
Prezzi ingannevoli, irregolarità nei termini contrattuali, mancata disponibilità di un’offerta pubblicizzata. La guerra di Bruxelles alle troppe scorrettezze nella vendita on line dei biglietti aerei comincia a dare i primi frutti: un’indagine condotta in tredici Paesi Ue, negli ultimi sette mesi, ha permesso di prendere provvedimenti coercitivi su 137 siti dei 386 controllati, praticamente uno su tre. L’inchiesta, che nel complesso ha coinvolto 15 Stati membri più la Norvegia, ha preso di mira anche undici siti in Italia, scelti tra quelli più cliccati: quattro gli irregolari.
Per uno di questi l’Antitrust ha avviato un procedimento per pratiche commerciali scorrette. I dati, pubblicati oggi, fanno il punto solo a metà percorso della battaglia ingaggiata dalla commissaria Ue ai consumatori Meglena Kuneva convinta di riuscire a mettere fine ad ogni pratica scorretta alla conclusione dell’indagine, il primo maggio 2009. “Non si può accettare che un consumatore su tre che prenota un biglietto aereo on line venga imbrogliato o indotto in errore e confuso”, ha rilevato la commissaria sottolineando che “ci sono problemi gravi e persistenti per quanto riguarda la vendita dei biglietti con tutte le compagnie”.
La Commissione però non ha reso noti i nomi delle linee aeree e dei tour operator finiti sotto inchiesta, anche perché in diversi paesi, compresa l’Italia, questi dati potranno essere resi noti esclusivamente a procedimenti ultimati.
Solo Svezia e Norvegia hanno pubblicato la lista dei siti nel mirino in cui figurano anche quelli delle compagnie Ryanair e Austrian Airlines. Ma Kuneva, nel corso di una conferenza stampa, ha assicurato che ad essere interessato è l’insieme del settore con grandi e piccole compagnie. “Le cattive pratiche sono generalizzate”, ha precisato. Prezzi ingannevoli sono stati riscontrati nel 58% dei siti presi in esame, irregolarità nei termini contrattuali con indicazioni omesse o caselle già contrassegnate per servizi opzionali sono invece state evidenziate nel 49% dei casi, mentre un 15% hanno riguardato la mancata disponibilità dell’offerta pubblicizzata.
Nel mirino sono finite complessivamente circa 80 compagnie aeree. I provvedimenti presi per correggere le scorrettezze riguardano oltre il 50% nel caso di siti nazionali, mentre per i transfrontalieri le misure non hanno superato il 12%.
- Venerdì 9 Maggio 2008




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