione Europea sul “prestito ponte” per salvare Alitalia

Aereo Alitalia all'aeroporto di Fiumicino a Roma

La Commissione europea esprime ”dubbi sulla natura delle misure prese dal governo italiano” per aiutare Alitalia. Lo ha detto Michele Cercone, portavoce del commissario europeo ai Trasporti, Jacques Barrot. ”Ieri” ha spiegato “ci hanno consegnato una lettera e alcuni documenti che illustrano le misure prese, e ora le stiamo analizzando. Ma è chiaro che nei prossimi giorni invieremo alle autorità italiane una lettera in cui esprimeremo una serie di dubbi sulla natura delle misure. Chiederemo quindi ulteriori informazioni, perché vogliamo capire se si tratta di un’operazione commerciale o se ci sono elementi che riconducono ad aiuti di Stato”.

L’intervento è fortemente osteggiato anche dalla compagnia Ryanair, che - si legge in una nota - “fa appello alla Commissione Europea per fermare un ulteriore aiuto di stato illegale da 300 milioni di euro ad Alitalia”. Quindi, Ryanair oltre a confermare il ricorso alla Ue, spiega il perché della sua decisione. “Alitalia ha già ricevuto più di 5 miliardi di euro in aiuti di stato illegali, ma la Commissione Europea, come sempre nel caso di compagnie di bandiera, chiude un occhio e fa finta di niente. Senza tali aiuti di stato illegali, Alitalia, che perde quasi un milione di euro al giorno, sarebbe fallita anni fa”, si legge nel comunicato. Jim Callaghan di Ryanair ha quindi sottolineato che “l’ultimo salvataggio finanziario di Alitalia da 300 milioni vanifica le regole dell’Unione Europea in tema di Aiuti di Stato. Sostenere una compagnia aerea nazionale inefficiente, che sarebbe fallita molto tempo fa, è semplicemente illegale. I sussidi illegali continuativi stanno permettendo ad Alitalia di ignorare i suoi debiti e raccoglie perdite con tranquillità”.
“Il ripetuto fallimento della Commissione Europea nell’attuare le proprie regole in tema di Aiuti di Stato nel caso di Alitalia rende più evidente che la Commissione applica una serie di regole per le compagnie di bandiera che infrangono le regole, ma un’altra serie di regole discriminatorie per Ryanair. La Commissione ha fallito ancora nel non prendere nessun provvedimento in merito ai reclami di Ryanair di 3 anni fa sugli aiuti di stato ad Alitalia, Air France, Lufthansa, Olympic e Volare, però sta portando avanti 7 indagini infondate in merito agli accordi di Ryanair a favore della concorrenza presso piccoli aeroporti regionali europei”.

Perplessità sull’iniziativa del prestito ponte le ha espresse anche il quotidiano americano Wall Street Journal. “Con il petrolio a 120 dollari al barile e l’abitudine di Alitalia di bruciare liquidità” sottolinea il quotidiano finanziario “è improbabile che un investitore privato si avvicini comunque alla compagnia senza che il debito sia garantito dal governo”. Il Wall Street Journal invita dunque il commissario Ue ai Trasporti, Jacques Barrot, a intervenire.

Commenti

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Il 24 Aprile 2008 alle 17:29 I conti di Alitalia: come ti frego lo studente « Kastalja’s Weblog ha scritto:

[...] Di oggi la notizia delle perplessità della Commissione Europea sulla manovra, e sui malumori di Ryanair, pronta a dare battaglia. E meno male. [...]

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