- Tags: Cina, consumi, marketing, multinazonali
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In un clima di forte recessione mondiale, stupisce leggere che i consumi nella Repubblica Popolare cinese continuino a crescere. Non solo, dati ufficiali che parlano di un +17% registrato nel 2007 per le vendite al dettaglio in Cina appaiono in forte controtendenza con le statistiche che definiscono la Repubblica Popolare un Paese in cui il livello del risparmio privato è altissimo (mediamente corrisponde al 25% del reddito percepito), per la necessità di accantonare fondi per far fronte alle spese mediche e scolastiche dei familiari.
Secondo uno studio condotto dal China Market Research Group (CMR) di Shanghai, sarebbero i giovani a trainare i consumi nella Cina moderna. Dopo aver interpellato cinquecento cinesi di età compresa tra i 22 e i 32 anni, i ricercatori del CMR si sono accorti che ben il 90% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a spendere una fetta più ampia del proprio reddito nel 2008 rispetto a quanto consumato nel 2007, anche in virtù dell’aumento di stipendio atteso, stimato tra il 10 e il 25% del valore attuale dello stesso.
Risultati incoraggianti per tutte quelle multinazionali che puntano alla Cina per accrescere i propri fatturati. Tuttavia, per avere successo nel Paese non è sufficiente mutuare le strategie vincenti dell’Europa e degli Stati Uniti. Gli esperti di marketing, infatti, dovrebbero soffermarsi di più sulle esigenze e sulle motivazioni che spingono i giovani cinesi all’acquisto di un prodotto. Pena l’insuccesso, come è capitato a Motorola, che ha pubblicizzato i propri telefoni cellulari con spot ambientati a Hong Kong in cui i cinesi del continente non si sono riconosciuti.
Che consigli dare, quindi, a chi vuole catturare i cuori (e i portafogli) dei giovani asiatici? Anzitutto, le nuove generazioni navigano su internet molto più di quanto guardano la televisione. Per questo motivo, il marketing digitale dovrebbe occupare uno spazio sempre più rilevante nelle strategie delle aziende che vanno in Cina. Ancora, in una realtà di 600 milioni di utenti di telefonia mobile, il potenziale della pubblicità inviata direttamente sul cellulare non va sottovalutato. Infine, i cinesi ammettono di fidarsi dei consigli dei blogger (meglio se occidentali) piuttosto che di quelli dei negozianti. Alle aziende, quindi, non resta che trovare un modo per influenzare il passaparola.
- Mercoledì 28 Maggio 2008
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