Sgravi fiscali per i lavoratori dipendenti con un beneficio immediato in busta paga: per raggiungere questo obiettivo il governo Berlusconi punta sulla detassazione degli straordinari (come richiesto dalla Confindustria) e dei premi di produttività, cercando il consenso dei sindacati. Ma il ministro del Welfare Maurizio Sacconi dovrà superare molti ostacoli sulla via della detassazione.
Quali tempi. Il Consiglio dei ministri dovrebbe varare il decreto legge nella sua prima riunione operativa, a Napoli (mercoledì 21 maggio). In sostanza gli sgravi partiranno in giugno. Sarà comunque un provvedimento sperimentale, da rendere definitivo con la prossima Finanziaria.
Quante tasse. La soluzione più probabile è una tassazione al 10 per cento sui redditi da lavoro straordinario e sugli incentivi legati alla produttività. Più difficile (costerebbe troppo in termini di mancato gettito fiscale) l’ipotesi di detassare completamente questa “parte virtuosa del salario”, come viene definita al ministero.
I contributi si pagano. La parte del salario detassata sarà comunque assoggettata a contribuzione previdenziale, «poiché il regime contributivo richiede i versamenti sull’intera retribuzione» ricordano al ministero. Già il governo Prodi ha agito su questo fronte abolendo la sovracontribuzione sugli straordinari.
La soglia massima. La platea del provvedimento dovrebbe essere ampia: riguarderà tutti i lavoratori dipendenti che fanno gli straordinari o hanno premi di produttività. Ma il bonus dovrebbe essere calcolato fino a un ammontare massimo di straordinari o di premi.
I festivi. La detassazione dello straordinario dovrebbe valere anche per il lavoro domenicale e nei giorni festivi: “Deve essere oltre il tempo ordinario del lavoro stabilito contrattualmente” fanno notare al ministero.
Produttività anche individuale. Per quanto riguarda la produttività, la detassazione sarà sulle erogazioni future. Da definire quali: potrebbero essere anche quelle individuali, oltre a quelle stabilite dagli accordi collettivi aziendali.
Cifre in gioco e timori di boomerang. Un metalmeccanico che guadagna 1.500 euro lordi al mese dovrebbe incassare 428 euro netti in più all’anno facendo tutte le 250 ore di straordinario previste dal contratto. Ma negli ambienti ministeriali frenano: “Si sono create attese con esercitazioni fatte senza conoscere il testo”.
E rimangono sullo sfondo le preoccupazioni dei sindacati di un effetto boomerang sulla nuova occupazione, causato da un ricorso eccessivo allo straordinario.
- Lunedì 19 Maggio 2008
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