I redditi degli italiani finiscono on line. Bufera sul Fisco, il Garante dice stop

I moduli per la dichiarazione dei redditi | Ansa
Il muro a protezione del segreto su quanto ogni cittadino dichiara e guadagna, prima caduto, ora è tornato. A rimetterlo in piedi il Garante dela Privacy che ha detto stop alla pubblicazione online sul sito dell’Agenzia delle entrate, di tutti i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi degli italiani.
L’occasione di poter scoprire con un clic quanto guadagna (o meglio guadagnava visto che i dati sono relativi al 2005), un amico, un vicino di casa, il capoufficio, o qualche personaggio celebre, per gli amanti del gossip, si era mostrata molto ghiotta. E infatti, grazie a un passaparola fulmineo, dopo poche ore il sito dell’Agenzia era già collassato. Tutti a cliccare per soddisfare la curiosità di sapere, la voglia di curiosare tra le cartelle fiscali degli altri.
Dal sito www.agenziaentrate.gov.it, si cliccava sul link Uffici (in alto a destra), quindi su “elenco uffici”, da qui su “elenchi nominativi dei contribuenti” e infine, su “consultazioni elenchi dichiarazioni”, scegliere la regione della persona che si sta cercando, sulla provincia e sul comune e, dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, si poteva scaricare il file contenente i dati richiesti.
Gli elenchi, in ordine alfabetico e suddivisi in base al comune di appartenenza, sono formati sulla base del domicilio fiscale e riguardano le dichiarazioni presentate da persone fisiche, società, associazioni tra artisti e dagli enti non commerciali. Tutte le informazioni sono desunte dall’Anagrafe Tributaria e oltre al reddito era possibile sapere per ognuno il volume d’affari e il modello con cui la dichiarazione dei redditi è stata presentata. Tutto pubblico, tutto free.
Il provvedimento di pubblicazione pare rispondesse a un’esigenza di trasparenza tra Agenzia delle entrate, Comuni e cittadini. Infatti, il primo commento all’archivio on line era del viceministro all’Economia Vincenzo Visco che ha avuto un ruolo determinante per la sua creazione: “È un fatto di trasparenza, di democrazia, non vedo problemi: c’è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era già pronto per gennaio, ma per evitare le polemiche in campagna elettorale ho chiesto di pubblicarle più tardi”.
E la privacy? Appunto, proprio in nome della riservatezza, si è scatenata la protesta e la bufera sull’Agenzia. Oltre che la paura. L’Adoc afferma di aver ricevuto migliaia di telefonate da parte di cittadini preoccupati e impauriti: “È una palese violazione della legge sulla privacy, la 196/2003, e un pericolo per l’aumento della criminalità e della violenza, dato che sono stati pubblicati dati sensibili sui redditi, ghiotta fonte d’informazione per i criminali” commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Associazione nazionale per la difesa e l’orientamento dei consumatori. “Tra l’altro” continua Pileri “nella modulistica di dichiarazione dei redditi non risulta prevista né un’informativa riguardo la pubblicazione di tali dati né una clausola specifica di autorizzazione alla pubblicazione che costituisce ulteriore violazione della legge stessa”.
Da parte dell’Agenzia, ribatteva il direttore Massimo Romano: “L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha autorizzato la pubblicazione degli elenchi con decisioni del 17 gennaio 2001 e del 2 luglio 2003″. La privacy, insomma, non è stata violata: “È tutto regolare” ha detto Romano, “è un normale adempimento di legge”.
A risolvere il giallo, ci hanno pensato gli uffici del Garante, una volta scoperta la pubblicazione online delle dichiarazioni dei redditi. E dopo una riunione straordinaria di due ore e mezza l’organismo presieduto da Francesco Pizzetti ha dato lo stop alla pubblicazione, chiedendo “formalmente e con urgenza ulteriori delucidazioni all’agenzia” e l’ha invitata “a sospendere nel frattempo la diffusione dei dati in Internet” si legge nella nota diffusa dagli uffici dell’autorità per la privacy. “Per tale forma di diffusione sussistono allo stato evidenti e rilevanti problemi di conformità con il quadro normativo in materia. L’Autorità ha invitato i mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi resi disponibili in internet dall’agenzia”.
A dire il vero a rendere inaccessibili, nel giro di poche ore, le pagine interne del sito che permettevano di accedere agli elenchi dei contribuenti, ci avevano già pensato i troppi contatti: ai contemporanei tentativi di accedere al sito compariva un’unica risposa: “Impossibile visualizzare la pagina”. Successivamente - non è ancora chiaro se a causa della bufera che si è scatenata sull’iniziativa - i link sono stati eliminati.
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Commenti

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Il 30 Aprile 2008 alle 15:43 natale63 ha scritto:

Penso che sia una cosa positiva. Sia un mezzo di contrasto all’evasione. Una sorta di gogna mediatica per gli evasori. Chi, dipedente, paga sino all’ultima lira non ha nulla da temere - neanche i sequesti come afferma Beppe Grillo, perchè i disonesti ne sanno più del Fisco -, ma autonomi e professionisti dovranno spiegare alla gente perchè hanno villa e bmw ma guadagnano meno di me.

Il 30 Aprile 2008 alle 15:59 meni1940 ha scritto:

Non è una novità, già 10 anni fa era possibile consultare i tabulati nell’ufficio di Via Manin (per i non milanesi ufficio delle tasse).
E’ bene che tutti sappiano con certezza
quanto sono fiscalmente ‘Cittadini Onesti’ tanti predicatori televisivi,politici,sindacalisti,confindustriali,professionisti celebri o meno.
Per questa volta dico bravo a Visco, però mi assale un dubbio perchè ha aspettato la sconfitta?

Il 30 Aprile 2008 alle 16:16 natale63 ha scritto:

Evidentemnete perchè sapeva che era una misura impopolare (specie nel nord-est degli evasori…) e non voleva perdere voti pure per questo …

Il 30 Aprile 2008 alle 16:54 grisostomo ha scritto:

E’ una solenne porcheria, che scatenerà la gente nello sport della delazione e dell’odio.
Solo uno sporco comunista (ma abusivista edilizio), un ladro ed un vampiro come Visco poteva pensarla. Maledetto lui e maledetto Prodi.
Bisogna fare qualcosa, e io la farò: non farò più dichiarazioni dei redditi.
Maledetti!

Il 30 Aprile 2008 alle 16:59 grisostomo ha scritto:

“STOP A ELENCHI ONLINE DEI REDDITI”
Lo ha deciso il Garante della Privacy.

Il 30 Aprile 2008 alle 17:45 ppx ha scritto:

ultima (speriamo) prodiata

Il 30 Aprile 2008 alle 18:09 bepiro ha scritto:

Siamo alle solite: ennesima manifestazione di odio e di astio dei frustrati di sinistra nei confronti dei ricchi.
La profonda differenza tra un uomo di destra e uno di sinistra è che il primo non odia il ricco ma anzi lo ammira e si dà da fare per cercare di diventare come lui; il secondo invece lo odia e si dà da fare per fargli del male.
Non cambieranno mai, purtroppo per noi e per loro, insomma purtroppo per questa povera Italia.

Il 1 Maggio 2008 alle 11:17 davidepa ha scritto:

E poi si domandano il perchè hanno perso le elezioni! Arroganti. Chissà in quale telefilm USA, “il dracula” ha visto ciò che ha fatto!!! Negli states gli elenchi sono protetti dalla Federal Tax Law, e nessuno può accedervi se non per giusta causa motivante!!! Ignorante!

Il 2 Maggio 2008 alle 14:35 Redditi ancora on line, così la Rete dribbla lo stop del Garante » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] I redditi degli italiani finiscono on line. Bufera sul Fisco, il Garante dice stop [...]

Il 2 Maggio 2008 alle 16:09 fercas ha scritto:

Non è giusto che tutti sappiano ciò che dichiari al fisco per la semplice ragione che è un fatto privato e per questo non vedo perchè il vicino di casa, il potenziale delinquente o delatore conosca gli affari miei. Questa conoscenza va bene per il fisco che, in base al reddito dichiarato, può indirizzare gli accertamenti! Ma gli altri, dei miei dati fiscali che se ne fanno? Domando.

Il 2 Maggio 2008 alle 16:26 forse_domani ha scritto:

Ti fanno firmare moduli sulla privacy e poi pubblicano quanti rotoli di carta igienica usi- Dovrebbero pubblicare l’elenco degli evasori, cioè di quelli che sono stati “beccati” e poi,perchè quando chiedo l’onorario ad un medico mi dice sempre se voglio la parcella?

Il 2 Maggio 2008 alle 17:21 lello ha scritto:

La cosa che più mi diverte è che gli ex comunisti del PD ancora stanno facendo l’analisi del voto e chiedersi attraverso quali sottili ragionamenti del perchè abbiano perso le elezioni. Ma Veltroni & C, lo sanno che Visco e Prodi sono del PD?
Dopo due anni di Visco e Prodi non bisognerebbe chiedersi del perchè si perdono le elezioni; bisognerebbe chiedersi chi ha messo Visco e Prodi al governo. Forse Veltroni era distratto e non sapeva che i suoi amici ex comunisti avevano incoronato Visco insieme a Prodi dopo le passate elezioni.
Ma voi ex comunisti attuali piddiini, si dice così?, continuate pure in queste forbite analisi del voto, siamo contentissimi, in tal modo rivinceremo le elezioni per i prossimi 20 anni.
Forza Visco non abbandonare il PD, sei la nostra forza!!!

Il 3 Maggio 2008 alle 10:14 ...time is what you make of it... ha scritto:

Redditi 2005: che strana indignazione….

Lo dico chiaramente. L’indignazione “pro-privacy” di tutti coloro che, nella blogosfera, stan criticando la scelta dell’agenzia delle entrate di pubblicare on-line i redditi dei cittadini non la capisco.
I redditi, per quanto ne…

Il 3 Maggio 2008 alle 12:18 fedec ha scritto:

Trovo questa azione l’ultimo colpo di coda di un uomo sconfitto inviso ai suoi stessi compagni.
Spero che tutte le ortodossie possano essere messe all’angolo, proprio come l’uomo delle “dichiarazioni pubblicate”.

Un libero pensatore

Il 4 Maggio 2008 alle 0:57 vlad_it ha scritto:

Visti precedenti commenti, non mi resta che dire GRANDE Visco. Non per il modo in cui lo ha fatto (ci sono le soluzioni molto più efficaci per combattere l’evasione), ma per il gesto che consente di scoprire quante persone e le forze in Italia vivono nella semi legalità.

Il 19 Giugno 2008 alle 2:02 I redditi degli italiani finiscono su internet A portata di clic | economia ha scritto:

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Il 19 Giugno 2008 alle 2:04 I redditi degli italiani finiscono on line Bufera sul Fisco il Garante dice stop | economia ha scritto:

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Il 19 Giugno 2008 alle 2:07 Redditi ancora on line cos la Rete dribbla lo stop del Garante | economia ha scritto:

[...] Un’operazione in linea con la “filosofia” dello scambio di file, un sistema di link e di rimandi che accompagna il navigatore fino a scovare l’elenco della discordia: dati, nomi e imponibili. E questo perché qualcuno, prima che la decisione del viceministro Visco di rendere consultabili online i redditi degli italiani spingesse il Garante della Privacy a far fare marcia indietro all’Agenzia delle Entrate, era già riuscito a copiare le tabelle dei redditi, inserirle in reti peer to peer e renderle condivisibili attraverso programmi di condivisione dati. [...]

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