
E se gli enormi e grigi capannoni che incontriamo ai margini delle autostrade destinati allo smistamento delle merci in mezza Italia, d’ora in avanti diventassero tutti colorati e soprattutto ecologici?
L’idea è di Fausto Ferrari presidente del Cda di Fap Investiments, una società che produce e affitta piastre logistiche (quelle enormi colate di cemento su cui sorgono prefabbricati dove in genere convergono gli autoarticolati che si occupano di grande distribuzione) che ha deciso, stimolato anche da un suo consueto partner e amico che è Gianfranco Sgro di Ceva logistics, prima di colorare i capannoni e poi di applicare sui loro tetti pannelli fotovoltaici, in modo da rendere la struttura autonoma sotto il profilo energetico e di re-immettere il suplus prodotto nella rete. Una soluzione non solo ecologica ma anche conveniente, resa possibile grazie al know-how messo in campo da Enerray, una società specializzata nella progettazione di impianti di grandi dimensioni .
Il primo esperimento è già cominciato. A Bassano Bresciano in provincia di Brescia infatti Fap dopo aver costruito un’infrastruttura logistica da 25mila metriquadri che verrà affittata a un marchio di rubinetteria e ceramiche, sta cominciando ad installare i pannelli fotovoltaici sulle coperture dei capannoni per una capacità di 830 kilowatt. “Il centro sarà completato a settembre”, spiega Ferrari, “ma abbiamo in cantiere sette piastre distribuite nelle aree di Novara, Bergamo, Roma e Bologna per un totale di 230mila metri quadri, che verranno dotate ciascuna di quasi un Megawatt di potenza”.
Un centro logistico semplice costa in media 500 euro a metro quadro, potenziato con il fotovoltaico arriva a mille euro al metro quadro. Ma, a quanto pare, il gioco vale la candela. “Il duo Fap-Enerray”, spiega Sara Miglioli l’avvocato che ha predisposto l’operazione, “si ripaga l’investimento con i canoni di locazione dalle società che prendono in affitto la struttura che a loro volta possono ricevere gratuitamente l’energia di cui hanno bisogno”. Se poi la produzione sorpassa il consumo, la differenza viene rivenduta al gestore della rete che ripaga il produttore con il prezzo maggiorato previsto dagli incentivi verdi. Un bel giro di soldi, quindi, logistico ma anche ecologico.
- Mercoledì 14 Maggio 2008
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