Redditi on line, indaga la procura di Roma

Un'impiegata al lavoro al computer
Dopo lo stop del Garante per la privacy, è la magistratura a occuparsi delle dichiarazioni dei redditi finite sul web. La procura di Roma ha aperto d’ufficio un fascicolo processuale, per il momento contro ignoti, sulla base del presupposto che la pubblicazione di dati, anche non sensibili, come quelli sui redditi denunciati dagli italiani nel 2005, è comunque sottoposta a delle cautele e a delle modalità che non espongano a rischi i contribuenti. In sostanza, per la procura, è vero che si tratta di informazioni la cui accessibilità è regolamentata dalle norme, ma la loro pubblicazione in modo indiscriminato, e alla mercé di chiunque, non sarebbe consentita e potrebbe causare dei problemi ai titolari dei 730 e dei 740. Gli accertamenti sono stati affidati alla polizia postale e già nelle prossime ore dovrebbe essere acquisita, presso l’Agenzia delle Entrate, tutta la documentazione in merito. In particolare il procuratore aggiunto Franco Ionta vuole identificare chi abbia disposto la messa in rete dei dati e ricostruire tutti i passaggi della decisione che, a detta del viceministro Vincenzo Visco, è stata presa in applicazione della legge. Le stesse persone, ragionevolmente, saranno poi convocate in procura per dare la loro versione. Ieri il Codacons aveva annunciato l’invio di denunce a 104 Procure italiane affinché si indagasse sulla vicenda.
Arriverà lunedi, invece, la risposta dell’Agenzia delle Entrate alla richiesta di delucidazioni, fatta dal Garante della privacy, sulla diffusione on line dei redditi 2005: nel documento, elaborato dai tecnici del fisco, saranno forniti all’Autorità i chiarimenti sull’interpretazione della norma che riguarda la diffusione e la pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni. Per martedi il Garante ha convocato un consiglio straordinario dei commissari per pronunciarsi sulla vicenda.

I testi delle dichiarazioni dei redditi del 2005 sono scomparsi dal web, ma sono tuttora accessibili sulla rete “peer to peer” (pari a pari) di eMule, un software utilizzato per condividere file: la comunità italiana è la più numerosa nel mondo tra quelle che utilizzano il programma di filesharing.

Commenti

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Il 3 Maggio 2008 alle 17:45 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 3 maggio 008

Su “I SOLDI DEGLI ALTRI”.
Ahi, Ahi, Ahi Feltri Vittorio direttore…

Una pubblicità di un liquore famoso diceva:
“La prima goccia affascina…la seconda Strega”.
Come anche:
“ Il primo colpo…ferisce, il secondo…è mortale”.
Ma pure :
“Errare humanum est….perseverare, autem diabolicum ”.
Belle questi detti, non trova Vittorio il Grande ? No, non io li ho coniati, lo sa bene.
Non Le sembra di esagerare, Direttore, da un pò di tempo a questa parte, con le Sue “argute provocazioni” su vari temi, e di mettere in etrema allerta la pazienza dei Suoi Lettori ?
Si accorge che comincia ( almeno per quanto mi riguarda ), ad insospettire oltre il lecito, gli stessi, con ciò che sembrano “Diktat” alla Chàvez ? No, che pensa. Pensionato sono e molti anni più di Lei, sul groppone, porto.
Spillando tra le maglie del Suo articolo sui redditi degli italioti, mi hanno colpito alcune frasi come >, oppure >, ed ancora >, ed un’altra > ? Quando è troppo è troppo. Non pretenda il “Vello d’Oro”. Ogni tanto ascolti, difenda il Suo di popolo che non apprezza interferenze nella propria privacy, specialmente in quella del redditometro. Sì, ho capito la trasparenza, la notizia in primis, ma non mi/ci prenda per allocco. Il troppo stroppia. Porti pazienza anche Lei e si accontenti di ciò che passa il convento. C’è la Finanza per i controlli sui redditi, Le pare ?
Attento direttore, con la sua “supponente” (?) sicurezza di essere un Grande Giornalista qual è. Non è che stia giocando un pò troppo sul filo del rasoio tra il dare e l’avere ?
Mi tolga una curiosità, prima di venire sotterrato dalla Sua oratoria. Secondo Lei, conta di più la proprietà Editoriale o quella dei Suoi Lettori ? E’ importante per continuare assieme il cammino iniziato molti anni or sono, Le pare ? Scendere di un gradino da quella meravigliosa “scala” di valori che ha saputo costruire e salire così sapientemente e dare una mano alla…”plebaglia”, no ?. Si accontenti talvolta, andiamo.
Dice come mi permetto; che è troppo “audace” ciò che dico ? Ci rifletta Lei, questa volta…ma con i fatti, non a parole.
Con molti ossequi, direttore,
edoardo.argentino.

Il 17 Maggio 2008 alle 19:45 edocapulli ha scritto:

Questi famigerati elenchi dei contribuenti sono consultabili o no presso i comuni o gli uffici dell’Agenzia delle Entrate ? Risposta affermativa, stando a quanto dicono l’Agenzia delle Entrate e lo stesso Garante della Privacy: “gli elenchi sono formati annualmente e depositati per un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, presso i comuni interessati e gli uffici dell’Agenzia competenti territorialmente”.Risposta negativa, stando almeno a quanto evidenziato da un’inchiesta giornalistica di Ilaria D’Amico nella sua trasmissione EXIT su La7.Personalmente ritengo attendibili i contenuti dell’inchiesta avendo più volte sperimentato come il concetto di Privacy sia molto confuso nella testa dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Se volete fare personalmente una prova, stampate il provvedimento del Garante ed il comunicato dell’Agenzia delle Entrate ed andate nel vostro comune per chiedere di consultare gli elenchi: scrivete quanto è accaduto come commento al post.  lexcivilis.blogspot.com)

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