di Antonio Calitri
Una raffica di record per euro, petrolio e oro: la moneta europea sopra la soglia di 1,53 dollari, il prezzo del greggio a quota 104,95 dollari, l’oro, trainato proprio dal dollaro debole e dal caro petrolio, a un soffio dai mille dollari, venduto a 995,20 dollari l’oncia. Con il prezzo del petrolio alle stelle i giacimenti della Basilicata fanno sempre più gola. E se negli anni alcuni operatori, come la British Petroleum, hanno abbandonato la partita a causa delle difficoltà burocratiche, oggi i francesi della Total hanno deciso di accelerare. A vent’anni dalla scoperta del giacimento di Gorgoglione-Tempa Rossa, che ha riserve per 120 milioni di barili di greggio equivalente, e a quasi 10 anni dalla concessione a Total (50%), Shell (25%) ed Esso (25%), per i francesi si avvicina l’ora della raccolta. È però indispensabile costruire il centro oli e collegarlo con i pozzi tramite condutture che evitino il viavai delle autocisterne sulle impervie strade dell’Appennino. C’è il timore di resistenze degli abitanti locali.
Ne sa qualche cosa l’Eni, che opera in Val d’Agri, il più importante giacimento dell’Europa continentale, dove non passa giorno senza che qualche gruppo o un’amministrazione locale metta i bastoni fra le ruote. L’ultimo caso è stato denunciato dal ministero dello Sviluppo economico e riguarda le perplessità all’allacciamento di un pozzo da parte del Comune di Calvello.
La nuova giunta ha chiesto di rifare il progetto invocando la necessità di proteggere alcune aree verdi, tra le quali una per picnic. Anche per queste resistenze il pozzo ha rallentato la produzione (da 104mila barili potenziali al giorno si è scesi a 85mila) e quotidianamente 35 autobotti devono essere avviate sulla vicina strada provinciale.
Nonostante tutto, però, la Total è fiduciosa di poter iniziare presto l’estrazione anche grazie a un asso. I lavori di preparazione del centro oli, che serve a raccogliere il greggio e a sottoporlo a una prima lavorazione, sono stati affidati (novità da quando è stato scoperto il petrolio lucano) a otto imprese locali, che si sono aggiudicate un appalto di 35,4 milioni di euro. I lavori dovrebbero iniziare a giorni, “fermo restando il rispetto del territorio e delle comunità locali” puntualizza Franco Ferrara, amministratore della Ferrara di Policoro, capofila del consorzio. Se non ci saranno intoppi, nel 2012, data prevista per il raggiungimento del massimo pompaggio, con sei pozzi allacciati si potranno estrarre 50mila barili di greggio al giorno, più del 50% dell’attuale produzione dell’Eni in Val d’Agri che di pozzi in funzione ne ha 34.
- Sabato 24 Maggio 2008
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Il 16 Dicembre 2008 alle 17:54 Tangenti, arrestato l’ad di Total Italia. Coinvolto un deputato Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Per l’accusa, un imprenditore gli avrebbe promesso 200mila euro in cambio di favoritismi. Per il pm di Potenza, Henry John Woodcock, che conduce l’inchiesta, a quanto appreso dall’agenzia di stampa Ansa, Margiotta avrebbe fatto valere il suo potere e la sua influenza di parlamentare e di leader del Partito democratico della Basilicata per favorire l’aggiudicazione degli appalti alla cordata capeggiata da Francesco Ferrara, di Policoro (Matera), attualmente in carcere. L’onorevole, stando all’accusa, si sarebbe impegnato a fornire informazioni privilegiate al gruppo di imprenditori e a fare pressioni sui dirigenti della Total, società titolare di una delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi della Val d’Agri, in Basilicata. In cambio, Ferrara, gli avrebbe promesso una tangente di 200mila euro. L’inchiesta ha portato a diverse misure cautelari - in carcere per alcune persone, agli arresti domiciliari per altre - disposte dal gip di Potenza Rocco Pavese ed eseguite da Carabinieri del Noe guidati dal tenente colonnello Sergio De Caprio (il “Capitano Ultimo” che arrestò Totò Riina) e personale della squadra mobile di Potenza, diretta da Barbara Strappato. Gli arresti sono stati eseguiti in gran parte a Roma, con la collaborazione della squadra mobile della Capitale e della polizia municipale di Potenza. In carcere sono quindi finiti, oltre all’ad di Total, anche Jean Paul Juguet, responsabile Total del progetto “Tempa Rossa” (dal nome di uno dei maggiori giacimenti petroliferi della Basilicata), attualmente all’estero; Roberto Pasi, responsabile dell’ufficio di rappresentanza lucano della Total e un suo collaboratore, Roberto Francini. Disposta la detenzione in carcere dell’imprenditore Francesco Ferrara, di Policoro (Matera), e del sindaco di Gorgoglione (Matera) Ignazio Tornetta. Arresti domiciliari anche per altre tre persone, e obbligo di dimora per altri cinque indagati. [...]
Il 17 Dicembre 2008 alle 11:20 la corruzione dilaga… « Raggia’s Blog ha scritto:
[...] monetaria Supportolegale.org Terrelibere.org Trotzky Uaar Voglio Scendere Zapata Blog la corruzione dilaga… 17 Dicembre 2008, 9:11 am Archiviato in: Ambiente, Politica_EgemoniaCalabra | Tag: Ambiente,basilicata, illegalità, mafia, Mezzogiorno, Partito Democratico, pd, politica Il Partito Democratico si affretta a costruire il coordinamento delle Regioni del nord, i partiti del nord (Lega in testa) col federalismo fiscale depredano il Mezzogiorno d’Italia, i politici meridionali piegano la schiena in cambio di non si sa che cosa (o forse si sa, ma non si può dire… o scrivere…) e nel Paese dilaga la corruzione. Nessun politico del Mezzogiorno d’Italia ha mai parlato della costituzione di un Ente Nazionale per l’Energia del Mezzogiorno d’Italia per sfruttare al meglio le risorse energetiche, in particolare quelle dei giacimenti petroliferi lucani. Il Mezzogiorno è trattato peggio dell’Africa dove le multinazionali prendono petrolio e diamanti per quattro soldi, ed intanto sotto gli occhi di tutti c’è quanto sta succedendo in questi giorni. [...]
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