Occupazione difficile: donne e 40enni precari perenni

Operatori di un call center
Tra i parametri fondamentali dell’economia italiana in questo momento il lavoro è quello che sta meno peggio. La produttività rimane bassa, ma la crisi dell’occupazione appare per molti versi superata grazie alla congiuntura favorevole durata fino a qualche mese fa e grazie anche al nuovo quadro normativo di riferimento, efficace a dispetto di molte previsioni negative. L’apporto al miglioramento prodotto da leggi come la Treu e la Biagi è riconosciuto da quasi tutti i protagonisti del mercato del lavoro, tranne qualche frangia estrema.
C’è il rovescio della medaglia. Non tutti i contratti atipici si sono dimostrati un ponte verso un lavoro più stabile, anzi. Il meccanismo funziona per i lavoratori più forti, dotati di un buon livello di istruzione o con buone doti professionali e di preparazione. Gli altri, quelli che gli studiosi definiscono in inglese “unskilled”, i più deboli e vulnerabili, i quarantenni, le donne, i meno istruiti, rischiano di rimanere precari a vita. È una situazione che può sfociare nell’emarginazione e non potrà restare fuori dalle politiche di welfare del governo. Che le nuove forme di lavoro creassero figli e figliastri finora era solo un sospetto, forte e però talvolta indotto da pregiudizi ideologici, quasi mai suffragato da dati esaurienti.
A colmare la lacuna giunge una ricerca condotta da Michele Raitano, studioso dell’Isae e del Centro universitario sullo stato sociale della Bocconi di Milano, La Sapienza di Roma e ateneo di Siena. Lavoro che fa parte di un progetto europeo di analisi dell’occupazione curato dalla fondazione Giacomo Brodolini e che sarà presentato a giugno nel “Rapporto sullo stato sociale” (Utet editore), considerato una specie di bibbia dai protagonisti del ramo, dai sindacati ai politici, alla Confindustria. Panorama l’ha potuto leggere in anticipo. Lo studio di Raitano si basa non su campioni, scelti con criteri più o meno estemporanei o cervellotici, ma su microdati di fonte amministrativa, l’archivio della gestione separata dell’Inps (quella a cui versano i contributi i collaboratori) consultato a partire dal 1999.
Il campione tenuto sotto osservazione è composto da 1.103 individui, una quota considerata elevata dagli esperti statistici. La conclusione a cui approda il ricercatore è allarmante per la sua perentorietà: “Per le donne, i meno giovani, i meno istruiti… lo status di parasubordinato o di lavoratore temporaneo… non appare per nulla semplicemente transitorio… ma nella maggior parte dei casi persistente”. E quindi “esiste la fondata preoccupazione ” che “l’incremento del tasso di occupazione registratosi in Italia si sia accompagnato a una persistenza, se non a un’accentuazione, delle caratteristiche di dualità del mercato del lavoro”.

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson
richard-branson



rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Panorama Unplugged
  • Bruce Springsteen
  • Meteo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Le uscite al cinema
  • Scopri il nuovo Panorama
  • Abbonati subito a Panorama!
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101