Il prestito-ponte di 300 milioni per Alitalia e la sua utilizzazione temporanea a patrimonio “rappresentano la volontà del governo di voler salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale di Alitalia”. Lo ribadisce la relazione tecnica di accompagnamento al decreto fiscale che inizierà il suo iter alla camera e che contiene la norma sul patrimonio.
L’obiettivo viene perseguito, si aggiunge nella relazione, provvedendo a fornire ad Alitalia “i mezzi finanziari e patrimoniali necessari a verificare le possibili soluzioni alternative per il risanamento della società ed escludendo, sempre in tale lasso temporale, ogni ricorso ad ipotesi di liquidazione o di applicazione di procedure concorsuali”. Con il decreto fiscale, si ricorda nella relazione tecnica, l’erogazione di 300 milioni avviene a titolo di “trasferimento in conto capitale (apporto al capitale sociale per ripiano perdite) con pari effetto sull’indebitamento netto della pubblica amministrazione per l’anno 2008″.
“Questa modifica del prestito ponte è un provvedimento necessario, bisogna colmare un buco lasciato dalla precedente gestione. Per il futuro Alitalia si dovrà muovere in una logica di mercato. Alitalia non può ancora prendere soldi pubblici perchè noi non siamo disposti” dice il capogruppo leghista Roberto Cota che aggiunge: “Non ci devono essere svendite. Per questo abbiamo sostenuto tanto tempo fa che si dovesse applicare la legge Marzano, che avrebbe consentito di realizzare una ristrutturazione industriale. Ma non è stato fatto”.
Intanto, dalla Spagna, arriva l’attacco di Iberia. Che si dice non interessata all’acquisto di Alitalia: lo ha affermato oggi il suo presidente Fernando Conte, che ha inoltre criticato il processo di privatizzazione della compagnia italiana. “Non abbiamo assolutamente interesse nella privatizzazione di Alitalia” ha detto Conte in una conferenza stampa. Il dirigente di Iberia ha aggiunto di essere “profondamente deluso dalle modalità con cui viene gestita” la privatizzazione: “non è giusto né equo essere in competizione con imprese sostenute dallo Stato”, ha detto. Secondo Conte, il 2008 “non sarà un anno facile” per le compagnie aeree, in quanto “il prezzo del carburante è il principale fattore di rischio per il settore”. Oggi, ha rilevato, “il prezzo del barile supera i 130 dollari e questo crea una situazione drammatica per il settore”.
- Giovedì 29 Maggio 2008
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